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UN NUOVO GRANDE POLO CARITATIVO A SAN SALVARIO: RISTRUTTURATI GLI SPAZI DEL SACRO CUORE DI GESù PER OSPITARE LA STORICA MENSA E ALTRI SERVIZI PER LE PERSONE Più FRAGILI

Inaugurazione dei riqualificati locali di via Brugnone 5, sabato 18 aprile alle ore 17,

con l’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole, ed Elide Tisi, referente della Caritas diocesana.

Sabato 18 aprile alle ore 17 – alla presenza dell’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, e della referente della Caritas diocesana, Elide Tisi –  sarà inaugurato il nuovo grande Polo caritativo torinese di via Brugnone 5 (tra le vie Nizza ed Ernesto Lugaro) che accoglierà la storica e ultracentenaria mensa del Sacro Cuore di Gesù, nel quartiere San Salvario.
I 380 metri quadrati della struttura (che in passato era sede dell’oratorio, ora trasferito in altri spazi) sono stati completamente riqualificati per ospitare una mensa con 120 posti a sedere, una sala di aspetto, un locale per l’ascolto, le cucine, i magazzini, gli spogliatoi per i volontari, la lavanderia e altri spazi.

Le novità non riguardano solo gli interventi di ristrutturazione effettuati sull’immobile e il numero e la tipologia dei servizi offerti. A queste occorre aggiungere la grande attenzione dedicata agli aspetti relazionali, posti al centro di ogni attività del Polo caritativo poiché – come evidenzia don Riccardo Baracco, parroco del Sacro Cuore di Gesù –  “per la nuova fase della nostra storica mensa, tutto è stato pensato per mettere al centro le relazioni, che costituiscono la povertà più grande, oltre quella materiale”.
I pasti, ad esempio, saranno serviti a tavola come in un ristorante, guardando negli occhi e chiamando per nome ciascun ospite. Da questo approccio personalizzato partiranno le attività di accompagnamento svolte agli ampi ambienti a disposizione: servizi come quello offerto dal “punto d’ascolto”, un counseling point in cui operatori qualificati offriranno tutte le informazioni per accedere ai servizi, ai sussidi e a orientarsi in particolare nel mondo del lavoro.
“Cercheremo – spiega la responsabile della mensa, Alexandra Chindrisdi impostare un progetto per ogni persona, ascoltando il loro passato e scoprendo i talenti e le aspirazioni”.
Alla presentazione del progetto e al momento inaugurale, seguirà, alle ore 18.30, la Messa presieduta dal cardinale Repole.

La storia della mensa del Sacro Cuore di Gesù è ultracentenaria. Inizia infatti nel 1910, quando le Figlie della Carità di San Francesco de Paoli davano vita al “distributorio delle minestre”.  Un servizio mai cessato, anche quando per alcuni anni – dalla seconda Guerra mondiale e fino alla costruzione della struttura di via Brugnone – a causa dei bombardamenti che avevano distrutto i locali sede allora del servizio di distribuzione dei pasti, i frati cappuccini, per non venire meno all’impegno di aiutare i più poveri, usavano un portico come spazio mensa e latte di pomodori pelati recuperate per servire le minestre. Poi, dal 1951 la mensa ha trovato casa stabile stabile nei locali di via Brugnone, diventando parte integrante della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

Maggiori informazioni sulla mensa del Sacro Cuore di Gesù, sul web all’indirizzo www.fondazionesacrocuore.it

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Il cardinale Repole, «dolore e amarezza per l’attacco al Papa»

Dichiarazione di lunedì 13 aprile 2026

Dichiarazione del 13 aprile 2026 del card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa:

«Sono certo di interpretare il sentimento dei fedeli delle Chiese di Torino e di Susa esprimendo dolore e amarezza, ma anche sostegno e affetto a Leone XIV dopo le inimmaginabili offese pronunciate dal presidente americano Donald Trump nei confronti del Papa, colpito con arroganza e volgarità senza precedenti per aver denunciato l’ingiustizia e la violenza delle guerre che stanno devastando il mondo. Inquietante il linguaggio intimidatorio, culminato con l’avvertimento che “il Papa dovrebbe darsi una regolata”. Gli attacchi al Vescovo di Roma, ripresi anche dopo la scomparsa di Papa Francesco, mostrano con chiarezza che il bersaglio non sono i Papi, ma il Vangelo della pace e della giustizia».

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TO-PRESENTATI I NUOVI CONTENUTI DI “VERSO L’ALTRO”SU FRASSATI E L’AREA MOSTRE SANCTORUM, SUI SANTI SOCIALI

Comunicato stampa n. 2 del 10 aprile 2026

CHIESA DI SANTA MARIA DI PIAZZA: PRESENTATI I NUOVI CONTENUTI DI “VERSO L’ALTRO”, LO SPAZIO ESPOSITIVO SU PIER GIORGIO FRASSATI, E L’AREA MOSTRE “SANCTORUM, I SANTI SOCIALI NEL CUORE DI TORINO“

Presentati questo pomeriggio a Torino, in occasione dell’avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita di San Pier Giorgio Frassati, il nuovo spazio mostre “SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino” allestito nella chiesa di Santa Maria di Piazza, insieme alle novità che arricchiscono il percorso di “Verso l’Altro”, l’esposizione dedicata a Frassati e inaugurata lo scorso anno nel mese di luglio.

“SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino“, un spazio espositivo che racconta i Santi torinesi

Da oggi è aperta una seconda area espositiva nel complesso di Santa Maria di Piazza dedicata alla santità torinese.
Lo spazio è pensato per ospitare anche mostre temporanee, attività educative del territorio circostante e, soprattutto, le attività di gruppi giovanili.
La scelta di dedicare questa porzione del complesso ai Santi sociali è legata alla loro frequentazione della Chiesa di Santa Maria di Piazza per l’adorazione eucaristica: segno che il legame con Cristo è la fonte di tutti i diversi carismi.
Il nuovo spazio espositivo consentirà di scoprire vite e opere di “donne e uomini che hanno avuto lo sguardo fisso al cielo, e – come ha ricordato in un messaggio video l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole proprio per questo hanno saputo essere ben ancorati sulla Terra, sporcandosi le mani dell’umanità che incontravano, affinché fosse resa più bella, affinché fosse resa un’umanità più vivibile e abitabile per tutti”.

