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È MORTO IL VESCOVO MINO LANZETTI

Comunicato Stampa del 2026

MORTO IL VESCOVO MINO LANZETTI,

FU AUSILIARE DEL CARDINALE POLETTO

 

E’ morto questa mattina presso l’Ospedale Cottolengo mons. Mino Lanzetti, Vescovo emerito di Alba, che fu Vescovo ausiliare di Torino dal 2002 al 2006.

Di seguito il comunicato diffuso dalla Diocesi di Alba.

La camera ardente sarà allestita a Torino nella parrocchia di San Benedetto Abate, fondata da Lanzetti, venerdì 3 luglio dalle 15.30 alle 19.30 e sabato 4 dalle 8 alle 12. Sempre a San Benedetto Veglia funebre venerdì alle 21. I funerali di mons. Lanzetti saranno celebrati sabato 4 alle 16 nella Cattedrale di Alba, Veglia funebre anche ad Alba venerdì alle 21.
Appresa la notizia della scomparsa, l’Arcivescovo di Torino cardinale Roberto Repole ha espresso a nome di tutta la Chiesa locale un sentimento di grande dolore, ma anche di grande e molto affettuosa riconoscenza per la vita donata da mons. Lanzetti alla Diocesi subalpina, dove negli anni Settanta aveva fondato e costruito la parrocchia di San Benedetto, una delle comunità più belle e vivaci in quegli anni carichi di fermenti. Con lo stesso entusiasmo e la stessa energia che aveva messo nell’accompagnare la nascita della parrocchia, Lanzetti ha affrontato tutti gli altri servizi che la Chiesa torinese e la Chiesa italiana gli ha poi chiesto di accettare”.

COMUNICATO DELLA DIOCESI DI ALBA:

Il vescovo di Alba, Marco Brunetti, ha dato l’annuncio che questa mattina, giovedì 2 luglio, è tornato alla Casa del Padre il vescovo emerito Giacomo Lanzetti (nella foto, Brunetti e Lanzetti sono ritratti insieme in cattedrale ad Alba). La comunità diocesana albese si raccoglierà in preghiera per la veglia funebre venerdì 3 luglio 2026 in cattedrale alle ore 21, mentre le esequie presiedute da monsignor Brunetti, saranno celebrate sempre in cattedrale sabato 4 luglio alle ore 16. La salma sarà tumulata nella Cripta dei vescovi della cattedrale di Alba.

Nato a Carmagnola nel 1942, e ordinato sacerdote nel 1966, Lanzetti è stato eletto vescovo ausiliare di Torino nel 2002. Nel 2006 è stato vescovo di Alghero-Bosa e poi dal 2010 al 2015 di Alba.

Di seguito il testo del vescovo Marco:

“Oggi ha terminato il suo cammino terreno monsignor Giacomo Lanzetti, vescovo emerito della nostra diocesi di Alba. Se da una parte ci addolora la sua dipartita da questo mondo, dall’altra ci consola la speranza per l’incontro con il Signore risorto nel suo Regno di pace e di amore per la vita eterna.

Il vescovo Giacomo ha servito, come buon pastore, la nostra Chiesa per cinque anni, fino a quando la salute lo ha sorretto. Il suo magistero attento alle necessità della diocesi, sempre in comunione con i confratelli della Conferenza episcopale piemontese e soprattutto con il Papa, ha permesso alle nostre comunità di crescere nella fede, speranza e carità.

La sua visita pastorale a tutte le parrocchie della diocesi e a tante realtà locali presenti sul territorio hanno dato un nuovo slancio alla pastorale ordinaria. La sua cordialità e la sua semplicità lo ha reso vicino alle tante persone che lo incontravano, soprattutto i più semplici ed emarginati.

Nell’esprimere il grazie della nostra Chiesa: presbiteri, diaconi, religiosi e religiose e tutto quanto il popolo santo di Dio, al Signore, Pastore dei pastori, per averlo avuto fra noi, lo affidiamo alla sua misericordia affinché lo accolga come “servo buono e fedele”.

+Marco, vescovo

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In allegato il pdf dell’omelia del CARD REPOLE NELLA MESSA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Comunicato stampa del 24 giugno 2026

Gent.mi,

alcuni tra voi hanno richiesto il documento (e non il link) contenente l’omelia pronunciata dal card. Roberto Repole in Duomo oggi nella Festa patronale di san Giovanni Battista.

Lo trovate in .pdf qui:

REPOLE_omelia_Messa_festa_S_Giovanni_Battista_To_24-6-26

Buona continuazione

dl

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FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA: IL 24 GIUGNO MESSA SOLENNE IN DUOMO PRESIEDUTA DAL CARDINAL REPOLE

Comunicato stampa del 22 giugno 202610

 

Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo sarà lieto di incontrare i giornalisti

Cara/o collega,

mercoledì 24 giugno alle ore 10.30, nella cattedrale di San Giovanni Battista, l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, presiederà la Messa solenne per la festa liturgica della Natività di San Giovanni Battista, patrono della Città di Torino.

Al termine della celebrazione Eucaristica, il cardinale Repole sarà lieto di incontrare i giornalisti nella sacrestia della cattedrale (secondo le indicazioni che saranno fornite dall’Ufficio stampa dell’Arcidiocesi alle/ai colleghe/i presenti in Duomo).

Fotografi e operatori video potranno effettuare scatti e riprese dalla navata laterale destra, in prossimità del transetto, come negli anni passati.

L’Ufficio stampa dell’Arcidiocesi di Torino garantirà assistenza alle colleghe e ai colleghi per tutta la durata della celebrazione religiosa e durante l’incontro con il cardinal Repole.

