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“CRISTIANI IN POLITICA”, GIOVANI E PARTECIPAZIONE PER IL BENE COMUNE: INCONTRO CON IL CARDINALE ROBERTO REPOLE

Comunicato stampa del 26 marzo 2026

“CRISTIANI IN POLITICA”, GIOVANI E PARTECIPAZIONE PER IL BENE COMUNE: INCONTRO CON IL CARDINALE ROBERTO REPOLE

Sabato 28 marzo (dalle 9.30 alle 12.30) all’Istituto Sociale di Torino

Giovani e politica, partecipazione e inclusione per la costruzione del bene comune. Ne parleranno nella mattinata di sabato 28 marzo, dalle 9.30 alle 12.30 all’Istituto Sociale (corso Siracusa 10, Torino), l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, e il ventinovenne sindaco di Castel Maggiore (Bologna) Luca Vignoli (intervistati dal giornalista Matteo Spicuglia), l’analista politico Lorenzo Pregliasco di Youtrend, alcuni studenti degli istituti Sociale di Torino e Albert di Lanzo Torinese e altri giovani che hanno seguito i percorsi di educazione civica e formazione politica proposti dai laboratori delle “Piccole Officine Politiche”.

“La questione giovanile – spiega Alessandro Svaluto Ferro, direttore dell’Area Carità e Azione Sociale della Pastorale diocesana Sociale e del Lavoro – è stata frequentemente oggetto di approfondimento e proposta, anche da parte del cardinal Repole: dalla riflessione sul futuro di Torino (che non può essere immaginato senza un concreto coinvolgimento dei giovani) al ruolo centrale e proattivo della Pastorale giovanile nell’ambito dell’azione ecclesiale”.

Coinvolgimento dei più giovani che parte proprio dall’ascolto dei ragazzi, delle loro riflessioni, delle idee e delle opinioni che, in tema di politica e partecipazione democratica, hanno anche maturato frequentando i laboratori di educazione civica e formazione alla politica, proposti dall’Arcidiocesi nelle loro scuole.

“I giovani – aggiunge Svaluto Ferro – non sono né apatici né indifferenti, al contrario di quanto si sente non di rado affermare. Ma occorre saperli ascoltare e aiutarli a scoprire che, attraverso il fare politica, ci si può mettere al servizio della comunità in cui si vive, al fine di costruire un presente e un futuro migliore per tutti, dedicando inoltre particolare attenzione a coloro che sono più fragili e vulnerabili”.

Nel corso della mattinata all’Istituto Sociale (alle ore 10.15) Lorenzo Pregliasco di Youtrend analizzerà il rapporto tra politica, partecipazione e giovani sulla base delle recenti ricerche e dati raccolti dalla società demoscopica, mentre (alle 10.40) intervistati dal giornalista Matteo Spicuglia, il cardinale Roberto Repole parlerà del significato dell’impegno politico dal punto di vista cristiano e Luca Vignoli, sindaco di Castel Maggiore, condividerà la propria esperienza personale in relazione all’importanza della partecipazione giovanile nelle istituzioni pubbliche.

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SANTI SOCIALI, PARTE L’ITER DI CANDIDATURA UNESCO: IL CARDINALE REPOLE RINGRAZIA

Comunicato stampa dell'11 marzo 2026

«Sono terminate oggi pomeriggio le consultazioni della Diocesi di Torino con il Comune di Torino, la Città Metropolitana e la Regione Piemonte e desidero esprimere molta gratitudine al presidente Alberto Cirio e al sindaco Stefano Lo Russo per l’adesione alla proposta di candidare il “chilometro quadrato della carità” di Torino a Patrimonio dell’Unesco: è il quartiere nel quale operarono i grandi Santi dell’Ottocento, da Giovanni Bosco a Giuseppe Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Allamano, Giulia e Tancredi di Barolo, Giuseppe Cafasso». Questo il commento dell’Arcivescovo card. Roberto Repole, che in gennaio lanciò l’idea della candidatura internazionale per far conoscere al mondo il caso unico di Torino.
Si è costituito un primo gruppo tecnico con gli Enti locali per avviare l’iter di candidatura. Nelle prossime settimane la Diocesi, rappresentata dalla referente della Caritas Elide Tisi, avvierà il coinvolgimento degli Istituti religiosi che discendono dai Santi fondatori ed altri enti del territorio, fra essi le Fondazioni bancarie.
«I Santi che operarono nell’Ottocento – osserva Repole – mobilitarono la città nella lotta alle grandi sofferenze dei poveri, realizzarono in pochi decenni opere di avanguardia sul fronte della cura dei malati (Piccola Casa del Cottolengo), dei giovani (Salesiani, Giuseppini del Murialdo), dei carcerati (le opere dei Marchesi di Barolo e di Cafasso), della mondialità (Missionari della Consolata, ma anche Salesiani, Cottolenghini, Murialdini, Suore di Sant’Anna). Ulteriori figure si muovevano attivamente in quegli stessi anni in Torino, dal beato Faà di Bruno ai beati fratelli Boccardo. Nel piccolo quartiere alle spalle di Porta Palazzo l’ispirazione alla carità e alla solidarietà sociale mise particolari radici. Fu un’esperienza unica, oggi diremmo che fu una esperienza ‘di rete’, che sta continuando ad animare Torino con iniziative religiose e laiche, antiche e nuove, ultimo in ordine di tempo il Museo Frassati dedicato alla memoria storica: ci sembra possibile che l’Unesco ne valuti l’eccezionale messaggio universale».

