GIUBILEO DELLA MISERICORDIA: il pellegrinaggio alla Porta Santa della Cattedrale

Dal mese di gennaio sino al mese di giugno, ogni domenica la Cattedrale di Torino accoglie i pellegrinaggi delle diverse Unità pastorali della Diocesi per attraversare insieme la porta santa della Misericordia e vivere insieme l’esperienza del Giubileo. Le riflessioni che seguono intendono spiegare il senso profondo di questi pellegrinaggi e la modalità concreta con cui si svolgono.
 
Insieme
La nostra Diocesi ha scelto di fare del gesto di attraversare la porta santa della Cattedrale un gesto non solo personale, ma anche comunitario. Varcare la porta santa non individualmente, ma insieme, al termine di un pellegrinaggio comunitario, porta un valore aggiunto all’esperienza del Giubileo: il valore dell’altro. Varcare la porta insieme ricorda come non vi sia vero Giubileo senza “l’altro da noi”: si parte dai nostri familiari, per allargare a coloro con cui condividiamo la fede, sino a quanti non conosciamo, ma riconosciamo come nostri fratelli nella fede e nella comune appartenenza alla medesima umanità. È questo il senso più vero del Giubileo della misericordia, e pensare di poterlo ridurre ad una questione di indulgenze da lucrare significa aver capito poco del senso particolare di questo Giubileo.
Siamo eredi di una lunga tradizione che ha pensato la spiritualità come qualcosa di individuale, che riguarda l’itinerario di salita dell’anima verso Dio, con conseguente distacco dalle cose del mondo. Ma chi apre le pagine della Bibbia non vi trova tanto il tema del ritorno dell’anima verso Dio, quanto piuttosto l’uscita senza ritorno da parte di Dio verso l’uomo, in un dinamismo di incarnazione che si compie nell’umanità di Gesù. In questo cammino, la risposta alla forza dell’amore di Dio non può non andare nella stessa direzione di Dio, vale a dire verso l’uomo, giacché amare Dio significa corrispondere al suo amore verso l’uomo, e in particolare verso i più bisognosi. Alla spiritualità dell’amore “puro”, la Bibbia risponde con la spiritualità dell’amore “pieno”, che non annulla l’istanza dell’unione mistica presente in tanti santi, ma la integra in una “mistica dagli occhi aperti”, che tiene strettamente uniti amore di Dio e amore del prossimo, proprio come hanno fatto i grandi santi e i veri mistici.
Questa premessa teologica aiuta a comprendere per quale motivo la porta stretta del Vangelo, così come la porta aperta del Giubileo, non sia per gli individualisti. Se uno vive da solo la sua fede, senza la comunione dei fratelli e senza la condivisione verso gli altri, alla fine della vita gli sarà chiesto conto proprio di quelle opere di misericordia che obbligano ad aprire le porte del cuore al nostro prossimo. Non è un caso che la porta della misericordia della cattedrale sia stata “segnata” da una pittura che raffigura in chiave moderna proprio le opere di misericordia corporale. E non è un caso che anche a Torino sia stata pensata una seconda porta santa delle opere di misericordia al Cottolengo, per tutti i malati e gli svantaggiati, e insieme a loro per tutti coloro che operano nell’ambito della carità, a ricordare che «la carità cancella una moltitudine di peccati» (1 Pt 4,8). Da qui l’importanza e la bellezza di compiere questo gesto insieme alla propria comunità cristiana, non solo per ricevere l’indulgenza della divina misericordia, ma pure e soprattutto per convertirci al Vangelo della misericordia.
 
Come, dove, quando

E veniamo ad alcune annotazioni pratiche. A ogni Unità pastorale è stata associata una delle domeniche che da gennaio condurranno sino al mese di giugno. Per conoscere quale è il giorno assegnato  alla propria comunità parrocchiale ci si può informare in parrocchia, oppure si può consultare il sito della Diocesi, che dedica ampio spazio agli appuntamenti del Giubileo. Spetta al vicario territoriale accordarsi con i singoli moderatori per stabilire le chiese stazionali presso le quali ci si dà l’appuntamento per il piccolo pellegrinaggio verso la Cattedrale. Queste chiese sono la chiesa di san Lorenzo, di san Domenico e del Corpus Domini. Spetta invece alla singole parrocchie accordarsi sui diversi modi con cui raggiungere tale luogo di ritrovo, nel quale il moderatore dell’Unità pastorale guiderà un primo momento di preghiera e di ascolto del vangelo del Giubileo (Lc 4, 16-21). Da qui si raggiungerà a piedi il sagrato della cattedrale, dietro la Croce processionale che guida il corteo dei fedeli.
Le prime celebrazioni delle Unità pastorali hanno già mostrato il valore di questo breve ma intenso pellegrinaggio: nel convenire delle diverse unità pastorali da chiese diverse all’unica cattedrale si manifesta il mistero della Chiesa particolare come popolo di Dio radunato intorno al suo vescovo, al suo presbiterio e alla sua cattedrale. Dalle città e dalle campagne, è bello assistere al convenire delle diverse processioni, come nelle antiche stazioni della chiesa di Roma, verso il luogo che costituisce il centro della vita liturgica della diocesi.
Una volta giunti sul sagrato, ci si scopre attesi dal proprio pastore, il vescovo Cesare, che per primo invita a varcare la porta santa. Il passaggio della porta santa della Misericordia è un momento delicato, dal momento che si è in tanti e la porta è quella più stretta, posta a destra sul lato del battistero, e normalmente chiusa, a sottolineare la straordinarietà dell’evento. La pazienza di attendere il proprio turno senza ammassarsi è però ripagata dalla possibilità di fare di questo gesto non un atto scontato e disturbato, né un avvenimento da immortalare con il telefonino, ma un vero gesto di preghiera e di fede.
 
La celebrazione
Una volta entrati, è bene ricordare che non sarà celebrata la santa Messa, ma una Liturgia penitenziale, con la possibilità di accedere al sacramento della Penitenza. Per questo motivo, i sacerdoti presenti sono invitati a comunicare la loro partecipazione al moderatore, così da garantire un numero sufficiente di confessori.
All’annuncio della misericordia giubilare segue l’ascolto della parola di Dio, che annuncia la misericordia e il perdono. La supplica penitenziale comunitaria sfocia nella celebrazione individuale del sacramento della Penitenza, accompagnata da un gesto di adorazione della Croce, e dall’assunzione personale dell’impegno di praticare una delle opere di misericordia corporale e spirituale richieste dal Giubileo, così da proseguire il pellegrinaggio interiore della fede sulle vie di un amore più grande e di una speranza più forte. Un piccolo depliant, distribuito all’ingresso della cattedrale, aiuterà a ricordare le preghiere e le opere da compiere per ottenere il dono dell’indulgenza: attraversare la porta della misericordia in un sincero atteggiamento di distacco da ogni peccato; ricevere il dono dell’assoluzione sacramentale e della comunione eucaristica, nello stesso giorno oppure entro alcuni giorni; fare la professione di fede della Chiesa, recitando il Credo; pregare per il santo Padre e per le sue intenzioni, ad esempio con un Padre Nostro e un’Ave Maria; praticare con sincerità di cuore un’opera di misericordia corporale o spirituale.
 
don Paolo Tomatis
 
In allegato:
Sussidio per il pellegrinaggio diocesano delle Unità Pastorali alla Porta Santa della Cattedarle in formato pdf e in formato doc
Vademecum per il pellegrino: il passaggio della Porta Santa – in formato pdf

 

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