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memo: “POPOLI IN CAMMINO PER LA PACE” A TORINO, DOMENICA 14 GIUGNO

Recall comunicato stampa dell'11 giugno 2026

Una giornata di festa per tutti, tra Valdocco e i luoghi della santità torinese, da vivere con migliaia di persone di tante nazionalità, culture e anche fedi diverse
Ritrovarsi a Torino, domenica 14 giugno, in migliaia e di tante nazionalità, di culture e anche di fedi diverse, ma tutte e tutti con un unico e comune intento: quello di vivere insieme, gli uni accanto agli altri, una giornata gioiosa nel segno della pace e della fratellanza. A proporlo è “Popoli in cammino per la pace” che invita le persone a trascorrere una domenica di festa e di condivisione tra musiche, balli, giochi, incontri, visite guidate ai luoghi santi sociali torinesi e momenti spirituali.
Tra gli appuntamenti in programma nella mattinata di domenica, alle ore 10, il “Cammino sui passi dei Santi Sociali e nei luoghi della carità” del capoluogo piemontese, con la possibilità di visitare la Piccola Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo (simbolo di cura per i più fragili), il Valdocco di Don Bosco (culla dell’opera salesiana), il Distretto sociale fondato dai marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo (oggi cittadella della solidarietà che ospita, tra le altre realtà impegnate nel sociale, la Pastorale diocesana dei migranti), i luoghi di Pier Giorgio Frassati (il Santo testimone di fede e impegno sociale), la Casa Madre dei Missionari della Consolata (congregazione fondata dal Santo Allamano), il Sermig Arsenale della Pace (ex fabbrica bellica trasformata in luogo di pace, accoglienza e solidarietà) e un importante centro torinese di cultura islamica, la Moschea della pace di corso Umbria.
Alle ore 12, la giornata prosegue con la Celebrazione eucaristica nella Basilica di Ausiliatrice, presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, monsignor  Alessandro Giraudo, e poi con il pranzo condiviso (ogni partecipante è invitato a portare qualcosa, magari un piatto tipico del Paese d’origine) da consumare nel cortile San Giuseppe a Valdocco.
Nel primo pomeriggio è tempo di festa con musiche, balli, canti dal mondo e animazione per i bambini nei due cortili all’interno del centro salesiano di Valdocco e dopo, alle 17, tutti in piazza Maria Ausiliatrice per gli ultimi atti della giornata con l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, il sindaco Stefano Lo Russo e il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, che saranno i primi a leggere un messaggio per la pace rispondendo alla domanda, rivolta anche a tutti i partecipanti,  “se dovessi parlare di pace al mio vicino di casa, gli direi che…” e poi ancora finale con un canto di pace e la distribuzione di ramoscelli di ulivo e pane portato dalla comunità rumena, come segno di condivisione e fraternità.
La giornata è promossa dal Coordinamento Regionale Migrantes, l’organismo che riunisce e coordina tutti gli uffici di Pastorale migranti delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con la Fondazione Migrantes. Il pellegrinaggio regionale dei migranti e  delle comunità e cappellanie etniche è un appuntamento annuale a cui partecipano migliaia di persone di ogni nazionalità. La prima edizione si era svolta ad Oropa nel 2015, da allora ogni anno è ospitata in una diocesi diversa del Piemonte, lo scorso anno la meta era stata Saluzzo.
Il programma dettagliato e altre informazioni su “Popoli in cammino per  la pace” sono disponibili sul sito web della Pastorale diocesana migranti all’indirizzo https://www.upmtorino.it/popoli-in-cammino-per-la-pace/ . Per partecipare alle visite ai luoghi dei Santi sociali è necessario iscriversi compilando il modulo al link bit.ly/14giugno26 .
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“POPOLI IN CAMMINO PER LA PACE” A TORINO, DOMENICA 14 GIUGNO

Una giornata di festa per tutti, tra Valdocco e i luoghi della santità torinese, da vivere con migliaia di persone di tante nazionalità, culture e anche fedi diverse
Ritrovarsi a Torino, domenica 14 giugno, in migliaia e di tante nazionalità, di culture e anche di fedi diverse, ma tutte e tutti con un unico e comune intento: quello di vivere insieme, gli uni accanto agli altri, una giornata gioiosa nel segno della pace e della fratellanza. A proporlo è “Popoli in cammino per la pace” che invita le persone a trascorrere una domenica di festa e di condivisione tra musiche, balli, giochi, incontri, visite guidate ai luoghi santi sociali torinesi e momenti spirituali.
Tra gli appuntamenti in programma nella mattinata di domenica, alle ore 10, il “Cammino sui passi dei Santi Sociali e nei luoghi della carità” del capoluogo piemontese, con la possibilità di visitare la Piccola Casa della Divina ProvvidenzaCottolengo (simbolo di cura per i più fragili), il Valdocco di Don Bosco (culla dell’opera salesiana), il Distretto sociale fondato dai marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo (oggi cittadella della solidarietà che ospita, tra le altre realtà impegnate nel sociale, la Pastorale diocesana dei migranti), i luoghi di Pier Giorgio Frassati (il Santo testimone di fede e impegno sociale), la Casa Madre dei Missionari della Consolata (congregazione fondata dal Santo Allamano), il Sermig Arsenale della Pace (ex fabbrica bellica trasformata in luogo di pace, accoglienza e solidarietà) e un importante centro torinese di cultura islamica, la Moschea della pace di corso Umbria.
Alle ore 12, la giornata prosegue con la Celebrazione eucaristica nella Basilica di Ausiliatrice, presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, monsignor  Alessandro Giraudo, e poi con il pranzo condiviso (ogni partecipante è invitato a portare qualcosa, magari un piatto tipico del Paese d’origine) da consumare nel cortile San Giuseppe a Valdocco.
Nel primo pomeriggio è tempo di festa con musiche, balli, canti dal mondo e animazione per i bambini nei due cortili all’interno del centro salesiano di Valdocco e dopo, alle 17, tutti in piazza Maria Ausiliatrice per gli ultimi atti della giornata con l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, il sindaco Stefano Lo Russo e il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, che saranno i primi a leggere un messaggio per la pace rispondendo alla domanda, rivolta anche a tutti i partecipanti,  “se dovessi parlare di pace al mio vicino di casa, gli direi che…” e poi ancora finale con un canto di pace e la distribuzione di ramoscelli di ulivo e pane portato dalla comunità rumena, come segno di condivisione e fraternità.
La giornata è promossa dal Coordinamento Regionale Migrantes, l’organismo che riunisce e coordina tutti gli uffici di Pastorale migranti delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con la Fondazione Migrantes. Il pellegrinaggio regionale dei migranti e  delle comunità e cappellanie etniche è un appuntamento annuale a cui partecipano migliaia di persone di ogni nazionalità. La prima edizione si era svolta ad Oropa nel 2015, da allora ogni anno è ospitata in una diocesi diversa del Piemonte, lo scorso anno la meta era stata Saluzzo.
Il programma dettagliato e altre informazioni su “Popoli in cammino per  la pace” sono disponibili sul sito web della Pastorale diocesana migranti all’indirizzo https://www.upmtorino.it/popoli-in-cammino-per-la-pace/ . Per partecipare alle visite ai luoghi dei Santi sociali è necessario iscriversi compilando il modulo al link bit.ly/14giugno26 .
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AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO IN MEMORIA DI DON DOMENICO “MECO” RICCA