“Verso l’Altro”, nuovi contenuti e maggiore accessibilità

Sette nuovi filmati nella Sala Vita. ll cuore del rinnovamento tocca la Sala “Vita”, il nucleo narrativo principale del percorso espositivo. Sette nuovi filmati di approfondimento vengono integrati, con l’obiettivo di restituire la complessità e la ricchezza della personalità di Pier Giorgio: (“La famiglia Frassati: le radici, i legami affettivi, il contesto culturale e sociale in cui Pier Giorgio è cresciuto”; “Il rapporto con la montagna e con gli amici: l’alpinismo come metafora di vita, la ricerca di Dio nella natura e nelle relazioni amicali”; “La carità vissuta: il servizio ai poveri e agli ammalati, l’impegno nelle periferie di Torino”; “La spiritualità: i modi in cui Pier Giorgio viveva la sua esperienza di fede”; “L’impegno nelle associazioni: la FUCI, il Partito Popolare, l’impegno civile e politico”; “Lo studio: l’ingegneria mineraria”; “Il percorso della causa di canonizzazione: dalla morte prematura nel 1925 alla beatificazione del 1990, fino alla proclamazione a Santo nel 2025”.
Ciascun filmato è concepito come documento autonomo ma integrato nel percorso complessivo, capace di offrire chiavi di lettura inedite alla vita e al messaggio di Frassati.

Un percorso per tutti: le novità sull’accessibilità. La cura verso il prossimo che caratterizzava Pier Giorgio trova un’espressione concreta nel rinnovato impegno dello spazio espositivo sul fronte dell’inclusività. Tre interventi specifici rendono il percorso fruibile da un pubblico sempre più ampio:
Percorso in LIS (Lingua dei Segni Italiana): in collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino, tutti i video delle sale dello spazio espositivo sono ora anche in LIS, per garantire piena autonomia alle persone sorde e ipoudenti.
Pannelli tattili per non vedenti e ipovedenti: i due ambienti espositivi sono proposti attraverso i pannelli tattili e l’audiodescrizione, realizzata con la sezione di Torino dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Virtual tour in 6 lingue: lo spazio espositivo è ora visitabile anche in formato digitale grazie a un virtual tour disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, polacco e LIS. Uno strumento pensato per raggiungere il pubblico internazionale e per rendere accessibile il percorso a chi non può visitarlo fisicamente.

“I luoghi di Pier Giorgio”: la nuova web app. E’ uno strumento digitale articolato in tre sezioni tematiche e disponibile in 5 lingue:
“Verso l’altro”: permette di fruire i pannelli e i racconti introduttivi allo spazio espositivo, con la presenza di audio pensati per favorire la fruizione anche da parte di non vedenti e ipovedenti.
“Frassatour”: permette di scoprire i luoghi di Torino cari a Pier Giorgio attraverso un racconto in prima persona. La sezione è stata curata con Alessandro Greco, autore del libro Frassati tour (Editrice Ave), ed è arricchita dalle illustrazioni originali di Maria Cristina Sidoni.
“Sentieri Frassati”: permette ai visitatori di consultare il sito dedicato ai percorsi escursionistici intitolati a Pier Giorgio. La sezione è stata curata con Antonello Sica, fondatore dei Sentieri Frassati.

Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925) è stato canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025 a Roma.

L’ingresso a “Verso l’Altro” e “SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino” è in piazzetta dell’Università dei Mastri Minusieri 3A, a Torino, e i due spazi espositivi sono aperti dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Maggiori informazioni su www.versolaltro.it.

“Verso l’Altro” e SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino “ sono un progetto dell’Arcidiocesi di Torino, realizzato da Mediacor (contatti: web mediacor.it , e-mail info@mediacor.it , tel. 3487619700) con il sostegno della Fondazione CRT, della Compagnia di San Paolo, della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Opera Diocesana Pier Giorgio Frassati, dei donatori e delle donatrici della piattaforma For Funding

In allegato fotografie di SancTOrum scaricabili dai link numerati. Li trovate in basso.

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PASTORALE DIOCESANA MIGRANTI: VANDALIZZATA LA SEDE AL DISTRETTO BAROLO.

Comunicato stampa del 10 aprile 2026

 

Vandalizzata questa notte la sede della Pastorale diocesana dei Migranti, al Distretto sociale Barolo. Rubati diversi computer, telefoni e altri materiali necessari per lo svolgimento delle attività di accoglienza e degli altri servizi offerti quotidianamente a centinaia di persone.
Amarezza è espressa da Sergio Durando, responsabile della Pastorale Migranti, per il “nuovo furto che avviene a distanza di 15 giorni di un precendente atto di intrusione e da un altro ancora avvenuto nella sede del Polo alimentare Barolo.
Quanto accaduto – aggiunge Durando – non modificherà lo stile di accoglienza, di servizio e di ascolto di tutti coloro che ogni giorno dedicano energie e passione per rendere migliore la nostra comunità”.

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Comunicato stampa del 9 aprile 2026

CONTRASTO ALLA POVERTA’ SOCIALE E DIGITALE: APRE A RIVOLI L’EMPORIO SOLIDALE “IL PANE DEL CAMMINO”

