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Misericordes sicut Pater

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In occasione dell’Anno della Misericordia, il comitato del giubileo propone un inno per accompagnare i diversi momenti celebrativi previsti nell’anno. Il canto, scritto da padre Eugenio Costa e musicato da Paul Inwood, si ispira al testo del Vangelo di Luca. Si tratta di una specie di canto litanico intervallato da un ritornello che invita ad essere “Misericordiosi come il Padre”(Lc 6,36). Le parti da cantare insieme sono in latino (Misericordes sicut Pater)  molto semplici, mentre le proposte a cui seguono le risposte sono state tradotte nelle diverse lingue.
L’inno si articola in quattro strofe, le prime due di lode e ringraziamento al Padre e al Figlio, la terza, di invocazione allo Spirito Santo, perché ci conceda i suoi doni. La quarta strofa, con grande respiro universale, invita tutti a invocare il Dio di ogni pace, perché tutta la terra aspetta il Vangelo del Regno.
Per facilitare e invitare  tutti al canto, ad ogni strofa è stato inserito un piccolo responsum,  una breve frase che fa quasi da eco all’invocazione iniziale (In Aeternum misericordia eius “In eterno è il suo amore per noi”), tratta dal Salmo 135. Come afferma padre Costa: «Il lavoro del compositore è  una musica semplice ma molto ben costruita. Il ritornello si memorizza subito e, come tutte le buone melodie, non solo liturgiche, fa venire voglia di cantarlo. L’inno, quindi, sia come testo sia come musica, dovrebbe essere accessibile a diocesi, parrocchie e gruppi, senza difficoltà. Ci auguriamo che per tutti i pellegrini, anzi per tutti coloro che ovunque vivranno il Giubileo della misericordia, esso contribuisca a fare di questo tempo un’immersione nella fede e nella speranza» (vedi articolo di Marina Lomunno La Voce del popolo del 6 dicembre).
Come utilizzare al meglio questo canto nelle nostre assemblee parrocchiali?
Certamente l’inno del giubileo va considerato un unicum, più che un “condimento” per ogni occasione! Da riservare, in particolare, a quei momenti celebrativi legati al giubileo della Misericordia. Tutto questo, per evitare un certo “logorio e consumo” che potrebbe sminuirne l’originalità e la particolare circostanza per cui è stato composto. Il canto è particolarmente adatto per accompagnare i riti di passaggio alla porta della Misericordia, durante una Liturgia penitenziale, come canto di meditazione e di risposta all’ascolto della Parola; infine, potrebbe trovare spazio anche in un momento di preghiera silenziosa, come una Adorazione eucaristica o una Lectio divina comunitaria.
Nella celebrazione eucaristica domenicale, più che come canto iniziale (come il termine Inno sembra in qualche modo suggerire) riteniamo essere maggiormente adatto come canto di Comunione o post-Comunione.  Il ritornello, semplice e meditativo, potrebbe essere utilizzato anche come ostinato (per intenderci, alla maniera dei ritornelli di Taizè). Ripetuto più volte, alternandolo alla lettura o cantillazione di qualche versetto biblico o salmodico, può favorire il clima di preghiera e di raccoglimento.
Infine, solo un piccolo suggerimento. Molte assemblee rischiano di non comprendere il significato del ritornello, anche se semplice e breve. Per questo, se lo si ritiene opportuno, si potrebbe suggerire di introdurre il canto con una brevissima monizione dell’animatore liturgico. Una breve invito ad essere misericordiosi come il Padre è misericordioso seguita dalla proposta del ritornello, potrebbe favorire la preghiera la partecipazione di tutti.
La partitura del canto è disponibile sul sito ufficiale del giubileo: www.iubilaeummisericordiae.va/content/gdm/it/giubileo/inno.html
il sito offre anche la possibilità di ascoltare il file in formato mp3 e di scaricare lo spartito  in altre lingue.
a cura di Morena Baldacci

In allegato: L’inno del Giubileo.”Un ritornello semplice per essere cantato da tutti” – a cura di Marina Lomunno pubblicato su Avvenire 9 dicembre 2015