Comunicato stampa del 25 maggio 2026

Istituito da Forum Terzo Settore Piemonte e Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, organizzato quest’anno in collaborazione con l’Associazione Giovanile Salesiana e patrocinato dalla Città di Torino, il concorso letterario è aperto a tutti, dai 14 anni in su. Chi desidera partecipare deve presentare, entro il 31 luglio, un elaborato (saggio, racconto o composizione musicale) sul tema_ “Atti di cura, scelta di legalità”. Bando e modulo di iscrizione sono disponibili sul web, agli indirizzi www.terzosettorepiemonte.it/progetto/premio-letterario-meco-seconda-edizione/salesianipiemonte.info/premio-letterario-meco-al-via-la-seconda-edizione-dedicata-agli-atti-di-cura-scelte-di-legalita/
Raccontare, in parole o in musica, come la legalità possa prendere forma nei gesti quotidiani e la cura diventare una scelta capace di cambiare sé stessi e gli altri. Questo è il tema proposto per la seconda edizione del Premio letterario intitolato a Don Domenico “Meco” Ricca, il sacerdote salesiano scomparso due anni or sono, che aveva dedicato quasi una vita intera ai ragazzi detenuti nel carcere minorile del Ferrante Aporti.
Con il Premio “Meco”, il Forum del Terzo settore in Piemonte (di cui don Domenico era stato tra i fondatori) e i Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta che ne sono i promotori e il settimanale diocesano La Voce e Il Tempo, intendono rendere omaggio e ricordare la figura del religioso che è stato per oltre quarant’anni anni non solo guida spirituale, ma soprattutto confidente, formatore e riferimento e, fatto non meno importante, aveva contribuito con le sue proposte e le attività da lui organizzate a migliorare i percorsi di rieducazione e le condizioni di vita nell’istituto torinese di pena per minori.
Per la seconda edizione del concorso è stato scelto il tema “Atti di cura, scelte di legalità”, con l’intento di spingere a esplorare che cosa significhi vivere la legalità come pratica quotidiana, concreta e relazionale, da esprimere attraverso gesti di cura verso sé stessi, verso gli altri e verso la comunità.
Come è spiegato nella pagina web di presentazione del Premio, “la legalità non è solo un insieme di regole da rispettare, ma una scelta consapevole che nasce dal riconoscimento del valore dell’altro e del contesto in cui viviamo. È un modo di abitare il mondo, che si traduce in responsabilità, rispetto e partecipazione. In questo senso, ogni atto di cura può diventare un atto di legalità. Prendersi cura significa riconoscere i bisogni, ascoltare, intervenire, assumersi responsabilità e scegliere di non restare indifferenti”.
A coloro che prendono parte al concorso istituito in memoria di don Meco è richiesto di riflettere su come, nei fatti, la legalità non rappresenti qualcosa di distante o di astratto, ma invece prenda forma in tanti, anche semplici, gesti quotidiani: dal rispetto delle regole alla tutela dei diritti, alla capacità di costruire relazioni sane e giuste.
I partecipanti sono invitati a condividere, attraverso la scrittura o la musica, le proprie riflessioni, i propri vissuti, le esperienze personali o immaginate, mettendo in luce il valore degli “atti di cura” come scelte di legalità. Parole o note per raccontare come la cura possa diventare legalità e le scelte quotidiane contribuire a  costruire una società più giusta.
Tre le categorie in cui è articolato il concorso: Giovanissimi (dai 14 anni ai 20 anni), Giovani (dai 21 ai 30 anni), e Adulti (dai 31 anni in su).
Gli elaborati – il “racconto breve” (2500 parole) di fantasia o autobiografico, il “saggio breve” (massimo 4000 parole) che esplori il tema del concorso sotto aspetti sociologici, psicologici o filosofici, la “canzone”, una composizione musicale originale, in formato testo o mp3, che affronti il tema della cura e delle scelte responsabili – devono essere consegnati entro il 31 luglio.
La giuria del Premio è presieduta da don Alberto Martelli (direttore dell’Opera Salesiana Rebaudengo) e ne fanno parte Barbara Daniele (responsabile Legacoopsociali Piemonte),  Stefano Delmastro (da 30 anni impegnato nel campo delle cooperative editoriali),  la giornalista Marina Lomunno (caporedattrice a La Voce e Il Tempo e autrice del libro Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti), Claudio Sarzotti (professore ordinario di Sociologia del Diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, direttore della rivista Antigone), Stefano Tassinari (dirigente nazionale Acli aps e Enaip), e Marco “Zuli” Zuliani (rapper e storyteller torinese con oltre vent’anni di esperienza artistica e sociale).
Ambasciatore del Premio è Francesco Carlo “Kento”, rapper e attivista da anni impegnato in progetti educativi e sociali, in particolare all’interno delle carceri e con i giovani in contesti fragili. Attraverso il rap promuove percorsi di espressione, consapevolezza e legalità. È autore del libro Barre – Rap, sogni e segreti in un carcere minorile, in cui racconta la sua esperienza nei laboratori musicali in ambito penitenziario.
La cerimonia di premiazione avverrà in autunno, in occasione dell’edizione 2026 delle “Giornate della legalità”.
Gli elaborati vincitori della prima edizione del Premio “Meco” sono raccolti nel volume “Dietro le sbarre. Racconti, poesie e saggi brevi” (edito da Elledici). I proventi della vendita del libro vengono interamente devoluti alla comunità per minori Harambée di Alessandria, dove don Meco era di casa.
Chi è don Domenico “Meco” Ricca?
Sacerdote salesiano dal 1975, don Meco è stato per oltre quattro decenni il cappellano del carcere minorile torinese “Ferrante Aporti”. Ha speso tutta la sua vita per e con i giovani reclusi, come don Bosco voleva dai suoi salesiani, preti da oratorio, preti da cortile. E proprio lo stile da oratorio, della presenza, dell’ascolto e delle chiacchierate informali, è stato sempre quello adottato da don Meco con tutti i suoi ragazzi, qualunque fosse stato il reato che li aveva condannati alla reclusione. I suoi ragazzi, come soleva dire, erano solo nati nella culla sbagliata e lui, nel quotidiano fare concreto e nel pieno spirito degli insegnamenti di don Bosco, in ogni giovane cercava quel punto accessibile su cui far leva per combattere le fragilità e consentire di lasciarsi alle spalle il marchio di “discolo o pericolante”, come diceva don Bosco per quei ragazzi a rischio di cadere nella rete delle attività illegali.
Don Domenico Ricca può essere descritto come “prete di frontiera” ed è stato tra i fondatori della cooperativa sociale Valdocco, dell’associazione Aporti Aperte, dei Salesiani per il Sociale e del Comitato piemontese del Forum del Terzo Settore. È stato inoltre presidente dell’Associazione Amici di don Bosco per le adozioni internazionali, delegato per le Acli e altro ancora, nonché, naturalmente, punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di disagio minorile.
La parola fine sulle pagine della sua vita terrena è comparsa il 2 marzo del 2024. L’allora Rettor maggiore dei salesiani, il cardinal Angel Fernandez Artime, lo aveva ricordato come un figlio di don Bosco che ha speso tutta la sua vita di salesiano per accompagnare i giovani finiti al Ferrante Aporti, un prete che i giovani ha amato veramente, soprattutto quelli che hanno avuto di meno.
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DIBATTITO REPOLE – CAZZULLO SU FRANCESCO D’ASSISI