Venerdì 10 aprile  alle ore 16,  l’inaugurazione del centro per la distribuzione di prodotti di prima necessità e la fornitura di servizi informativi con sede a Rivoli, in via Dora Riparia 2.
Presenti alla cerimonia di apertura l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, cardinal Roberto Repole, e la referente della Caritas diocesana di Torino, Elide Tisi.
Offrire alle persone in difficoltà un sostegno dignitoso e rispettoso, efficace e continuativo. Questo l’obiettivo del nuovo emporio solidale “Il pane del cammino”, da perseguire anche responsabilizzando le famiglie affinché gli aiuti forniti per acquistare prodotti alimentari e altri beni primari non si trasformino in semplice operazione di assistenzialismo.
L’emporio – che ha sede nei locali di via Dora Riparia 2, messi gratuitamente a disposizione dal Comune di Rivoli alle sette parrocchie cittadine e ai gruppi caritativi del territorio, ai quali è affidato il compito di gestirlo –  sarà inaugurato dal cardinale Roberto Repole e dalla referente della Caritas diocesana torinese, Elide Tisi, venerdì 10 aprile alle ore 16.
“Il pane del cammino”, come detto,  si pone nella prospettiva di evitare l’assistenzialismo e di responsabilizzare i fruitori che, attraverso una tessera a punti, potranno «gestire le proprie possibilità di spesa» scegliendo liberamente tra prodotti alimentari e per l’igiene, in un ambiente organizzato e accogliente.
L’iniziativa nasce da un percorso triennale di coprogettazione che ha coinvolto le tre parrocchie, i gruppi Caritas, i volontari vincenziani e il Muricciolo, esperienza pioniera di «emporio» attiva da otto anni insieme al Comune e al Tavolo «Rivoli Solidale».
L’emporio di Rivoli non sarà soltanto un punto di distribuzione di cibo e di prodotti per l’igiene, ma anche un centro di informazione su bandi, sportelli digitali, corsi e iniziative: un luogo che contribuirà a contrastare la povertà sociale e digitale, aiutando anche chi fatica ad accedere ai canali informativi.
Ai servizi dell’emporio di via Dora Riparia si aggiungono, rimanendo attivi, quelli delle parrocchie rivolesi come i centri di ascolto di prossimità per la presa in carico personalizzata delle persone e delle famiglie in difficoltà, l’ascolto e l’accompagnamento verso i servizi competenti.
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CHIESA DI SANTA MARIA DI PIAZZA: PIU’ RICCO DI CONTENUTI “VERSO L’ALTRO”, LO SPAZIO ESPOSITIVO SU PIER GIORGIO FRASSATI, E CREATA UNA NUOVA AREA MOSTRE DEDICATA AI “SANTI TORINESI”

Comunicato stampa dell'8 aprile 2026

 

Venerdì 10 aprile alle ore 18, nella Chiesa di Santa Maria di Piazza (via Santa Maria, 4) presentazione delle novità in occasione dell’avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita del Santo e inaugurazione del nuovo spazio espositivo dedicato ai “Santi Torinesi”.

Il complesso di Santa Maria di Piazza ha ampliato i propri spazi espositivi per ospitare – insieme a “Verso l’Altro”, la mostra multimediale permanente sulla vita di Pier Giorgio Frassati – una nuova area dedicata ai “Santi Torinesi” pensata anche come sala per mostre temporanee, iniziative educative del territorio circostante e, soprattutto, attività di gruppi giovanili. In occasione dell’inaugurazione sarà comunicato il nome scelto per questo nuovo spazio.

Le novità relative al percorso espositivo di “Verso l’Altro” riguardano la maggiore accessibilità ai contenuti, garantita alle persone non udenti o ipoudenti tramite descrizioni nella Lingua dei Segni (LIS), alle persone non vedenti e ipovedenti grazie a pannelli tattili e sistemi di audiodescrizione e, a tutti, con il “Virtual Tour” in sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, polacco e LIS), che assicura fruibilità anche a un pubblico internazionale o a chi non può visitare fisicamente la mostra. A queste si aggiungono sette nuovi filmati e una web app (“I luoghi di Pier Giorgio”) con tre sezioni tematiche (“Verso l’Altro” che introduce alla mostra; “Frassatour” con i luoghi di Torino cari a Pier Giorgio, raccontati in prima persona; “Sentieri Frassati” con i percorsi escursionistici intitolati in tutte le regioni d’Italia a Pier Giorgio) e disponibile in cinque lingue.

I nuovi contenuti e le nuove funzionalità di “Verso l’Altro” e il nuovo spazio dedicato ai “Santi Torinesi” saranno presentati venerdì 10 aprile alle ore 18, in occasione dell’evento di avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita di Pier Giorgio Frassati (nato a Torino il 6 aprile 1901), di cui si parlerà nel corso di un incontro con il vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Torino monsignor Alessandro Giraudo, la delegata dall’Arcivescovo per il Comitato diocesano per il centenario di Pier Giorgio Frassati suor Carmela Busìa, il parroco di Pollone don Luca Bertarelli, Alberto Riccadonna direttore del giornale diocesano “La Voce e il Tempo” e Paolo Pellegrini amministratore delegato di Mediacor, società che ha coordinato l’intero progetto di “Verso l’Altro”. L’incontro sarà moderato dal giornalista Francesco Antonioli.

Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925) è stato canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025 a Roma.

“Verso l’Altro” è in piazzetta dell’Università dei Mastri Minusieri 3A, a Torino, e lo spazio espositivo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Maggiori informazioni su www.versolaltro.it.

“Verso l’Altro” e lo spazio dei “Santi Torinesi” sono un progetto dell’Arcidiocesi di Torino, realizzato da Mediacor (contatti: web mediacor.it , e-mail info@mediacor.it , tel. 3487619700) con il sostegno della Fondazione CRT, della Compagnia di San Paolo, della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Opera Diocesana Pier Giorgio Frassati, dei donatori e delle donatrici della piattaforma For Funding.

Immagini allegate: web app “I luoghi di Pier Giorgio” e pannello su nuovo spazio “Santi Torinesi”

 

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CHIUDE LA LIBRERIA CATTOLICA DI CORSO MATTEOTTI

Comunicato Stampa dell'1 aprile 2026

Chiude la libreria cattolica di corso Matteotti 11 “La Rosa Blu”.

Chiude la libreria cattolica di corso Matteotti 11 “La Rosa Blu”. I costi di gestione non sono più sostenibili dall’omonima cooperativa sociale, che rilevò la libreria nel 2020 dopo il ritiro delle suore Figlie di San Paolo: le vendite cesseranno a partire dalla settimana dopo Pasqua.
Ai dipendenti sarà assicurato un posto di lavoro. Sono in corso valutazioni per mantenere la destinazione culturale degli spazi liberati dalla libreria.
La Diocesi di Torino, proprietaria dei locali di corso Matteotti, esprime apprezzamento e molta riconoscenza per l’attività svolta in questi anni da “La Rosa Blu”.

