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Coordinamento aggregazioni laicali: formazione spirituale e lavoro al centro

Bilancio di due incontri nel mese di maggio 2020

Qui di seguito il testo della Segreteria Aggregazioni laicali pubblicato sul settimanale diocesano «La Voce E il Tempo» del 14 giugno 2020.

Sono stati due gli appuntamenti nel mese di maggio per il Coordinamento delle Aggregazioni Laicali, che ha continuato la sua attività di incontro e confronto, in forma telematica e da casa.

Il primo appuntamento è stato innanzitutto prezioso per ritrovarsi e condividere lo stato d’animo e le preoccupazioni, ma anche le attenzioni e le diverse iniziative messe in campo in qualche modo durante il periodo di lockdown da ogni realtà, a servizio dei propri appartenenti e delle persone più bisognose. Abbiamo condiviso davvero tutti fortemente la necessità di fare comunione, di trovare insieme il senso del vivere come cristiani questo tempo, con una particolare tensione ed attenzione alla realtà, alle tante questioni sociali ed economiche del nostro territorio.

Crediamo che come cristiani siamo chiamati alla speranza, ad uno sguardo positivo di revisione e rinascita (ripartenza) e siamo chiamati a diffondere la nostra speranza nel mondo, nei tanti ambiti che viviamo. Il secondo appuntamento è stato orientato ad una riflessione condivisa sulle due dimensioni focalizzate dal primo confronto: spiritualità laicale ed economia e lavoro nella attuale situazione critica a causa della pandemia. È emersa come prioritaria la necessità di una rinnovata ed adeguata formazione spirituale perché ci scopriamo impreparati ad affrontare emergenze come quella che ci ha travolto, con le sue conseguenze di breve e lunga durata. Forse abbiamo anche noi pensato che la scienza potesse dare risposte a tutto, ma non possiamo delegare alla scienza e alla tecnica il valore dell’esistenza.

Preghiera e ascolto della Parola devono essere più curati. L’essere incarnati nella storia è dimensione della spiritualità laicale ed il benessere stesso nasce da una spiritualità incarnata: si può influire positivamente sulla società se si recupera la dimensione della contemplazione. Avvertiamo necessario formarci, prepararci, per essere portatori di speranza, testimoni credibili e non spettatori. Occorre curare modalità di discernimento capaci di trovare i segni dei tempi ed il buono nascosto in questo momento storico, saper scorgere con Sapienza Dio, il suo Amore, il suo manifestarsi attraverso il bene: in chi lavora onestamente, in chi aiuta i più deboli, in chi non lesina la carità, in chi si assume responsabilità pubbliche, in chi prega per tutti in silenzio, in chi è capace di non perdere la speranza nella sofferenza.

Una seconda priorità, connessa, è la nuova dimensione comunitaria oggi: come essere comunità vera, come costruire relazioni autentiche per ritornare a trattarci da esseri umani, da fratelli? L’isolamento non rafforzi l’individualismo, ma diventi nostalgia degli altri. La relazione con gli altri è il luogo dove la fede si fa opera e diventa vita vissuta. Puntiamo sulla prossimità: riscoprendo questa dimensione essenziale della vita di relazione e contribuendo a vincere i timori attualmente presenti nella vita sociale. Crediamo in particolare fondamentale coltivare sinergie preziose tra parrocchia e associazioni e movimenti presenti, che arricchiscono la comunità locale ed il suo cammino spirituale. È giunto il tempo di moltiplicare esperienze generative, perché non giova più a nessuno il camminare separati: solo una rete costruita con le connessioni tra le varie Aggregazioni e le realtà parrocchiali potrà efficacemente sorreggere, come Chiesa, l’attuale e futura realtà sociale.

Inoltre, questo momento particolarmente complesso deve essere affrontato anche con l’ausilio di esperienze di dialogo ecumenico, interreligioso.

Vogliamo infine tenere al centro il lavoro e l’economia, compresa la dimensione complessa della finanza, per non tornare ad essere guidati dal solo profitto. Un riferimento importante in questo momento è la scuola di pensiero economico del prof. Zamagni in riferimento ai principi che guidano l’«Economia civile», con un’attenzione specifica anche all’economia circolare che va ampliata, a partire dalle nostre comunità locali.

È necessario riscoprire uno stile di vita più sobrio, più rispettoso dei servizi a disposizione, più disponibile a collaborare al bene comune: con la speranza che tutto ciò che abbiamo vissuto fino ad oggi non sia rapidamente dimenticato ed evitando una ripartenza che può rivelare il desiderio di cambiare tutto… senza cambiare nulla. Siamo persone non solo individui, ci possiamo salvare ma solo insieme: speriamo di ricordarlo anche passata la paura.

Avvertiamo che la nostra rete risulta importante in un cammino realmente sinodale e forniremo volentieri un contributo corale come Coordinamento delle Aggregazioni Laicali per il Forum dei Consigli Pastorale e Presbiterale della nostra Diocesi.

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