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GUERRA, PAURA A GERUSALEMME. SONO AL SICURO I 17 PRETI PIEMONTESI

Comunicato stampa del 28 febbraio 2026

 

vedi: https://vocetempo.it/guerra-in-iran-paura-a-gerusalemme-al-sicuro-17-preti-torinesi

Sono al sicuro 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino, che questa mattina erano a Gerusalemme nel giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran. Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. I preti in viaggio con l’Opera Pellegrinaggi, che in questo momento ha due addetti a Gerusalemme insieme al clero, hanno subito riparato in luogo sicuro. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia, che era previsto per domani. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.

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IL CENTRO CATTOLICO DI BIOETICA SUL PRIMO SUICIDIO ASSISTITO IN PIEMONTE

Comunicato stampa del 14 febbraio 2026

Dichiarazione di don Giuseppe Zeppegno, presidente del Centro Cattolico di Bioetica

(Diocesi di Torino) 

«Il primo suicidio assistito in Piemonte, operato con il via libera della Regione in attuazione delle prescrizioni della Corte Costituzionale, è prima di tutto, per tutti noi, partecipazione al lutto di una famiglia addolorata per la morte di una persona amata, un uomo giovane, che ha chiesto di porre fine a una sofferenza che non riusciva più a sostenere. Ora quest’uomo non soffre più, ma la sua vicenda resta una dolorosa tragedia e una sconfitta umana e sociale perché ha ottenuto questo obiettivo rinunciando alla propria vita. Mentre accompagniamo con un pensiero affettuoso coloro che stanno soffrendo, non possiamo rassegnarci a constatare che si affronta la sofferenza con l’annientamento della vita. È obiettivamente difficile comprendere perché si faccia ancora così poco nel nostro Paese per incentivare la medicina palliativa, che accompagna chi vive il dramma della malattia senza prospettiva di guarigione, alleviando il dolore fisico e prendendo in carico tutti i bisogni medici, assistenziali e spirituali. Questa, ne siamo convinti, resta l’opzione preferibile. Credo che la società debba sempre più organizzarsi con una attenta sollecitudine in funzione dei deboli. Quanto al via libera dato dalla Regione Piemonte al suicidio assistito, esso prende atto dell’esistenza di un quadro normativo vincolante anche in assenza di leggi: la partita è dunque in mano al Governo e al Parlamento, che da troppo tempo non si pronuncia pur avendo i numeri per cambiare, correggere o migliorare»

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CARD.REPOLE SU GUERRIGLIA A TORINO

Comunicato stampa dell' 1 febbraio 2026

GUERRIGLIA A TORINO,
DICHIARAZIONE DELL’ARCIVESCOVO REPOLE
“Torino non é una città violenta, è una grande capitale della carità e della solidarietà sociale: non può accettare di essere sfigurata in questa sua identità, di essere così manipolata dai cultori della violenza. Deve denunciare con forza chi ha scatenato la guerriglia sabato sera e siamo vicini alle vittime e ai feriti, alle forze dell’ordine; contemporaneamente dobbiamo affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, non confondendo le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente. Credo che chi ha responsabilità oggi debba compiere proprio lo sforzo di non confondere gli inaccettabili eccessi di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Torino ha sempre saputo chinarsi per curare le ferite prima di punire. Fermeremo la violenza, ma non si dovrà nascondere questa sofferenza e chi lavora per il dialogo”.
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CARD. REPOLE APRE CELEBRAZIONI 1300° ANNIVERSARIO DI NOVALESA

Comunicato stampa del 29 gennaio 2026

IL CARDINALE REPOLE ALL’ABBAZIA DI NOVALESA
APRE LE CELEBRAZIONI PER IL 1300° ANNIVERSARIO

In apertura delle celebrazioni per il 1300° anniversario dell’Abbazia di Novalesa in Valle di Susa il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, presiederà

venerdì 30 gennaio alle 15.30 nella chiesa dell’Abbazia i solenni Vespri in memoria dell’atto di fondazione.

Sarà presente Stefano Lo Russo, Sindaco della Città Metropolitana di Torino, che è proprietaria dell’Abbazia dal 1972.

L’Abbazia di Novalesa fu fondata il 30 gennaio 726 per volontà del governatore della Moriana e di Susa Abbone. Nel corso dei secoli è stata un grande punto di riferimento spirituale e culturale per il Piemonte. Lungo tutto il 2026 si terranno iniziative rievocative a cura dalla comunità dei sei monaci benedettini che reggono l’Abbazia e della Città Metropolitana.