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“CRISTIANI IN POLITICA”, GIOVANI E PARTECIPAZIONE PER IL BENE COMUNE: INCONTRO CON IL CARDINALE ROBERTO REPOLE

Comunicato stampa del 26 marzo 2026

“CRISTIANI IN POLITICA”, GIOVANI E PARTECIPAZIONE PER IL BENE COMUNE: INCONTRO CON IL CARDINALE ROBERTO REPOLE

Sabato 28 marzo (dalle 9.30 alle 12.30) all’Istituto Sociale di Torino

Giovani e politica, partecipazione e inclusione per la costruzione del bene comune. Ne parleranno nella mattinata di sabato 28 marzo, dalle 9.30 alle 12.30 all’Istituto Sociale (corso Siracusa 10, Torino), l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, e il ventinovenne sindaco di Castel Maggiore (Bologna) Luca Vignoli (intervistati dal giornalista Matteo Spicuglia), l’analista politico Lorenzo Pregliasco di Youtrend, alcuni studenti degli istituti Sociale di Torino e Albert di Lanzo Torinese e altri giovani che hanno seguito i percorsi di educazione civica e formazione politica proposti dai laboratori delle “Piccole Officine Politiche”.

“La questione giovanile – spiega Alessandro Svaluto Ferro, direttore dell’Area Carità e Azione Sociale della Pastorale diocesana Sociale e del Lavoro – è stata frequentemente oggetto di approfondimento e proposta, anche da parte del cardinal Repole: dalla riflessione sul futuro di Torino (che non può essere immaginato senza un concreto coinvolgimento dei giovani) al ruolo centrale e proattivo della Pastorale giovanile nell’ambito dell’azione ecclesiale”.

Coinvolgimento dei più giovani che parte proprio dall’ascolto dei ragazzi, delle loro riflessioni, delle idee e delle opinioni che, in tema di politica e partecipazione democratica, hanno anche maturato frequentando i laboratori di educazione civica e formazione alla politica, proposti dall’Arcidiocesi nelle loro scuole.

“I giovani – aggiunge Svaluto Ferro – non sono né apatici né indifferenti, al contrario di quanto si sente non di rado affermare. Ma occorre saperli ascoltare e aiutarli a scoprire che, attraverso il fare politica, ci si può mettere al servizio della comunità in cui si vive, al fine di costruire un presente e un futuro migliore per tutti, dedicando inoltre particolare attenzione a coloro che sono più fragili e vulnerabili”.

Nel corso della mattinata all’Istituto Sociale (alle ore 10.15) Lorenzo Pregliasco di Youtrend analizzerà il rapporto tra politica, partecipazione e giovani sulla base delle recenti ricerche e dati raccolti dalla società demoscopica, mentre (alle 10.40) intervistati dal giornalista Matteo Spicuglia, il cardinale Roberto Repole parlerà del significato dell’impegno politico dal punto di vista cristiano e Luca Vignoli, sindaco di Castel Maggiore, condividerà la propria esperienza personale in relazione all’importanza della partecipazione giovanile nelle istituzioni pubbliche.

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SANTI SOCIALI, PARTE L’ITER DI CANDIDATURA UNESCO: IL CARDINALE REPOLE RINGRAZIA

Comunicato stampa dell'11 marzo 2026

«Sono terminate oggi pomeriggio le consultazioni della Diocesi di Torino con il Comune di Torino, la Città Metropolitana e la Regione Piemonte e desidero esprimere molta gratitudine al presidente Alberto Cirio e al sindaco Stefano Lo Russo per l’adesione alla proposta di candidare il “chilometro quadrato della carità” di Torino a Patrimonio dell’Unesco: è il quartiere nel quale operarono i grandi Santi dell’Ottocento, da Giovanni Bosco a Giuseppe Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Allamano, Giulia e Tancredi di Barolo, Giuseppe Cafasso». Questo il commento dell’Arcivescovo card. Roberto Repole, che in gennaio lanciò l’idea della candidatura internazionale per far conoscere al mondo il caso unico di Torino.
Si è costituito un primo gruppo tecnico con gli Enti locali per avviare l’iter di candidatura. Nelle prossime settimane la Diocesi, rappresentata dalla referente della Caritas Elide Tisi, avvierà il coinvolgimento degli Istituti religiosi che discendono dai Santi fondatori ed altri enti del territorio, fra essi le Fondazioni bancarie.
«I Santi che operarono nell’Ottocento – osserva Repole – mobilitarono la città nella lotta alle grandi sofferenze dei poveri, realizzarono in pochi decenni opere di avanguardia sul fronte della cura dei malati (Piccola Casa del Cottolengo), dei giovani (Salesiani, Giuseppini del Murialdo), dei carcerati (le opere dei Marchesi di Barolo e di Cafasso), della mondialità (Missionari della Consolata, ma anche Salesiani, Cottolenghini, Murialdini, Suore di Sant’Anna). Ulteriori figure si muovevano attivamente in quegli stessi anni in Torino, dal beato Faà di Bruno ai beati fratelli Boccardo. Nel piccolo quartiere alle spalle di Porta Palazzo l’ispirazione alla carità e alla solidarietà sociale mise particolari radici. Fu un’esperienza unica, oggi diremmo che fu una esperienza ‘di rete’, che sta continuando ad animare Torino con iniziative religiose e laiche, antiche e nuove, ultimo in ordine di tempo il Museo Frassati dedicato alla memoria storica: ci sembra possibile che l’Unesco ne valuti l’eccezionale messaggio universale».

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GUERRA, PAURA A GERUSALEMME. SONO AL SICURO I 17 PRETI PIEMONTESI

Comunicato stampa del 28 febbraio 2026

 

vedi: https://vocetempo.it/guerra-in-iran-paura-a-gerusalemme-al-sicuro-17-preti-torinesi

Sono al sicuro 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino, che questa mattina erano a Gerusalemme nel giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran. Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. I preti in viaggio con l’Opera Pellegrinaggi, che in questo momento ha due addetti a Gerusalemme insieme al clero, hanno subito riparato in luogo sicuro. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia, che era previsto per domani. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.