Comunicato stampa del 13 maggio 2026

Confronto pubblico a Torino fra il cardinale Roberto Repole e lo scrittore Aldo Cazzullo

venerdì 15 maggio alle 18

presso l’Aula Magna del Campus Einaudi (Università degli Studi) in Lungo Dora Siena 100.

Al centro del dibattito la figura di Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte.

L’appuntamento promosso dall’Arcidiocesi di Torino – Pastorale della Cultura nell’ambito del Salone del Libro Off è a ingresso libero e aperto a tutta la città, particolarmente agli studenti e al mondo accademico.
Modera la giornalista Monica Mondo di Tv2000.

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AL SALONE DEL LIBRO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “DIETRO LE SBARRE” E DELLA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO DON DOMENICO “MECO” RICCA

 

 

Sabato 16 maggio alle ore 18.30, nello stand della Città di Torino, insieme al volume che raccoglie gli scritti premiati nella prima edizione del concorso letterario sarà presentata l’edizione 2026 del Premio letterario intitolato al sacerdote salesiano, storico cappellano del Ferrante Aporti.

Previsti gli interventi di Michela Favaro, vicesindaca della Città di Torino, Gabriele Moroni, portavoce Forum Terzo Settore Piemonte, don Leonardo Mancini, ispettore Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, Diletta Berardinelli, garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, del rapper Francesco “Kento” Carlo e degli autori degli scritti raccolti in “Dietro le sbarre”.

 

Racconti, poesie e saggi vincitori di un premio alla prima edizione del concorso letterario intitolato a Don Domenico “Meco” Ricca – il salesiano scomparso due anni fa, che per quarant’anni è stato il cappellano del carcere minorile torinese Ferrante Aporti – sono stati raccolti nel volume “Dietro le sbarre”, che sarà presentato al Salone internazionale del Libro, nello stand della Città di Torino, sabato 16 maggio alle 18.30.

I trentuno testi pubblicati sono stati scelti tra gli 850 contributi presentati per l’edizione di debutto del concorso letterario: saggi, poesie e racconti che erano giunti da tutta Italia, con scritti pervenuti anche da detenuti (nel carcere di Biella al termine di un laboratorio di scrittura) e da giovani ristretti al Ferrante Aporti, ai quali era riservata una specifica sezione.

Promosso da Forum del Terzo Settore Piemonte e Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, organizzato in collaborazione con il settimanale La Voce e Il Tempo e patrocinato dalla Città di Torino, il concorso letterario nella sua prima edizione aveva invitato i partecipanti ad affrontare il tema “Dietro le sbarre”, non solo considerandole un ostacolo fisico alla libertà personale, ma guardandole pure come una forma di barriera psicologica, sociale, comportamentale o anche culturale di cui ognuno può essere prigioniero, anche fuori dal carcere.

La raccolta di contributi del libro “Dietro le sbarre” “restituisce con forza e autenticità la complessità del tema– scrive nell’introduzione al volume Gabriele Moroni, portavoce del Forum Terzo Settore Piemonte.- Sono racconti, saggi e poesie che hanno saputo andare oltre la superficie, dando voce a esperienze, fragilità e percorsi interiori spesso invisibili. In molti casi, si è trattato di scritture capaci di sorprendere per profondità, consapevolezza e intensità, confermando quanto la parola possa diventare strumento di comprensione e trasformazione. Il Premio letterario dedicato a don Meco – aggiunge Moroni – vuole essere, in questo senso, molto più di un’iniziativa culturale. È il segno concreto di una comunità che si riconosce nel valore comune della reciprocità, di un Terzo Settore strumento di cambiamento sociale e di trasformazione positiva”.

Questo libro dà spazio ai ragazzi sottolineano nella loro introduzione i confratelli salesiani e gli amici di don Ricca – “alle loro storie, ai loro sguardi, alle loro fatiche e ai loro desideri. Perché è lì che don Meco ha sempre cercato il senso del suo impegno. Ed è lì che continua a vivere la sua eredità. Se queste pagine riusciranno anche solo in parte a restituire quella capacità di vedere il bene nascosto, di credere nelle possibilità, di non lasciare indietro nessuno, allora questo Premio avrà colto nel segno. E forse, tra queste righe, si potrà ancora intravvedere, come in controluce, quel sorriso nascosto dietro una barba bianca, pronto ad ascoltare, ancora una volta, le storie dei suoi ragazzi”.

I proventi della vendita del libro “Dietro le sbarre. Racconti, poesie e saggi brevi” (edito da Elledici) verranno interamente devoluti alla comunità per minori Harambée di Alessandria, dove don Meco era di casa.

“Atti di cura, scelte di legalità”, il tema della seconda edizione del Premio letterario Don “Meco”

Raccontare come la legalità possa prendere forma nei gesti quotidiani e come la cura (dalla propria persona al bene comune) possa diventare una scelta capace di cambiare se stessi e gli altri: è quanto propone la nuova edizione del Premio – anch’essa sarà presentata al Salone del Libro, sabato 16 maggio alle 18.30, nello stand della Città di Torino – che, tra le novità, offre anche la possibilità di partecipare attraverso un contributo musicale e non solo con la scrittura. Accanto a quelle del “racconto breve” e del “saggio breve”, il concorso riserva quest’anno anche un’altra sezione, la “canzone” ed è aperto a tre categorie (giovanissimi dai 14 ai 20 anni, giovani dai 21 ai 30 anni e adulti dai 31 in poi).

La giuria del Premio “Meco” 2026 sarà presieduta da don Alberto Martelli, direttore dell’Opera salesiana Rebaudengo, e avrà come testimonial il rapper Francesco “Kento” Carlo, autore tra l’altro del libro “Barre-Rap, sogni e segreti in un carcere minorile”.