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CONF.STAMPA. BEATO SEBASTIANO VALFRÈ: UN PERCORSO TRIENNALE DI INIZIATIVE VERSO IL QUARTO CENTENARIO DELLA NASCITA

Comunicato stampa del 28 gennaio 2026

BEATO SEBASTIANO VALFRÈ:
UN PERCORSO TRIENNALE DI INIZIATIVE VERSO IL QUARTO CENTENARIO DELLA NASCITA
Conferenza stampa di presentazione del progetto venerdì 30 gennaio alle 11,
all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5).

 

Cara/o collega,
                          ti segnalo che

 

venerdì 30 gennaio
alle ore 11,
all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5, Torino)

 

sarà presentato nel corso di una conferenza stampa il triennale progetto di iniziative dedicate alla figura del Beato Sebastiano Valfrè, colui che, con la sua opera, ha anticipato di oltre un secolo lo storico periodo torinese in cui agirono i “santi della carità”, quei religiosi, come i santi Giovanni Bosco, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Cafasso, che furono fortemente impegnati in campo sociale.

 

All’incontro con i giornalisti saranno presenti padre Michele Nicolis (Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri); padre Simone Furno (Rettore della Chiesa di San Filippo Neri); don Massimo Scotto (Diocesi di Alba); Daniele Bolognini (studioso di Sebastiano Valfrè); Gian Maria Zaccone (Direttore Centro Internazionale di Studi sulla Sindone); Rosanna Purchia, (Assessore alla Cultura del Comune di Torino); Albina Malerba (Direttore Centro Studi Piemontesi), Giorgio Gagna (Presidente Centro studi Carlo Alberto); Mauro Rubat Ors (Presidente Associazione Cultores Sindonis).

 

Nel pomeriggio della stessa giornata alle ore 16.00, all’Oratorio di San Filippo, si svolgerà un incontro sul tema “Un Beato, un progetto e il suo perché”, con interventi di padre Michele Nicolis, Daniele Bolognini, Daniele DAlessandro, Gustavo Mola di Nomaglio, Gian Maria Zaccone, Federico Valle e padre Simone Furno. Moderatore Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo.
Alle ore 18.30 si concluderà la giornata dedicata al Beato Valfrè con la Santa Messa nella Chiesa di San Filippo, presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, mons. Alessandro Giraudo, cui seguirà una cena a buffet.

 

“Il recupero della figura del beato Sebastiano Valfrè, del suo messaggio e del suo esempio– sottolinea il direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, Gian Maria Zacconepotranno rappresentare un contributo importante che la Chiesa piemontese, la Città di Torino e il Piemonte sapranno offrire alla riflessione verso il Giubileo della Redenzione del 2033, nonché alla storia del territorio e della sua cultura. Nella mattinata del 30 gennaio, memoria liturgica del Beato, presenteremo – spiega Zaccone – un percorso triennale verso il quarto centenario della nascita (1629 – 2029), con iniziative modulate sul territorio ma non solo – la sua devozione è assai sparsa nel mondo, in particolare nel continente americano – con lo scopo di giungere a celebrare in modo consono la ricorrenza, valutando nel contempo anche le possibilità di riapertura dell’iter di canonizzazione.
A Torino – aggiunge il direttore del CISS – vi sono anche altri due punti focali della devozione del Beato che connotano la storia e la realtà di Torino: la Vergine Consolata che grazie al suo intervento assurse a compatrona della Città, e la Sindone, che non cessò mai di offrire come oggetto di meditazione sul mistero dell’incarnazione”.
Diverse le realtà che hanno già aderito all’iniziativa patrocinata dalla Congregazione dellOratorio affiancata dall’Arcidiocesi di Torino e dalla Diocesi di Alba, tra cui Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, l’Associazione Cultores Sindonis, il Centro Studi piemontesi e il Centro Studi Carlo Alberto.

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SCHEDA:
Il Beato Sebastiano Valfrè: maestro del clero, missionario e padre dei poveri
Il 30 gennaio 1710, assistito personalmente dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia, spirava nella sua povera stanza della Congregazione dell’Oratorio annessa alla chiesa di san Filippo a Torino Sebastiano Valfré, prete dell’istituzione fondata un secolo e mezzo prima da san Filippo Neri a Roma. Nato in una numerosa famiglia contadina di Verduno, Diocesi di Alba, studiò tra molte difficoltà, ma con risultati che lo condussero a divenire anche membro della Facoltà teologica nell’Università. Fu uno dei protagonisti della vita ecclesiale in Torino e nel Piemonte: maestro del clero, missionario, catechista, organizzatore dell’apostolato laicale, padre dei poveri.
Venne proposto come Arcivescovo di Torino dal re Vittorio Amedeo II, che lo stimava e ne gradiva i consigli, ma egli umilmente rifiutò fedele al suo motto “non cercare di essere perfetto facendo cose straordinarie. Piuttosto, adempi ai tuoi compiti quotidiani in modo allegro e coscienzioso».
Il suo campo di impegno fu di una vastità impressionante, attento sia alle necessità spirituali ma anche materiali della popolazione torinese e saggio consigliere nelle travagliate vicende politiche del suo tempo. Predicatore instancabile con uno stile semplice, dottrinalmente irreprensibile sebbene libero da intellettualismi e sottigliezze teologiche – che per altro ben conosceva – offre ancora oggi insegnamenti e istruzioni per coltivare una devozione sana e corretta, rivolta in primo luogo ai laici. In questo senso seppe coniugare mirabilmente gli insegnamenti di san Filippo e san Francesco di Sales.
Ma anche padre dei poveri, degli emarginati, delle persone in difficoltà e in situazioni difficili: bisognosi, carcerati, prostitute, ragazzi sbandati, militari di truppa. Tutti aiutava sia con visite, sia con supporto spirituale, materiale e personale – fu visto più volte caricarsi sulle spalle nottetempo dei miserabili per portarli là ove potevano essere accuditi. Ma in particolare fu capace di tessere una rete di carità che attraverso la sua mediazione consentiva passaggi di aiuti imponenti da chi aveva le possibilità verso coloro che nulla avevano. In questo senso certamente si può vedere nel Valfrè il capostipite di quella stirpe di preti santi, che, mossi dalla Carità – l’amore verso Dio e il prossimo, cuore del messaggio cristiano – si sono impegnati nel campo sociale non per uno spirito di mera solidarietà ma per amore compassionevole. Non è un caso che tra di essi la fama e l’esempio del Valfrè fossero ben noti e ciascuno di essi, pur con forme e accenti diversi, raccolse la sua eredità spirituale.