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IL CENTRO CATTOLICO DI BIOETICA SUL PRIMO SUICIDIO ASSISTITO IN PIEMONTE

Comunicato stampa del 14 febbraio 2026

Dichiarazione di don Giuseppe Zeppegno, presidente del Centro Cattolico di Bioetica

(Diocesi di Torino) 

«Il primo suicidio assistito in Piemonte, operato con il via libera della Regione in attuazione delle prescrizioni della Corte Costituzionale, è prima di tutto, per tutti noi, partecipazione al lutto di una famiglia addolorata per la morte di una persona amata, un uomo giovane, che ha chiesto di porre fine a una sofferenza che non riusciva più a sostenere. Ora quest’uomo non soffre più, ma la sua vicenda resta una dolorosa tragedia e una sconfitta umana e sociale perché ha ottenuto questo obiettivo rinunciando alla propria vita. Mentre accompagniamo con un pensiero affettuoso coloro che stanno soffrendo, non possiamo rassegnarci a constatare che si affronta la sofferenza con l’annientamento della vita. È obiettivamente difficile comprendere perché si faccia ancora così poco nel nostro Paese per incentivare la medicina palliativa, che accompagna chi vive il dramma della malattia senza prospettiva di guarigione, alleviando il dolore fisico e prendendo in carico tutti i bisogni medici, assistenziali e spirituali. Questa, ne siamo convinti, resta l’opzione preferibile. Credo che la società debba sempre più organizzarsi con una attenta sollecitudine in funzione dei deboli. Quanto al via libera dato dalla Regione Piemonte al suicidio assistito, esso prende atto dell’esistenza di un quadro normativo vincolante anche in assenza di leggi: la partita è dunque in mano al Governo e al Parlamento, che da troppo tempo non si pronuncia pur avendo i numeri per cambiare, correggere o migliorare»

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CARD.REPOLE SU GUERRIGLIA A TORINO

Comunicato stampa dell' 1 febbraio 2026

GUERRIGLIA A TORINO,
DICHIARAZIONE DELL’ARCIVESCOVO REPOLE
“Torino non é una città violenta, è una grande capitale della carità e della solidarietà sociale: non può accettare di essere sfigurata in questa sua identità, di essere così manipolata dai cultori della violenza. Deve denunciare con forza chi ha scatenato la guerriglia sabato sera e siamo vicini alle vittime e ai feriti, alle forze dell’ordine; contemporaneamente dobbiamo affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, non confondendo le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente. Credo che chi ha responsabilità oggi debba compiere proprio lo sforzo di non confondere gli inaccettabili eccessi di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Torino ha sempre saputo chinarsi per curare le ferite prima di punire. Fermeremo la violenza, ma non si dovrà nascondere questa sofferenza e chi lavora per il dialogo”.
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CARD. REPOLE APRE CELEBRAZIONI 1300° ANNIVERSARIO DI NOVALESA

Comunicato stampa del 29 gennaio 2026

IL CARDINALE REPOLE ALL’ABBAZIA DI NOVALESA
APRE LE CELEBRAZIONI PER IL 1300° ANNIVERSARIO

In apertura delle celebrazioni per il 1300° anniversario dell’Abbazia di Novalesa in Valle di Susa il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, presiederà

venerdì 30 gennaio alle 15.30 nella chiesa dell’Abbazia i solenni Vespri in memoria dell’atto di fondazione.

Sarà presente Stefano Lo Russo, Sindaco della Città Metropolitana di Torino, che è proprietaria dell’Abbazia dal 1972.

L’Abbazia di Novalesa fu fondata il 30 gennaio 726 per volontà del governatore della Moriana e di Susa Abbone. Nel corso dei secoli è stata un grande punto di riferimento spirituale e culturale per il Piemonte. Lungo tutto il 2026 si terranno iniziative rievocative a cura dalla comunità dei sei monaci benedettini che reggono l’Abbazia e della Città Metropolitana.

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CONF.STAMPA. BEATO SEBASTIANO VALFRÈ: UN PERCORSO TRIENNALE DI INIZIATIVE VERSO IL QUARTO CENTENARIO DELLA NASCITA

Comunicato stampa del 28 gennaio 2026

BEATO SEBASTIANO VALFRÈ:
UN PERCORSO TRIENNALE DI INIZIATIVE VERSO IL QUARTO CENTENARIO DELLA NASCITA
Conferenza stampa di presentazione del progetto venerdì 30 gennaio alle 11,
all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5).

 

Cara/o collega,
                          ti segnalo che

 

venerdì 30 gennaio
alle ore 11,
all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5, Torino)

 

sarà presentato nel corso di una conferenza stampa il triennale progetto di iniziative dedicate alla figura del Beato Sebastiano Valfrè, colui che, con la sua opera, ha anticipato di oltre un secolo lo storico periodo torinese in cui agirono i “santi della carità”, quei religiosi, come i santi Giovanni Bosco, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Cafasso, che furono fortemente impegnati in campo sociale.

 

All’incontro con i giornalisti saranno presenti padre Michele Nicolis (Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri); padre Simone Furno (Rettore della Chiesa di San Filippo Neri); don Massimo Scotto (Diocesi di Alba); Daniele Bolognini (studioso di Sebastiano Valfrè); Gian Maria Zaccone (Direttore Centro Internazionale di Studi sulla Sindone); Rosanna Purchia, (Assessore alla Cultura del Comune di Torino); Albina Malerba (Direttore Centro Studi Piemontesi), Giorgio Gagna (Presidente Centro studi Carlo Alberto); Mauro Rubat Ors (Presidente Associazione Cultores Sindonis).

 

Nel pomeriggio della stessa giornata alle ore 16.00, all’Oratorio di San Filippo, si svolgerà un incontro sul tema “Un Beato, un progetto e il suo perché”, con interventi di padre Michele Nicolis, Daniele Bolognini, Daniele DAlessandro, Gustavo Mola di Nomaglio, Gian Maria Zaccone, Federico Valle e padre Simone Furno. Moderatore Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo.
Alle ore 18.30 si concluderà la giornata dedicata al Beato Valfrè con la Santa Messa nella Chiesa di San Filippo, presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, mons. Alessandro Giraudo, cui seguirà una cena a buffet.