Le modalità di partecipazione al concorso saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito web del Forum Terzo Settore Piemonte, www.terzosettorepiemonte.it

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SABATO: SINDŌN: IMMERSI NELLA TRAMA DELLA PASSIONE

Un’esperienza tra arte, musica e spiritualità al Duomo di Torino, sabato 9 maggio alle ore 21
E se la cattedrale fosse completamente immersa nella Sindone? Da questa potente suggestione nasce Sindōn: immersi nella trama della Passione, un evento artistico e spirituale che trasforma il Duomo di Torino in un’esperienza multisensoriale, in cui arte, musica e fede si intrecciano in un’unica narrazione: quella della Passione e della Risurrezione.
Attraverso un percorso che coinvolge vista, udito, gusto, olfatto e tatto, i visitatori diventano pellegrini, invitati a camminare tra le diverse “tessiture” del Mistero pasquale, guidati da linguaggi che nei secoli hanno saputo interpretarne la forza e il mistero.
La cornice musicale, affidata all’ensemble vocale exOphir, offre un viaggio sonoro che attraversa la Settimana Santa, dalle Palme alla Resurrezione, con un repertorio polifonico che restituisce tutta la complessità spirituale di quei giorni.
Sei spazi ospitano altrettante esposizioni artistiche, declinate in sei linguaggi differenti e presentate in due frazioni temporali (antico e contemporaneo). Pittura, parola, tessuto, aroma, musica e materia diventano strumenti di meditazione, offrendo al pubblico un’esperienza coinvolgente e profonda.
L’evento si svolge sabato 9 maggio alle ore 21, presso il Duomo di San Giovanni Battista di Torino.
L’iniziativa è ospitata dalla Commissione Diocesana per la Sindone su un progetto del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone e dell’Ensemble Vocale exOphir.
L’ingresso è libero.
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SINDONE: MESSA IN DUOMO IL 4 MAGGIO PER LA FESTA LITURGICA

Comunicato stampa del 30 aprile 2026

Lunedì 4 maggio
alle ore 18.30,
l’Arcivescovo di Torino e Custode pontificio, cardinale Roberto Repole,
presiederà nella Cattedrale di San Giovanni Battista
la celebrazione eucaristica per la festa liturgica della Sindone.
Saranno presenti il coro della Diocesi di Torino e la Schola Cantorum di Cumiana.
La ricorrenza del 4 maggio venne stabilita nel 1506 da papa Giulio II, che approvò la liturgia propria della Messa della Sindone.
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CARD. REPOLE: MESSAGGIO PER IL PRIMO MAGGIO, S. GIUSEPPE ARTIGIANO

Comunicato Stampa del 29 aprile 2026

Messaggio del cardinale Roberto Repole

per la Festa del Lavoro nella memoria liturgica di San Giuseppe Artigiano

Torino – Susa, 1° maggio 2026

 

Ai lavoratori, agli imprenditori e alle loro famiglie

 

«Carissimi,

il nostro cuore in questo tempo di guerra è turbato e deve vigilare per non abituarsi, deve restare inquieto. Anche la Festa del Lavoro, che i cristiani vivono guardando all’esempio mite di san Giuseppe Artigiano, contiene quest’anno motivi di inquietudine: desidero condividervi il mio turbamento al pensiero che le guerre seminano morte nel mondo eppure qui a Torino, a Susa e in Piemonte rappresentano un vantaggio economico per le aziende che producono forniture militari e si offrono come motore di rilancio dell’occupazione.

Ci va bene così? Accettiamo qualsiasi tipo di lavoro, purché sia lavoro? Lo domando a me prima che ad altri perché siamo corresponsabili, le nostre azioni e i nostri stili di vita sono intrecciati: la città siamo noi, tutti insieme.

Sappiamo che decenni di crisi industriale hanno lasciato sacche di disoccupazione da risolvere. Nessuno può pretendere che i disoccupati rifiutino le occasioni di lavoro, perché sono l’anello più fragile della catena. Però dobbiamo fermarci e riflettere, se sia umano darci tanto da fare per attrarre e sviluppare fabbriche di armi.

So che si preferisce parlare di industria della Difesa, ma è inutile girarci attorno: il mercato degli ordigni di morte sta fiorendo e sta distribuendo ricchi profitti agli azionisti solo perché le armi vengono usate in altre parti del mondo per uccidere e devastare. Credo che non possiamo cercare la vita con una mano e toglierla con l’altra, non possiamo disgiungere pace e lavoro. Vogliamo affidare alla guerra le speranze del nostro territorio?

Carissimi, faccio mie le parole di Leone XIV al corpo diplomatico: non basta parlare di pace, «occorre la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte». La guerra ha radici nell’odio e nelle ingiustizie del mondo, ma è anche un grande business economico e sta spingendo sulla produzione delle armi, probabilmente oltre il bisogno di difesa da parte di un Paese come l’Italia.

Allora fermiamoci, cari amici, e ragioniamo tutti insieme – istituzioni e cittadini, imprenditori, sindacalisti, famiglie – domandiamoci quali persone vogliamo essere, come vogliamo spendere le nostre esistenze e la nostra comunità: eravamo la città delle auto, vogliamo diventare la città delle armi? La Chiesa locale, con la sua Pastorale del Lavoro, è pronta a offrirsi come luogo di incontro, confronto e approfondimento.

 

Roberto Repole

Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa»

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OGGI INAUGURAZIONE NUOVO GRANDE POLO CARITATIVO A SAN SALVARIO: RISTRUTTURATI SPAZI MENSA

Recall. Comunicato stampa del 18 aprile 2026

Inaugurazione dei riqualificati locali di via Brugnone 5, oggi sabato 18 aprile alle ore 17,

con l’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole, ed Elide Tisi, referente della Caritas diocesana.

Oggi, sabato 18 aprile, alle ore 17 – alla presenza dell’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, e della referente della Caritas diocesana, Elide Tisi –  sarà inaugurato il nuovo grande Polo caritativo torinese di via Brugnone 5 (tra le vie Nizza ed Ernesto Lugaro) che accoglierà la storica e ultracentenaria mensa del Sacro Cuore di Gesù, nel quartiere San Salvario.
I 380 metri quadrati della struttura (che in passato era sede dell’oratorio, ora trasferito in altri spazi) sono stati completamente riqualificati per ospitare una mensa con 120 posti a sedere, una sala di aspetto, un locale per l’ascolto, le cucine, i magazzini, gli spogliatoi per i volontari, la lavanderia e altri spazi.