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La cartella stampa con testi e immagini è disponibile, dalle ore 11 del 30 gennaio, all’indirizzo
https://www.sindone.it/2026/beato-sebastiano-valfrè

O scaricabile inquadrando il QR code:

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CARD. REPOLE: CANDIDARE ALL’UNESCO LA CITTADELLA DEI SANTI SOCIALI

Comunicato stampa del 17 gennaio 2026

REPOLE, CANDIDARE ALL’UNESCO LA CITTADELLA DEI SANTI SOCIALI
L’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, intervenuto questa mattina, a Palazzo Barolo, alla cerimonia inaugurale della scultura dedicata alla venerabile marchesa Giulia di Barolo, ha lanciato la proposta di lavorare a un progetto di candidatura, a Patrimonio dell’Umanità Unesco, del chilometro quadrato della carità, l’area della città che comprende, tra gli altri, il Distretto Sociale Barolo, il Cottolengo, Valdocco e il Sermig.
“Mi piace pensare che questa statua sia un faro posto in una piccola cittadella – ha detto il cardinale Repole.  Un chilometro quadrato che è una città nella città, un’area di una grandezza spettacolare per la vicende di Torino, italiane e dell’umanità. 
Qui abbiamo Palazzo Barolo, poco distante la Consolata, il Valdocco di Don Bosco, il Cottolengo e il Distretto Sociale Barolo e poi ancora il Sermig. Tutti più o meno in un chilometro quadrato.  
Allora – ha aggiunto l’arcivescovo di Torino – ho fatto un sogno che esprimo, visto che oggi sono qui presenti anche le massime autorità civili, il presidente della Regione e il sindaco di Torino. Da arcivescovo ho sognato di rendere questa “cittadella della carità” un patrimonio dell’umanità. Perché? Perché viviamo tempi in cui tutto diventa patrimonio dell’umanità, ma il pericolo è che si stia perdendo l’umanità. 
Penso – ha sottolineato Repole – che il più grande patrimonio dell’umanità sia l’umanità stessa. La vicenda di questo chilometro quadrato ci dice appunto che è possibile rimanere umani e rimanerlo insieme a tutte le donne e gli uomini, a cominciare dagli ultimi. È un sogno che lancio qui perché mi sembra il luogo giusto, chissà se potrà avverarsi. In ogni caso – ha concluso il cardinale – non è brutto sognare”.
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“A GIULIA DI BAROLO”, IL PRIMO MONUMENTO DEDICATO A UNA DONNA DELLA STORIA TORINESE 

Comunicato dell'Opera Barolo del 14 gennaio 2026

 


Tre giorni di festa, dal 17 al 19 gennaio, con iniziative culturali, spettacoli e visite guidate tra Palazzo Barolo e il Distretto sociale Barolo per la nuova scultura posizionata sulla facciata della storica residenza, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane. 

Voluto dall’Opera Barolo per la sua fondatrice e patrocinato da Città di Torino e Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, il monumento è stato realizzato con il sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” e il Gruppo Iren ne ha curato l’illuminazione.

Realizzato da Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati, il monumento è una scultura in bronzo in cui sono raffigurate due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia. L’autore dell’opera, docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – ha potuto studiare i ritratti custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle “Memorie sulle carceri” scritte in prima persona dalla marchesa e realizzando una reinterpretazione contemporanea della sua figura, in dialogo con la maestosa facciata del Palazzo che sostiene la scultura.
Giulia di Barolo (1786-1864) fu instancabile nel suo servizio alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, come primo luogo di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e tante altre realtà di servizio sociale ed educativo, che l’Opera Barolo ha tutt’oggi il compito mantenere vive. Venerabili dal 2015 lei e dal 2018 lui, per Giulia e Carlo Tancredi è in atto il processo di beatificazione.