 

“Il recupero della figura del beato Sebastiano Valfrè, del suo messaggio e del suo esempio– sottolinea il direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, Gian Maria Zacconepotranno rappresentare un contributo importante che la Chiesa piemontese, la Città di Torino e il Piemonte sapranno offrire alla riflessione verso il Giubileo della Redenzione del 2033, nonché alla storia del territorio e della sua cultura. Nella mattinata del 30 gennaio, memoria liturgica del Beato, presenteremo – spiega Zaccone – un percorso triennale verso il quarto centenario della nascita (1629 – 2029), con iniziative modulate sul territorio ma non solo – la sua devozione è assai sparsa nel mondo, in particolare nel continente americano – con lo scopo di giungere a celebrare in modo consono la ricorrenza, valutando nel contempo anche le possibilità di riapertura dell’iter di canonizzazione.
A Torino – aggiunge il direttore del CISS – vi sono anche altri due punti focali della devozione del Beato che connotano la storia e la realtà di Torino: la Vergine Consolata che grazie al suo intervento assurse a compatrona della Città, e la Sindone, che non cessò mai di offrire come oggetto di meditazione sul mistero dell’incarnazione”.
Diverse le realtà che hanno già aderito all’iniziativa patrocinata dalla Congregazione dellOratorio affiancata dall’Arcidiocesi di Torino e dalla Diocesi di Alba, tra cui Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, l’Associazione Cultores Sindonis, il Centro Studi piemontesi e il Centro Studi Carlo Alberto.

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SCHEDA:
Il Beato Sebastiano Valfrè: maestro del clero, missionario e padre dei poveri
Il 30 gennaio 1710, assistito personalmente dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia, spirava nella sua povera stanza della Congregazione dell’Oratorio annessa alla chiesa di san Filippo a Torino Sebastiano Valfré, prete dell’istituzione fondata un secolo e mezzo prima da san Filippo Neri a Roma. Nato in una numerosa famiglia contadina di Verduno, Diocesi di Alba, studiò tra molte difficoltà, ma con risultati che lo condussero a divenire anche membro della Facoltà teologica nell’Università. Fu uno dei protagonisti della vita ecclesiale in Torino e nel Piemonte: maestro del clero, missionario, catechista, organizzatore dell’apostolato laicale, padre dei poveri.
Venne proposto come Arcivescovo di Torino dal re Vittorio Amedeo II, che lo stimava e ne gradiva i consigli, ma egli umilmente rifiutò fedele al suo motto “non cercare di essere perfetto facendo cose straordinarie. Piuttosto, adempi ai tuoi compiti quotidiani in modo allegro e coscienzioso».
Il suo campo di impegno fu di una vastità impressionante, attento sia alle necessità spirituali ma anche materiali della popolazione torinese e saggio consigliere nelle travagliate vicende politiche del suo tempo. Predicatore instancabile con uno stile semplice, dottrinalmente irreprensibile sebbene libero da intellettualismi e sottigliezze teologiche – che per altro ben conosceva – offre ancora oggi insegnamenti e istruzioni per coltivare una devozione sana e corretta, rivolta in primo luogo ai laici. In questo senso seppe coniugare mirabilmente gli insegnamenti di san Filippo e san Francesco di Sales.
Ma anche padre dei poveri, degli emarginati, delle persone in difficoltà e in situazioni difficili: bisognosi, carcerati, prostitute, ragazzi sbandati, militari di truppa. Tutti aiutava sia con visite, sia con supporto spirituale, materiale e personale – fu visto più volte caricarsi sulle spalle nottetempo dei miserabili per portarli là ove potevano essere accuditi. Ma in particolare fu capace di tessere una rete di carità che attraverso la sua mediazione consentiva passaggi di aiuti imponenti da chi aveva le possibilità verso coloro che nulla avevano. In questo senso certamente si può vedere nel Valfrè il capostipite di quella stirpe di preti santi, che, mossi dalla Carità – l’amore verso Dio e il prossimo, cuore del messaggio cristiano – si sono impegnati nel campo sociale non per uno spirito di mera solidarietà ma per amore compassionevole. Non è un caso che tra di essi la fama e l’esempio del Valfrè fossero ben noti e ciascuno di essi, pur con forme e accenti diversi, raccolse la sua eredità spirituale.

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La cartella stampa con testi e immagini è disponibile, dalle ore 11 del 30 gennaio, all’indirizzo
https://www.sindone.it/2026/beato-sebastiano-valfrè

O scaricabile inquadrando il QR code:

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CARD. REPOLE: CANDIDARE ALL’UNESCO LA CITTADELLA DEI SANTI SOCIALI

Comunicato stampa del 17 gennaio 2026

REPOLE, CANDIDARE ALL’UNESCO LA CITTADELLA DEI SANTI SOCIALI
L’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, intervenuto questa mattina, a Palazzo Barolo, alla cerimonia inaugurale della scultura dedicata alla venerabile marchesa Giulia di Barolo, ha lanciato la proposta di lavorare a un progetto di candidatura, a Patrimonio dell’Umanità Unesco, del chilometro quadrato della carità, l’area della città che comprende, tra gli altri, il Distretto Sociale Barolo, il Cottolengo, Valdocco e il Sermig.
“Mi piace pensare che questa statua sia un faro posto in una piccola cittadella – ha detto il cardinale Repole.  Un chilometro quadrato che è una città nella città, un’area di una grandezza spettacolare per la vicende di Torino, italiane e dell’umanità. 
Qui abbiamo Palazzo Barolo, poco distante la Consolata, il Valdocco di Don Bosco, il Cottolengo e il Distretto Sociale Barolo e poi ancora il Sermig. Tutti più o meno in un chilometro quadrato.  
Allora – ha aggiunto l’arcivescovo di Torino – ho fatto un sogno che esprimo, visto che oggi sono qui presenti anche le massime autorità civili, il presidente della Regione e il sindaco di Torino. Da arcivescovo ho sognato di rendere questa “cittadella della carità” un patrimonio dell’umanità. Perché? Perché viviamo tempi in cui tutto diventa patrimonio dell’umanità, ma il pericolo è che si stia perdendo l’umanità. 
Penso – ha sottolineato Repole – che il più grande patrimonio dell’umanità sia l’umanità stessa. La vicenda di questo chilometro quadrato ci dice appunto che è possibile rimanere umani e rimanerlo insieme a tutte le donne e gli uomini, a cominciare dagli ultimi. È un sogno che lancio qui perché mi sembra il luogo giusto, chissà se potrà avverarsi. In ogni caso – ha concluso il cardinale – non è brutto sognare”.
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“A GIULIA DI BAROLO”, IL PRIMO MONUMENTO DEDICATO A UNA DONNA DELLA STORIA TORINESE 