Le novità non riguardano solo gli interventi di ristrutturazione effettuati sull’immobile e il numero e la tipologia dei servizi offerti. A queste occorre aggiungere la grande attenzione dedicata agli aspetti relazionali, posti al centro di ogni attività del Polo caritativo poiché – come evidenzia don Riccardo Baracco, parroco del Sacro Cuore di Gesù –  “per la nuova fase della nostra storica mensa, tutto è stato pensato per mettere al centro le relazioni, che costituiscono la povertà più grande, oltre quella materiale”.
I pasti, ad esempio, saranno serviti a tavola come in un ristorante, guardando negli occhi e chiamando per nome ciascun ospite. Da questo approccio personalizzato partiranno le attività di accompagnamento svolte agli ampi ambienti a disposizione: servizi come quello offerto dal “punto d’ascolto”, un counseling point in cui operatori qualificati offriranno tutte le informazioni per accedere ai servizi, ai sussidi e a orientarsi in particolare nel mondo del lavoro.
“Cercheremo – spiega la responsabile della mensa, Alexandra Chindrisdi impostare un progetto per ogni persona, ascoltando il loro passato e scoprendo i talenti e le aspirazioni”.
Alla presentazione del progetto e al momento inaugurale, seguirà, alle ore 18.30, la Messa presieduta dal cardinale Repole.

La storia della mensa del Sacro Cuore di Gesù è ultracentenaria. Inizia infatti nel 1910, quando le Figlie della Carità di San Francesco de Paoli davano vita al “distributorio delle minestre”.  Un servizio mai cessato, anche quando per alcuni anni – dalla seconda Guerra mondiale e fino alla costruzione della struttura di via Brugnone – a causa dei bombardamenti che avevano distrutto i locali sede allora del servizio di distribuzione dei pasti, i frati cappuccini, per non venire meno all’impegno di aiutare i più poveri, usavano un portico come spazio mensa e latte di pomodori pelati recuperate per servire le minestre. Poi, dal 1951 la mensa ha trovato casa stabile stabile nei locali di via Brugnone, diventando parte integrante della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

Maggiori informazioni sulla mensa del Sacro Cuore di Gesù, sul web all’indirizzo www.fondazionesacrocuore.it

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UN NUOVO GRANDE POLO CARITATIVO A SAN SALVARIO: RISTRUTTURATI GLI SPAZI DEL SACRO CUORE DI GESù PER OSPITARE LA STORICA MENSA E ALTRI SERVIZI PER LE PERSONE Più FRAGILI

Inaugurazione dei riqualificati locali di via Brugnone 5, sabato 18 aprile alle ore 17,

con l’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole, ed Elide Tisi, referente della Caritas diocesana.

Sabato 18 aprile alle ore 17 – alla presenza dell’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, e della referente della Caritas diocesana, Elide Tisi –  sarà inaugurato il nuovo grande Polo caritativo torinese di via Brugnone 5 (tra le vie Nizza ed Ernesto Lugaro) che accoglierà la storica e ultracentenaria mensa del Sacro Cuore di Gesù, nel quartiere San Salvario.
I 380 metri quadrati della struttura (che in passato era sede dell’oratorio, ora trasferito in altri spazi) sono stati completamente riqualificati per ospitare una mensa con 120 posti a sedere, una sala di aspetto, un locale per l’ascolto, le cucine, i magazzini, gli spogliatoi per i volontari, la lavanderia e altri spazi.

Le novità non riguardano solo gli interventi di ristrutturazione effettuati sull’immobile e il numero e la tipologia dei servizi offerti. A queste occorre aggiungere la grande attenzione dedicata agli aspetti relazionali, posti al centro di ogni attività del Polo caritativo poiché – come evidenzia don Riccardo Baracco, parroco del Sacro Cuore di Gesù –  “per la nuova fase della nostra storica mensa, tutto è stato pensato per mettere al centro le relazioni, che costituiscono la povertà più grande, oltre quella materiale”.
I pasti, ad esempio, saranno serviti a tavola come in un ristorante, guardando negli occhi e chiamando per nome ciascun ospite. Da questo approccio personalizzato partiranno le attività di accompagnamento svolte agli ampi ambienti a disposizione: servizi come quello offerto dal “punto d’ascolto”, un counseling point in cui operatori qualificati offriranno tutte le informazioni per accedere ai servizi, ai sussidi e a orientarsi in particolare nel mondo del lavoro.
“Cercheremo – spiega la responsabile della mensa, Alexandra Chindrisdi impostare un progetto per ogni persona, ascoltando il loro passato e scoprendo i talenti e le aspirazioni”.
Alla presentazione del progetto e al momento inaugurale, seguirà, alle ore 18.30, la Messa presieduta dal cardinale Repole.

La storia della mensa del Sacro Cuore di Gesù è ultracentenaria. Inizia infatti nel 1910, quando le Figlie della Carità di San Francesco de Paoli davano vita al “distributorio delle minestre”.  Un servizio mai cessato, anche quando per alcuni anni – dalla seconda Guerra mondiale e fino alla costruzione della struttura di via Brugnone – a causa dei bombardamenti che avevano distrutto i locali sede allora del servizio di distribuzione dei pasti, i frati cappuccini, per non venire meno all’impegno di aiutare i più poveri, usavano un portico come spazio mensa e latte di pomodori pelati recuperate per servire le minestre. Poi, dal 1951 la mensa ha trovato casa stabile stabile nei locali di via Brugnone, diventando parte integrante della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

Maggiori informazioni sulla mensa del Sacro Cuore di Gesù, sul web all’indirizzo www.fondazionesacrocuore.it

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TO-PRESENTATI I NUOVI CONTENUTI DI “VERSO L’ALTRO”SU FRASSATI E L’AREA MOSTRE SANCTORUM, SUI SANTI SOCIALI

Comunicato stampa n. 2 del 10 aprile 2026

CHIESA DI SANTA MARIA DI PIAZZA: PRESENTATI I NUOVI CONTENUTI DI “VERSO L’ALTRO”, LO SPAZIO ESPOSITIVO SU PIER GIORGIO FRASSATI, E L’AREA MOSTRE “SANCTORUM, I SANTI SOCIALI NEL CUORE DI TORINO“

Presentati questo pomeriggio a Torino, in occasione dell’avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita di San Pier Giorgio Frassati, il nuovo spazio mostre “SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino” allestito nella chiesa di Santa Maria di Piazza, insieme alle novità che arricchiscono il percorso di “Verso l’Altro”, l’esposizione dedicata a Frassati e inaugurata lo scorso anno nel mese di luglio.

“SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino“, un spazio espositivo che racconta i Santi torinesi

Da oggi è aperta una seconda area espositiva nel complesso di Santa Maria di Piazza dedicata alla santità torinese.
Lo spazio è pensato per ospitare anche mostre temporanee, attività educative del territorio circostante e, soprattutto, le attività di gruppi giovanili.
La scelta di dedicare questa porzione del complesso ai Santi sociali è legata alla loro frequentazione della Chiesa di Santa Maria di Piazza per l’adorazione eucaristica: segno che il legame con Cristo è la fonte di tutti i diversi carismi.
Il nuovo spazio espositivo consentirà di scoprire vite e opere di “donne e uomini che hanno avuto lo sguardo fisso al cielo, e – come ha ricordato in un messaggio video l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole proprio per questo hanno saputo essere ben ancorati sulla Terra, sporcandosi le mani dell’umanità che incontravano, affinché fosse resa più bella, affinché fosse resa un’umanità più vivibile e abitabile per tutti”.

“Verso l’Altro”, nuovi contenuti e maggiore accessibilità

Sette nuovi filmati nella Sala Vita. ll cuore del rinnovamento tocca la Sala “Vita”, il nucleo narrativo principale del percorso espositivo. Sette nuovi filmati di approfondimento vengono integrati, con l’obiettivo di restituire la complessità e la ricchezza della personalità di Pier Giorgio: (“La famiglia Frassati: le radici, i legami affettivi, il contesto culturale e sociale in cui Pier Giorgio è cresciuto”; “Il rapporto con la montagna e con gli amici: l’alpinismo come metafora di vita, la ricerca di Dio nella natura e nelle relazioni amicali”; “La carità vissuta: il servizio ai poveri e agli ammalati, l’impegno nelle periferie di Torino”; “La spiritualità: i modi in cui Pier Giorgio viveva la sua esperienza di fede”; “L’impegno nelle associazioni: la FUCI, il Partito Popolare, l’impegno civile e politico”; “Lo studio: l’ingegneria mineraria”; “Il percorso della causa di canonizzazione: dalla morte prematura nel 1925 alla beatificazione del 1990, fino alla proclamazione a Santo nel 2025”.
Ciascun filmato è concepito come documento autonomo ma integrato nel percorso complessivo, capace di offrire chiavi di lettura inedite alla vita e al messaggio di Frassati.

Un percorso per tutti: le novità sull’accessibilità. La cura verso il prossimo che caratterizzava Pier Giorgio trova un’espressione concreta nel rinnovato impegno dello spazio espositivo sul fronte dell’inclusività. Tre interventi specifici rendono il percorso fruibile da un pubblico sempre più ampio:
Percorso in LIS (Lingua dei Segni Italiana): in collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino, tutti i video delle sale dello spazio espositivo sono ora anche in LIS, per garantire piena autonomia alle persone sorde e ipoudenti.
Pannelli tattili per non vedenti e ipovedenti: i due ambienti espositivi sono proposti attraverso i pannelli tattili e l’audiodescrizione, realizzata con la sezione di Torino dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Virtual tour in 6 lingue: lo spazio espositivo è ora visitabile anche in formato digitale grazie a un virtual tour disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, polacco e LIS. Uno strumento pensato per raggiungere il pubblico internazionale e per rendere accessibile il percorso a chi non può visitarlo fisicamente.

“I luoghi di Pier Giorgio”: la nuova web app. E’ uno strumento digitale articolato in tre sezioni tematiche e disponibile in 5 lingue:
“Verso l’altro”: permette di fruire i pannelli e i racconti introduttivi allo spazio espositivo, con la presenza di audio pensati per favorire la fruizione anche da parte di non vedenti e ipovedenti.
“Frassatour”: permette di scoprire i luoghi di Torino cari a Pier Giorgio attraverso un racconto in prima persona. La sezione è stata curata con Alessandro Greco, autore del libro Frassati tour (Editrice Ave), ed è arricchita dalle illustrazioni originali di Maria Cristina Sidoni.
“Sentieri Frassati”: permette ai visitatori di consultare il sito dedicato ai percorsi escursionistici intitolati a Pier Giorgio. La sezione è stata curata con Antonello Sica, fondatore dei Sentieri Frassati.

Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925) è stato canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025 a Roma.

L’ingresso a “Verso l’Altro” e “SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino” è in piazzetta dell’Università dei Mastri Minusieri 3A, a Torino, e i due spazi espositivi sono aperti dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Maggiori informazioni su www.versolaltro.it.

“Verso l’Altro” e SancTOrum, i Santi sociali nel cuore di Torino “ sono un progetto dell’Arcidiocesi di Torino, realizzato da Mediacor (contatti: web mediacor.it , e-mail info@mediacor.it , tel. 3487619700) con il sostegno della Fondazione CRT, della Compagnia di San Paolo, della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Opera Diocesana Pier Giorgio Frassati, dei donatori e delle donatrici della piattaforma For Funding

In allegato fotografie di SancTOrum scaricabili dai link numerati. Li trovate in basso.

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PASTORALE DIOCESANA MIGRANTI: VANDALIZZATA LA SEDE AL DISTRETTO BAROLO.

Comunicato stampa del 10 aprile 2026

 

Vandalizzata questa notte la sede della Pastorale diocesana dei Migranti, al Distretto sociale Barolo. Rubati diversi computer, telefoni e altri materiali necessari per lo svolgimento delle attività di accoglienza e degli altri servizi offerti quotidianamente a centinaia di persone.
Amarezza è espressa da Sergio Durando, responsabile della Pastorale Migranti, per il “nuovo furto che avviene a distanza di 15 giorni di un precendente atto di intrusione e da un altro ancora avvenuto nella sede del Polo alimentare Barolo.
Quanto accaduto – aggiunge Durando – non modificherà lo stile di accoglienza, di servizio e di ascolto di tutti coloro che ogni giorno dedicano energie e passione per rendere migliore la nostra comunità”.