Tre giornate di eventi tra Palazzo Barolo e il Distretto Sociale

Con la collocazione della scultura prende il via un lungo week-end con iniziative culturali, spettacoli musicali, visite guidate a Palazzo Barolo, la seicentesca dimora nobiliare torinese dei marchesi con le sue opere d’arte e sale dove soggiornarono personaggi celebri del Risorgimento italiano, come Silvio Pellico, e che oggi ospita anche il MUSLI, Museo della Scuola e Pop-App Museum. In quei giorni è inoltre visitabile il Distretto Sociale Barolo, complesso storico e oggi sede di diverse associazioni di volontariato che, quotidianamente, offrono servizi di assistenza e beni di prima necessità a persone e famiglie, molte delle quali povere, fragili e in condizioni vicine alla marginalità sociale. La tre giorni di festa, si apre sabato 17 gennaio con le visite guidate “Sulle orme di Giulia …” e lo spettacolo di Palazzo Barolo con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’associazione “Le vie del tempo”. Prosegue domenica con le attività musicale per famiglie con bambine di “Crescendo in Sol”, le attività per bambini e ragazzi proposte dal MUSLI Museo della Scuola e Pop-App Museum e con le visite guidate. Conclusione lunedì 19 gennaio con, in mattinata alla Chiesa di Santa Giulia, la celebrazione eucaristica in suffragio della marchesa e, nel pomeriggio, a Palazzo Barolo con il concerto “Sulle note di Giulia”. (nel file word allegato programma_iniziative_a_giulia_di_barolo.docx o sul web www.operabarolo.it , il programma dettagliato della “tre giorni”)

Dall’azienda “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” i fondi per il progetto

La Famiglia Abbona, proprietaria a Barolo delle Cantine che un tempo erano dei Marchesi e che – fedele a una tradizione nata con i Marchesi Giulia e Carlo Tancredi, che coniuga attività imprenditoriale a promozione della cultura e impegno nel campo del sociale – ha sostenuto economicamente il progetto del monumento a Giulia di Barolo.
“Quando si orienta lo sguardo verso la straordinaria figura di Giulia e quella del marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo emergono tanti tasselli, tra questi – osserva il curatore artistico di Palazzo Barolo, Enrico Zanellati – la storia del vino Barolo, oggi celebre in tutto il mondo, nato proprio nelle Antiche Cantine che ancora oggi custodiscono e producono lo stesso prezioso patrimonio enologico.  È proprio da questi celebri luoghi che arriva la principale linfa per la realizzazione del monumento. Da quasi un secolo la Famiglia Abbona è proprietaria, a Barolo, delle Storiche Cantine un tempo appartenute ai Marchesi. Oggi, guidata da Ernesto e Anna insieme ai figli Valentina e Davide, prosegue con la stessa passione che animò la Marchesa Giulia nella produzione del “re dei vini e vino dei re”, con il prestigioso marchio “Marchesi di Barolo” (https://marchesibarolo.com). Ed è con questo stesso spirito che la famiglia ha scelto di affiancare l’Opera Barolo, finanziando l’iniziativa”.

La scultura in numeri

Dimensioni: l’opera è alta 2 metri e 30 centimetri, pesa 170 chilogrammi, sviluppa una superficie di 4 metri quadrati ed è posizionata a un’altezza di 4 metri da terra.
Tempi di realizzazione: 2 anni di lavoro che comprendono le fasi relative a ricerca e realizzazione del progetto, creazione del modellato in gesso e cera, fusione in bronzo, assemblaggio delle parti e patinatura finale.

Opera Barolo, da due secoli vicina ai più fragili

L’Opera Barolo è stata fondata per disposizione testamentaria di Giulia Colbert Falletti di Barolo (1786-1864), come strumento operativo per continuare l’azione di carità, di impegno sociale politico e culturale iniziata con suo marito, Carlo Tancredi di Barolo (1782-1838).

I Marchesi Giulia e Carlo Tancredi resero disponibili le loro risorse economiche e impegnarono la propria posizione sociale per migliorare le condizioni di vita dei più poveri di Torino, e svilupparono cultura con i più importanti pensatori dell’epoca. Non ebbero figli, ma dimostrarono grande capacità di generare, lasciando il loro patrimonio culturale ed economico alla città e al Paese.

Giulia di Barolo, attraverso il suo testamento, in piena armonia con il lascito del marito, fondò l’Opera Barolo perché fosse l’erede universale di questo patrimonio, assumendosene la responsabilità perpetua. Essa stessa stabilì le strategie, messe in atto alla morte della Marchesa, perché le proprietà fossero gestite come un bene comune: per un triennio l’Opera sarebbe stata amministrata dalla più alta carica della magistratura, nel triennio successivo dalla più alta carica ecclesiale e così via.

Attualmente l’Opera Barolo è presieduta dall’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Roberto Repole.

Destinatarie dell’impegno dell’Opera sono le fasce di popolazione più bisognose di attenzione: ieri le donne detenute, oggi in particolare le persone più fragili, le famiglie italiane in difficoltà, quelle di migranti e profughi, i bambini malati e le loro famiglie. Soprattutto l’educazione delle giovani generazioni e lo sviluppo integrale del capitale umano sono i temi a cui i Marchesi avevano voluto prestare più cura, insieme a quello della cooperazione pubblico e privato, civile ed ecclesiale.