Comunicato dell'Opera Barolo del 14 gennaio 2026

 


Tre giorni di festa, dal 17 al 19 gennaio, con iniziative culturali, spettacoli e visite guidate tra Palazzo Barolo e il Distretto sociale Barolo per la nuova scultura posizionata sulla facciata della storica residenza, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane. 

Voluto dall’Opera Barolo per la sua fondatrice e patrocinato da Città di Torino e Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, il monumento è stato realizzato con il sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” e il Gruppo Iren ne ha curato l’illuminazione.

Realizzato da Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati, il monumento è una scultura in bronzo in cui sono raffigurate due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia. L’autore dell’opera, docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – ha potuto studiare i ritratti custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle “Memorie sulle carceri” scritte in prima persona dalla marchesa e realizzando una reinterpretazione contemporanea della sua figura, in dialogo con la maestosa facciata del Palazzo che sostiene la scultura.
Giulia di Barolo (1786-1864) fu instancabile nel suo servizio alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, come primo luogo di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e tante altre realtà di servizio sociale ed educativo, che l’Opera Barolo ha tutt’oggi il compito mantenere vive. Venerabili dal 2015 lei e dal 2018 lui, per Giulia e Carlo Tancredi è in atto il processo di beatificazione.

Tre giornate di eventi tra Palazzo Barolo e il Distretto Sociale

Con la collocazione della scultura prende il via un lungo week-end con iniziative culturali, spettacoli musicali, visite guidate a Palazzo Barolo, la seicentesca dimora nobiliare torinese dei marchesi con le sue opere d’arte e sale dove soggiornarono personaggi celebri del Risorgimento italiano, come Silvio Pellico, e che oggi ospita anche il MUSLI, Museo della Scuola e Pop-App Museum. In quei giorni è inoltre visitabile il Distretto Sociale Barolo, complesso storico e oggi sede di diverse associazioni di volontariato che, quotidianamente, offrono servizi di assistenza e beni di prima necessità a persone e famiglie, molte delle quali povere, fragili e in condizioni vicine alla marginalità sociale. La tre giorni di festa, si apre sabato 17 gennaio con le visite guidate “Sulle orme di Giulia …” e lo spettacolo di Palazzo Barolo con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’associazione “Le vie del tempo”. Prosegue domenica con le attività musicale per famiglie con bambine di “Crescendo in Sol”, le attività per bambini e ragazzi proposte dal MUSLI Museo della Scuola e Pop-App Museum e con le visite guidate. Conclusione lunedì 19 gennaio con, in mattinata alla Chiesa di Santa Giulia, la celebrazione eucaristica in suffragio della marchesa e, nel pomeriggio, a Palazzo Barolo con il concerto “Sulle note di Giulia”. (nel file word allegato programma_iniziative_a_giulia_di_barolo.docx o sul web www.operabarolo.it , il programma dettagliato della “tre giorni”)

Dall’azienda “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” i fondi per il progetto

La Famiglia Abbona, proprietaria a Barolo delle Cantine che un tempo erano dei Marchesi e che – fedele a una tradizione nata con i Marchesi Giulia e Carlo Tancredi, che coniuga attività imprenditoriale a promozione della cultura e impegno nel campo del sociale – ha sostenuto economicamente il progetto del monumento a Giulia di Barolo.
“Quando si orienta lo sguardo verso la straordinaria figura di Giulia e quella del marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo emergono tanti tasselli, tra questi – osserva il curatore artistico di Palazzo Barolo, Enrico Zanellati – la storia del vino Barolo, oggi celebre in tutto il mondo, nato proprio nelle Antiche Cantine che ancora oggi custodiscono e producono lo stesso prezioso patrimonio enologico.  È proprio da questi celebri luoghi che arriva la principale linfa per la realizzazione del monumento. Da quasi un secolo la Famiglia Abbona è proprietaria, a Barolo, delle Storiche Cantine un tempo appartenute ai Marchesi. Oggi, guidata da Ernesto e Anna insieme ai figli Valentina e Davide, prosegue con la stessa passione che animò la Marchesa Giulia nella produzione del “re dei vini e vino dei re”, con il prestigioso marchio “Marchesi di Barolo” (https://marchesibarolo.com). Ed è con questo stesso spirito che la famiglia ha scelto di affiancare l’Opera Barolo, finanziando l’iniziativa”.

La scultura in numeri

Dimensioni: l’opera è alta 2 metri e 30 centimetri, pesa 170 chilogrammi, sviluppa una superficie di 4 metri quadrati ed è posizionata a un’altezza di 4 metri da terra.
Tempi di realizzazione: 2 anni di lavoro che comprendono le fasi relative a ricerca e realizzazione del progetto, creazione del modellato in gesso e cera, fusione in bronzo, assemblaggio delle parti e patinatura finale.

Opera Barolo, da due secoli vicina ai più fragili

L’Opera Barolo è stata fondata per disposizione testamentaria di Giulia Colbert Falletti di Barolo (1786-1864), come strumento operativo per continuare l’azione di carità, di impegno sociale politico e culturale iniziata con suo marito, Carlo Tancredi di Barolo (1782-1838).

I Marchesi Giulia e Carlo Tancredi resero disponibili le loro risorse economiche e impegnarono la propria posizione sociale per migliorare le condizioni di vita dei più poveri di Torino, e svilupparono cultura con i più importanti pensatori dell’epoca. Non ebbero figli, ma dimostrarono grande capacità di generare, lasciando il loro patrimonio culturale ed economico alla città e al Paese.

