La preghiera nei luoghi delle istituzioni

Comunicato dell'Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali in riferimento ai fatti del 28 luglio 2015

Di seguito il testo del comunicato del 29 luglio 2015 a cura dell’Ufficio diocesano Comunicazioni sociali in riferimento a quanto accaduto martedì 28 luglio nella sede del Comune di Torino:

«Ci auguriamo che la scelta, da parte dell’amministrazione comunale di Torino, di concedere una sala per la preghiera ad alcuni fedeli musulmani che partecipano a un convegno pubblico sia il segno del superamento di quel blocco ideologico che separa laicità e vita di fede; un blocco che finora ha eretto steccati anacronistici che non riconoscono il valore anche civile dei simboli e delle esperienze religiose, di cui la preghiera è certamente una delle più importanti.

Siamo certi che questa scelta verrà confermata anche quando altre comunità religiose riconosciute in Italia – cattolica, ortodossa e protestante, ebraica, buddista o induista… – chiederanno legittimamente di usufruire dello stesso trattamento, in occasione di qualche incontro sia in Comune come in altre sedi istituzionali o laiche.

Ufficio Comunicazioni sociali – Arcidiocesi di Torino»
 

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