II programma dettagliato della “tre giorni” e altre informazioni sono disponibili nelle pagine del sito web dell’Opera Barolo, all’indirizzo www.operabarolo.it 

IN ALLEGATO FOTOGRAFIE E PROGRAMMA   Clikka qui per il programma_iniziative_monumento_a_giuliadibarolo

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L’IMMAGINE DELLA SINDONE SUI TELEFONI DI TUTTO IL MONDO

Comunicato stampa del 10 gennaio 2026

L’IMMAGINE DELLA SINDONE SUI TELEFONI DI TUTTO IL MONDO
La Sindone come non si era mai vista. Papa Leone XIV è stato il primo, nella mattinata di ieri, a entrare nell’esperienza di lettura digitale creata da «Avvolti», che gli è stata presentata dal Custode pontificio del Telo, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, durante l’udienza concessa nel Palazzo Apostolico.
La lettura digitale dell’immagine sindonica è una novità assoluta: sarà infatti possibile via Internet collegarsi al programma dal sito www.avvolti.org come dal sito ufficiale www.sindone.org con qualunque dispositivo: smartphone, tablet, pc, con accesso dal mondo intero.
Grazie al programma è possibile «percorrere» sul proprio schermo l’immagine sindonica, ingrandendo i particolari più significativi (Volto, corona di spine…). Ogni ingrandimento è accompagnato da spiegazioni e collegamenti con i brani dei Vangeli che descrivono la passione di Gesù.
La lettura digitale è destinata ad avvicinare il grande pubblico, in tutto il mondo, all’immagine della Sindone e ai suoi significati. Pur nel rigore scientifico di testi e immagini si è cercato di realizzare un prodotto accessibile a tutti, più che un’iniziativa destinata agli specialisti.
L’esperienza digitale «globale», accessibile attraverso Internet in ogni parte del mondo, fa parte di «Avvolti», l’iniziativa che la diocesi di Torino ha realizzato per il Giubileo 2025. Nella scorsa primavera una Tenda di «Avvolti» era stata installata in piazza Castello a Torino. Nella Tenda venne presentata, fra le altre proposte, l’esperienza della lettura digitale che riproduceva l’immagine della Sindone in scala 1:1, su un tavolo appositamente realizzato, lungo 5 metri. La Tenda venne visitata da oltre 30 mila persone di 79 Paesi, negli 8 giorni di apertura (dal 28 aprile al 5 maggio).
Ora il programma presentato sul «Tavolo», opportunamente adattato, è disponibile per tutti in rete. Immagini e testi dell’esperienza si trovano sul sito www.avvolti.org e sui social (Facebook e Instagram).
Il cardinale Repole ha ricordato che la pubblicazione dell’esperienza digitale globale rientra nel programma di «pastorale sindonica» che la diocesi di Torino ha avviato nel 2024 e di cui «Avvolti» ha costituito il fulcro per l’anno giubilare 2025. Altre iniziative saranno programmate ed elaborate nei prossimi mesi, in modo da realizzare un percorso di accompagnamento verso il Giubileo del 2033.
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FESTA DEI POPOLI CON IL CARD. REPOLE: 6/1 AL S. VOLTO

Comunicato stampa del 3 gennaio 2026

Alle ore 11
di martedì 6 gennaio,
nella Chiesa del Santo Volto (via Val della Torre 11), c
on la Messa presieduta dall’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, il Cardinale Roberto Repole,
si aprirà la Festa dei Popoli 2026:
la giornata in cui ogni anno, alla presenza di tutte le comunità etniche cattoliche della diocesi torinese,  viene celebrata la fratellanza tra le donne e gli uomini di tutto il mondo.
Al termine della celebrazione  Eucaristica, i partecipanti (sono tutti invitati a portare un piatto tipico del Paese di cui sono originari) si ritroveranno nel foyer dell’auditorium del Santo Volto  per condividere il pranzo.
Poi, a partire dalle ore 14.30, la giornata proseguirà con danze, musiche, canti  e altre proposte culturali legate alla tradizione delle varie comunità e, per i bambini, scout e animatori organizzeranno giochi e attività di intrattenimento. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.
La Festa dei Popoli celebra la diversità culturale e la fratellanza tra i popoli ed è l’occasione, per la Chiesa, di ricordare che il Vangelo, la buona notizia, è rivolta a tutti, senza distinzione di nazionalità, lingua, tradizioni, cultura e colore della pelle. Questa giornata di festa, inoltre, offre l’opportunità di conoscere nuove culture, gustare sapori esotici e divertirsi insieme ad amici e familiari.
A proposito di comunità etniche cattoliche, nella diocesi di Torino ne sono presenti tredici (lusofona, brasiliana, africana anglofona, filippina, latinoamericana, cinese, africana francofona, africana ecumenica, ucraina, albanese, srilankese, rumena e indiana) accompagnate da sacerdoti e religiose, solitamente provenienti dalle relative aree geografiche, o da missionari di ritorno nel nostro Paese.
Qui sotto: la locandina della festa (scaricabile).
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DOMANI CARD. REPOLE: CONFERENZA STAMPA DI NATALE