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Comunicato stampa del 9 aprile 2026

CONTRASTO ALLA POVERTA’ SOCIALE E DIGITALE: APRE A RIVOLI L’EMPORIO SOLIDALE “IL PANE DEL CAMMINO”

Venerdì 10 aprile  alle ore 16,  l’inaugurazione del centro per la distribuzione di prodotti di prima necessità e la fornitura di servizi informativi con sede a Rivoli, in via Dora Riparia 2.
Presenti alla cerimonia di apertura l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, cardinal Roberto Repole, e la referente della Caritas diocesana di Torino, Elide Tisi.
Offrire alle persone in difficoltà un sostegno dignitoso e rispettoso, efficace e continuativo. Questo l’obiettivo del nuovo emporio solidale “Il pane del cammino”, da perseguire anche responsabilizzando le famiglie affinché gli aiuti forniti per acquistare prodotti alimentari e altri beni primari non si trasformino in semplice operazione di assistenzialismo.
L’emporio – che ha sede nei locali di via Dora Riparia 2, messi gratuitamente a disposizione dal Comune di Rivoli alle sette parrocchie cittadine e ai gruppi caritativi del territorio, ai quali è affidato il compito di gestirlo –  sarà inaugurato dal cardinale Roberto Repole e dalla referente della Caritas diocesana torinese, Elide Tisi, venerdì 10 aprile alle ore 16.
“Il pane del cammino”, come detto,  si pone nella prospettiva di evitare l’assistenzialismo e di responsabilizzare i fruitori che, attraverso una tessera a punti, potranno «gestire le proprie possibilità di spesa» scegliendo liberamente tra prodotti alimentari e per l’igiene, in un ambiente organizzato e accogliente.
L’iniziativa nasce da un percorso triennale di coprogettazione che ha coinvolto le tre parrocchie, i gruppi Caritas, i volontari vincenziani e il Muricciolo, esperienza pioniera di «emporio» attiva da otto anni insieme al Comune e al Tavolo «Rivoli Solidale».
L’emporio di Rivoli non sarà soltanto un punto di distribuzione di cibo e di prodotti per l’igiene, ma anche un centro di informazione su bandi, sportelli digitali, corsi e iniziative: un luogo che contribuirà a contrastare la povertà sociale e digitale, aiutando anche chi fatica ad accedere ai canali informativi.
Ai servizi dell’emporio di via Dora Riparia si aggiungono, rimanendo attivi, quelli delle parrocchie rivolesi come i centri di ascolto di prossimità per la presa in carico personalizzata delle persone e delle famiglie in difficoltà, l’ascolto e l’accompagnamento verso i servizi competenti.
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CHIESA DI SANTA MARIA DI PIAZZA: PIU’ RICCO DI CONTENUTI “VERSO L’ALTRO”, LO SPAZIO ESPOSITIVO SU PIER GIORGIO FRASSATI, E CREATA UNA NUOVA AREA MOSTRE DEDICATA AI “SANTI TORINESI”

Comunicato stampa dell'8 aprile 2026

 

Venerdì 10 aprile alle ore 18, nella Chiesa di Santa Maria di Piazza (via Santa Maria, 4) presentazione delle novità in occasione dell’avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita del Santo e inaugurazione del nuovo spazio espositivo dedicato ai “Santi Torinesi”.

Il complesso di Santa Maria di Piazza ha ampliato i propri spazi espositivi per ospitare – insieme a “Verso l’Altro”, la mostra multimediale permanente sulla vita di Pier Giorgio Frassati – una nuova area dedicata ai “Santi Torinesi” pensata anche come sala per mostre temporanee, iniziative educative del territorio circostante e, soprattutto, attività di gruppi giovanili. In occasione dell’inaugurazione sarà comunicato il nome scelto per questo nuovo spazio.

Le novità relative al percorso espositivo di “Verso l’Altro” riguardano la maggiore accessibilità ai contenuti, garantita alle persone non udenti o ipoudenti tramite descrizioni nella Lingua dei Segni (LIS), alle persone non vedenti e ipovedenti grazie a pannelli tattili e sistemi di audiodescrizione e, a tutti, con il “Virtual Tour” in sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, polacco e LIS), che assicura fruibilità anche a un pubblico internazionale o a chi non può visitare fisicamente la mostra. A queste si aggiungono sette nuovi filmati e una web app (“I luoghi di Pier Giorgio”) con tre sezioni tematiche (“Verso l’Altro” che introduce alla mostra; “Frassatour” con i luoghi di Torino cari a Pier Giorgio, raccontati in prima persona; “Sentieri Frassati” con i percorsi escursionistici intitolati in tutte le regioni d’Italia a Pier Giorgio) e disponibile in cinque lingue.

I nuovi contenuti e le nuove funzionalità di “Verso l’Altro” e il nuovo spazio dedicato ai “Santi Torinesi” saranno presentati venerdì 10 aprile alle ore 18, in occasione dell’evento di avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita di Pier Giorgio Frassati (nato a Torino il 6 aprile 1901), di cui si parlerà nel corso di un incontro con il vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Torino monsignor Alessandro Giraudo, la delegata dall’Arcivescovo per il Comitato diocesano per il centenario di Pier Giorgio Frassati suor Carmela Busìa, il parroco di Pollone don Luca Bertarelli, Alberto Riccadonna direttore del giornale diocesano “La Voce e il Tempo” e Paolo Pellegrini amministratore delegato di Mediacor, società che ha coordinato l’intero progetto di “Verso l’Altro”. L’incontro sarà moderato dal giornalista Francesco Antonioli.

Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925) è stato canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025 a Roma.

“Verso l’Altro” è in piazzetta dell’Università dei Mastri Minusieri 3A, a Torino, e lo spazio espositivo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Maggiori informazioni su www.versolaltro.it.

“Verso l’Altro” e lo spazio dei “Santi Torinesi” sono un progetto dell’Arcidiocesi di Torino, realizzato da Mediacor (contatti: web mediacor.it , e-mail info@mediacor.it , tel. 3487619700) con il sostegno della Fondazione CRT, della Compagnia di San Paolo, della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Opera Diocesana Pier Giorgio Frassati, dei donatori e delle donatrici della piattaforma For Funding.

Immagini allegate: web app “I luoghi di Pier Giorgio” e pannello su nuovo spazio “Santi Torinesi”

 

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CHIUDE LA LIBRERIA CATTOLICA DI CORSO MATTEOTTI

Comunicato Stampa dell'1 aprile 2026

Chiude la libreria cattolica di corso Matteotti 11 “La Rosa Blu”.

Chiude la libreria cattolica di corso Matteotti 11 “La Rosa Blu”. I costi di gestione non sono più sostenibili dall’omonima cooperativa sociale, che rilevò la libreria nel 2020 dopo il ritiro delle suore Figlie di San Paolo: le vendite cesseranno a partire dalla settimana dopo Pasqua.
Ai dipendenti sarà assicurato un posto di lavoro. Sono in corso valutazioni per mantenere la destinazione culturale degli spazi liberati dalla libreria.
La Diocesi di Torino, proprietaria dei locali di corso Matteotti, esprime apprezzamento e molta riconoscenza per l’attività svolta in questi anni da “La Rosa Blu”.

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