Giulia di Barolo, attraverso il suo testamento, in piena armonia con il lascito del marito, fondò l’Opera Barolo perché fosse l’erede universale di questo patrimonio, assumendosene la responsabilità perpetua. Essa stessa stabilì le strategie, messe in atto alla morte della Marchesa, perché le proprietà fossero gestite come un bene comune: per un triennio l’Opera sarebbe stata amministrata dalla più alta carica della magistratura, nel triennio successivo dalla più alta carica ecclesiale e così via.

Attualmente l’Opera Barolo è presieduta dall’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Roberto Repole.

Destinatarie dell’impegno dell’Opera sono le fasce di popolazione più bisognose di attenzione: ieri le donne detenute, oggi in particolare le persone più fragili, le famiglie italiane in difficoltà, quelle di migranti e profughi, i bambini malati e le loro famiglie. Soprattutto l’educazione delle giovani generazioni e lo sviluppo integrale del capitale umano sono i temi a cui i Marchesi avevano voluto prestare più cura, insieme a quello della cooperazione pubblico e privato, civile ed ecclesiale.

II programma dettagliato della “tre giorni” e altre informazioni sono disponibili nelle pagine del sito web dell’Opera Barolo, all’indirizzo www.operabarolo.it 

IN ALLEGATO FOTOGRAFIE E PROGRAMMA   Clikka qui per il programma_iniziative_monumento_a_giuliadibarolo

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L’IMMAGINE DELLA SINDONE SUI TELEFONI DI TUTTO IL MONDO

Comunicato stampa del 10 gennaio 2026

L’IMMAGINE DELLA SINDONE SUI TELEFONI DI TUTTO IL MONDO
La Sindone come non si era mai vista. Papa Leone XIV è stato il primo, nella mattinata di ieri, a entrare nell’esperienza di lettura digitale creata da «Avvolti», che gli è stata presentata dal Custode pontificio del Telo, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, durante l’udienza concessa nel Palazzo Apostolico.
La lettura digitale dell’immagine sindonica è una novità assoluta: sarà infatti possibile via Internet collegarsi al programma dal sito www.avvolti.org come dal sito ufficiale www.sindone.org con qualunque dispositivo: smartphone, tablet, pc, con accesso dal mondo intero.
Grazie al programma è possibile «percorrere» sul proprio schermo l’immagine sindonica, ingrandendo i particolari più significativi (Volto, corona di spine…). Ogni ingrandimento è accompagnato da spiegazioni e collegamenti con i brani dei Vangeli che descrivono la passione di Gesù.
La lettura digitale è destinata ad avvicinare il grande pubblico, in tutto il mondo, all’immagine della Sindone e ai suoi significati. Pur nel rigore scientifico di testi e immagini si è cercato di realizzare un prodotto accessibile a tutti, più che un’iniziativa destinata agli specialisti.
L’esperienza digitale «globale», accessibile attraverso Internet in ogni parte del mondo, fa parte di «Avvolti», l’iniziativa che la diocesi di Torino ha realizzato per il Giubileo 2025. Nella scorsa primavera una Tenda di «Avvolti» era stata installata in piazza Castello a Torino. Nella Tenda venne presentata, fra le altre proposte, l’esperienza della lettura digitale che riproduceva l’immagine della Sindone in scala 1:1, su un tavolo appositamente realizzato, lungo 5 metri. La Tenda venne visitata da oltre 30 mila persone di 79 Paesi, negli 8 giorni di apertura (dal 28 aprile al 5 maggio).
Ora il programma presentato sul «Tavolo», opportunamente adattato, è disponibile per tutti in rete. Immagini e testi dell’esperienza si trovano sul sito www.avvolti.org e sui social (Facebook e Instagram).
Il cardinale Repole ha ricordato che la pubblicazione dell’esperienza digitale globale rientra nel programma di «pastorale sindonica» che la diocesi di Torino ha avviato nel 2024 e di cui «Avvolti» ha costituito il fulcro per l’anno giubilare 2025. Altre iniziative saranno programmate ed elaborate nei prossimi mesi, in modo da realizzare un percorso di accompagnamento verso il Giubileo del 2033.
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FESTA DEI POPOLI CON IL CARD. REPOLE: 6/1 AL S. VOLTO

Comunicato stampa del 3 gennaio 2026

Alle ore 11
di martedì 6 gennaio,
nella Chiesa del Santo Volto (via Val della Torre 11), c
on la Messa presieduta dall’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, il Cardinale Roberto Repole,
si aprirà la Festa dei Popoli 2026:
la giornata in cui ogni anno, alla presenza di tutte le comunità etniche cattoliche della diocesi torinese,  viene celebrata la fratellanza tra le donne e gli uomini di tutto il mondo.
Al termine della celebrazione  Eucaristica, i partecipanti (sono tutti invitati a portare un piatto tipico del Paese di cui sono originari) si ritroveranno nel foyer dell’auditorium del Santo Volto  per condividere il pranzo.
Poi, a partire dalle ore 14.30, la giornata proseguirà con danze, musiche, canti  e altre proposte culturali legate alla tradizione delle varie comunità e, per i bambini, scout e animatori organizzeranno giochi e attività di intrattenimento. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.
La Festa dei Popoli celebra la diversità culturale e la fratellanza tra i popoli ed è l’occasione, per la Chiesa, di ricordare che il Vangelo, la buona notizia, è rivolta a tutti, senza distinzione di nazionalità, lingua, tradizioni, cultura e colore della pelle. Questa giornata di festa, inoltre, offre l’opportunità di conoscere nuove culture, gustare sapori esotici e divertirsi insieme ad amici e familiari.
A proposito di comunità etniche cattoliche, nella diocesi di Torino ne sono presenti tredici (lusofona, brasiliana, africana anglofona, filippina, latinoamericana, cinese, africana francofona, africana ecumenica, ucraina, albanese, srilankese, rumena e indiana) accompagnate da sacerdoti e religiose, solitamente provenienti dalle relative aree geografiche, o da missionari di ritorno nel nostro Paese.
Qui sotto: la locandina della festa (scaricabile).
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