Comunicato stampa del 17 dicembre 2025

GIOVEDI’ 18 DICEMBRE (ORE 11.30):
CONFERENZA STAMPA DI NATALE DELL’ARCIVESCOVO REPOLE
Cara/o collega,
                             ti ricordiamo che la tradizionale conferenza stampa di Natale dell’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, si svolgerà
Domani
giovedì 18 dicembre
alle ore 11.30,
in via Arcivescovado 12 (primo piano).
Per l’Arcivescovo, l‘incontro con i giornalisti e gli operatori dei media sarà anche un’occasione per scambiare personalmente gli auguri di Buon Natale.
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CARD. REPOLE: CONFERENZA STAMPA DI NATALE (corretto)

Comunicato stampa del 12 dicembre 2025

GIOVEDI’ 18 DICEMBRE (ORE 11.30):
CONFERENZA STAMPA DI NATALE DELL’ARCIVESCOVO REPOLE
Cara/o collega,
                             ti comunichiamo che la tradizionale conferenza stampa di Natale dell’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, si svolgerà
giovedì 18 dicembre
alle ore 11.30,
in via Arcivescovado 12 (primo piano).
Per l’Arcivescovo, l‘incontro con i giornalisti e gli operatori dei media sarà anche un’occasione per scambiare personalmente gli auguri di Buon Natale.
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CARD. REPOLE SU FUTURO GIORNALI TORINESI

Dichiarazione dell'arcivescovo dell'11 dicembre 2025

FUTURO DEI GIORNALI TORINESI,
DICHIARAZIONE DELL’ARCIVESCOVO REPOLE
“In un momento storico molto delicato per il futuro della democrazia in Europa e nel mondo credo indispensabile che una grande città come Torino, già molto travagliata, conservi strumenti d’informazione adeguati a conoscere la realtà e a formare l’opinione pubblica. Per questo, nel completo rispetto per la libertà d’impresa dell’editrice che pubblica i quotidiani La Stampa e Repubblica e riconoscendo l’ovvio diritto di operare compravendite anche nel settore dell’editoria, condivido il diffuso timore che Torino possa uscire gravemente impoverito dall’eventuale trasferimento della proprietà delle prestigiose testate a soggetti che operano lontano dal Piemonte e forse dall’Italia. Mi auguro anche che non vengano dispersi posti di lavoro e il grande patrimonio di professionalità maturato dalle Redazioni giornalistiche”.
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CARD. REPOLE: SABATO 6/12 (ore 10) VISITA IL RIFUGIO “MASSI” A OULX

Comunicato stampa del 4 dicembre 2025

 

Vi segnaliamo che sabato 6 dicembre alle ore 10, l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, il cardinale Roberto Repole, visiterà il centro di accoglienza Rifugio Fraternità “Massi” di Oulx (corso Ortigara 14/D): una struttura nata per far fronte all’emergenza migranti dal punto di vista umanitario, offrendo, 24 ore su 24, un servizio di accoglienza e assistenza a donne, uomini, bambini che, sfidando il freddo e la montagna, intendono proseguire il proprio cammino verso altri Paesi europei.
Le attività del centro di accoglienza di Oulx coinvolgono istituzioni, associazioni e un gran numero di volontari provenienti da tanti comuni della Val di Susa.

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IL PAPA A TORINO PER LA SINDONE? REPOLE: “SIAMO PRONTI AD ACCOGLIERLO”

Dichiarazione del card. Repole del 27 novembre 2025

 

 

IL PAPA A TORINO PER LA SINDONE?
REPOLE: “SIAMO PRONTI AD ACCOGLIERLO”

Dichiarazione del cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e custode della Sindone:

“La Chiesa torinese, e credo l’intera città, sono pronte ad accogliere Leone XIV con grande gioia, se confermerà il suo desiderio di visitare Torino e la Sindone. Dal primo giorno del suo Pontificato Leone XIV ha portato l’attenzione sullo sguardo di Gesù, unica e vera fonte della pace che il mondo sta invocando con tanta trepidazione. La Sindone rimanda alla morte e alla sofferenza, ma soprattutto alla risurrezione di Gesù e alla vittoria della vita, un segno che da Torino si diffonde in tutto il mondo”

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GIOVEDI’ AL CIRCOLO DEI LETTORI: PRESENTAZIONE XXXIV RAPPORTO IMMIGRAZIONE CARITAS-MIGRANTES

