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25 Febbraio 2015

Caso della tredicenne della Falchera: commento su “La Voce del Popolo” del 1 marzo

Comunicato stampa del 25 febbraio 2015
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Anticipiamo qui di seguito la riflessione sul caso della tredicenne del quartiere Falchera, vittima di violenze e ricatti di compagni, in uscita sul settimanale diocesano «La Voce del Popolo» in edicola da venerdì 27 febbraio 2015.
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Sciacallaggio mediatico

Adolescenti violentate, ricattate in rete, “abusate” dai coetanei. Succede, purtroppo, ma è metà della tragedia: l’altra metà, ancora più grave, è la “caccia” a questi ragazzi che viene scatenata da certi mass media. Accade anche da noi, dove la recente vicenda della Falchera è stata gestita senza alcuna attenzione ed equilibrio verso i minori coinvolti che sono stati inseguiti e braccati da microfoni e telecamere in cerca del “lato piccante” della storia, dei particolari morbosi. E il rispetto per i minori? E il doveroso riserbo sulle famiglie? Carta straccia: come stracciata (o di fatto aggirata) sembra essere quella Carta di Treviso che disciplina gli obblighi dei giornalisti verso i minori.

Uno dei risultati più agghiaccianti della curiosità morbosa è che così si fanno sentire i bulli eroi da fumetto; li si “premia” con la celebrità effimera della Rete.

Altro viene da pensare – e con amarezza! Per esempio alla solitudine in cui vivono spesso i nostri adolescenti e agli esempi non certo edificanti che in tale materia ricevono dagli adulti, dalla Rete e dalla cultura permissiva dominante. Non si tratta di cercare colpevoli ma di fare un serio esame di coscienza che coinvolge tutti e se mai ricerca alleanze educative concrete ed efficaci che chiamino insieme la famiglia, la scuola, la parrocchia, i servizi per minori e le associazioni giovanili. Tutte queste realtà operano magari anche con impegno nel loro ambito ma restano troppo isolate e ricercano poco quella sinergia necessaria a promuovere una rete di sostegno che sappia comunicare ai ragazzi, con un costante ascolto e dialogo, orientamenti e testimonianze eticamente corrette e positive,convergenti e appropriate alle loro esigenze di crescita.

Testo tratto da «La Voce del Popolo» di domenica 1 marzo 2015