Comunicato stampa del 28 ottobre 2025

FESTIVAL DELL’ACCOGLIENZA 2025: GIOVEDI’ (ORE 10) AL CIRCOLO DEI LETTORI, LA PRESENTAZIONE DEL XXXIV RAPPORTO IMMIGRAZIONE CARITAS-MIGRANTES
Giovedì 30 ottobre alle ore 10, al Circolo dei Lettori (via Bogino 9, Torino), nell’ambito del Festival dell’Accoglienza 2025, appuntamento con la presentazione del XXXIV Rapporto Immigrazione curato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e intitolato “Giovani, testimoni di speranza”.
Intervengono mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, Pierluigi Dovis, referente Caritas diocesana di Torino, i curatori del Rapporto 2025 Simone Varisco, Fondazione Migrantes, Elena Miglietti, giornalista associazione GiULiA., Simona Berhe, Università degli Studi di Firenze, Ahmed Hassan, CIAC Onlus, e Batool Mirza, Associazione Generazioni Migranti. Modera Tana Anglana, esperta in migrazioni e sviluppo. Conclude Abdullahi Ahmed, consigliere comunale della Città di Torino.
La presentazione è organizzata in collaborazione con Pastorale giovanile e Pastorale scolastica dell’Arcidiocesi di Torino.
Al centro del XXXIV Rapporto Immigrazione i giovani di origine straniera, nati o cresciuti in Italia, e i temi cittadinanza, economia, scuola, sanità, disagio sociale, sport, comunicazione e appartenenza religiosa.*
Gli stranieri regolarmente residenti in Italia – si legge nella ricerca – sono oltre 5,4 milioni, pari al 9,2% della popolazione. Nel 2024, più del 21% dei nuovi nati ha almeno un genitore straniero.
Il Rapporto 2025, come detto, pone al centro i giovani con background migratorio, che rappresentano una risorsa vitale per la società italiana. Molti di loro affrontano difficoltà nel riconoscimento e nella partecipazione, ma la loro esperienza è una narrazione vivente di speranza e cambiamento. _“Dare loro spazio – sottolineano Caritas Italiana e Fondazione Migrantes nell’introduzione alla ricerca – non è un favore, ma un investimento per il futuro dell’Italia, che si costruisce anche, e soprattutto, con chi ha il coraggio di sognarlo, da dentro e da fuori”.
Qualche altro dato: a proposito di lavoro, nel 2024 gli occupati in Italia sono 24 milioni, di cui oltre 2,5 milioni stranieri (10,5%), ma mentre crescono i rapporti di lavoro attivati con cittadini stranieri (+5,8% in un anno), persistono disuguaglianze e sfruttamento, soprattutto nel settore agricolo e in quello dei servizi.
Altri problemi, le difficoltà abitative e la povertà: l’indagine Caritas-Migrantes evidenzia forti discriminazioni e barriere di accesso alla casa per le famiglie straniere e, sul fronte economico, a fronte di un’incidenza della povertà tra i cittadini italiani pari al 7,4%, tra gli stranieri raggiunge il 35,1% (sono 1.727.000 i cittadini stranieri in condizione di povertà assoluta).
Sui giovani e la scuola, il Rapporto sottolinea che nell’anno scolastico 2023/2024 si è registrata la presenza di oltre 900 mila alunni con cittadinanza non italiana, con un’incidenza pari all’11,5%, segno di una società sempre più multiculturale.
La presentazione del XXXIV Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes è uno degli appuntamenti proposti nell’ultima giornata del Festival dell’Accoglienza 2025 “La speranza è una radice” che, dopo quarantacinque giorni (dal 16 settembre al 30 ottobre), chiude un programma di oltre cento eventi tra incontri e dibattiti, spettacoli teatrali e musicali, laboratori, proiezioni cinematografiche, mostre fotografiche, presentazioni di libri, iniziative dedicate ai giovani, viaggi lungo percorsi di spiritualità.
Il Festival dell’Accoglienza, rassegna dedicata ai temi della migrazione e della multiculturalità e giunta quest’anno alla sua quinta edizione, è organizzato da Pastorale migranti dell’Arcidiocesi di Torino e associazione Generazioni Migranti, in collaborazione con Fondazione Migrantes e il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt.
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DICHIARAZIONE DEL CARD. ROBERTO REPOLE SULLA TRAGICA MORTE DI UN OPERAIO NEL CANTIERE DI TORINO ESPOSIZIONI

Comunicato stampa del 18 ottobre 2025

DICHIARAZIONE DEL CARD. ROBERTO REPOLE, ARCIVESCOVO DI TORINO, SULLA TRAGICA MORTE DI UN OPERAIO NEL CANTIERE DI TORINO ESPOSIZIONI

<<Non riusciamo a reggere il pensiero di un altro padre di famiglia morto questa mattina per l’incidente nel cantiere di Torino Esposizioni. Andy Mwachoko, 42 anni, arrivava dalla Nigeria, aveva tre figli e una moglie che non lo vedranno tornare a casa. Non abbiamo elementi per comprendere se vi siano responsabilità in questa ennesima morte bianca a Torino, che sconvolge anche i datori di lavoro, ma scorrendo l’elenco dei caduti nei cantieri e al di là della tragedia di questa mattina è doloroso constatare che le vittime sono spesso persone fragili e poco pagate. La morte di un altro lavoratore ci impone di compiere un esame di coscienza collettivo, se il benessere di cui godiamo non sia spesso pagato soprattutto dai fragili: le persone valgono immensamente più del denaro, molto più delle cose materiali e credo che su questo punto abbiamo tutti l’urgente dovere di vigilare.>>

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