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28 Settembre 2010

Il nuovo Evangeliario delle Chiese Piemontesi

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Un nuovo Evangeliario, riportante la traduzione della Bibbia CEI approvata nel 2007, è a disposizione delle parrocchie e delle comunità cristiane. La sua pubblicazione, da parte delle Edizioni Messaggero Padova, è stata incoraggiata dalla Commissione liturgica regionale, che ne ha curato l’edizione: sarà disponibile, oltre che nelle librerie (al costo di 140,00 euro), in Ufficio Liturgico, al prezzo speciale di euro 95,00.
Ma di che si tratta esattamente, e qual è l’utilità di un libro del genere? Pur non trattandosi dell’Evangeliario ufficiale della Chiesa italiana, la cui edizione è ancora lontana a venire, si tratta di un libro liturgico, che completa l’edizione dei nuovi Lezionari. Esso contiene tutti i brani evangelici proclamati nelle domeniche, nelle solennità, nelle feste del Signore, e nelle principali messe rituali (battesimi, confermazione, matrimonio, ordine, esequie).
Ma non è sufficiente il Lezionario? Che bisogno c’è di un libro apposito per la proclamazione del Vangelo? A questa domanda risponde L’Ordinamento delle letture della Messa: “Poiché l’annunzio del Vangelo costituisce sempre l’apice della liturgia della Parola, la tradizione liturgica sia orientale che occidentale ha sempre fatto una certa distinzione fra i libri delle letture. Il libro dei Vangeli veniva infatti preparato e ornato con la massima cura, ed era oggetto di venerazione più di ogni altro libro destinato alle letture. È quindi molto opportuno che anche attualmente nelle cattedrali e almeno nelle parrocchie e chiese più grandi e più frequentate ci sia un Evangeliario splendidamente ornato, distinto dall’altro libro delle letture”. Nella consapevolezza che la centralità del Vangelo nell’azione liturgica non esprime altro che la centralità di Cristo, vertice della Rivelazione, il recupero del libro liturgico dei Vangeli aiuta a ritrovare la forza di quei segni che esprimono il senso della presenza del Signore nella sua Parola: la processione dell’Evangeliario all’altare, all’inizio dell’Eucaristia, e all’ambone, per la proclamazione del Vangelo, sempre accompagnata dai ceri e dall’incenso, orienta gli sguardi alla centralità del Signore, vero protagonista dell’azione liturgica (viene da domandarsi: quanti sono i sacerdoti che ancora iniziano la Messa dall’altare, anziché dalla sede?). In molte altre occasioni, il libro dei vangeli svolge una funzione importante: ad esempio, nel Rito del Matrimonio, dopo la proclamazione evangelica, gli sposi baciano l’Evangeliario insieme al ministro ordinato; nel Rito delle Esequie, si esorta a porre sul feretro, dopo la proclamazione del Vangelo, il libro aperto dei vangeli, quale segno di fede nella parola di vita eterna. Più in generale, vi sono liturgie della Parola, veglie o riti di benedizione in cui è lodevole intronizzare sulla mensa dell’altare l’Evangeliario aperto, dopo la proclamazione del Vangelo e la venerazione consueta.
A differenza dell’Evangeliario ufficiale per le Chiese d’Italia, pubblicato nel 1987, l’edizione è volutamente più sobria e più facilmente fruibile da parte delle comunità parrocchiali: le pericopi, cioè i brani dei Vangeli, sono disposte secondo l’ordine canonico dei quattro vangeli, e per ognuna di esse è indicata, all’inizio della pagina, la celebrazione in cui viene proclamata. Le immagini della copertina riporta immagini stilizzate in oro su sfondo bianco, che rappresentano la Risurrezione (recto) e la Crocifissione (verso). Per chi lo desiderasse, sarà anche possibile, scegliendo tra diverse proposte, richiedere una teca preziosa, realizzata su ordinazione da valenti maestri argentieri.
Nell’attesa del Documento post-sinodale sulla parola di Dio nella vita della Chiesa, la nuova pubblicazione costituisce un invito rivolto a tutte le comunità cristiane perché esprimano, attraverso segni e simboli eloquenti, l’importanza di un ascolto attento e perseverante della parola di Cristo, perché la Parola “compia la sua corsa e sia glorificata” (2 Ts 3,1). La Parola che si è fatta persona, nella carne del Figlio (Ebr 1,1; Gv 1,14; 1 Gv 1,1-3), e libro, nel corpo delle Scritture evangeliche, compia la sua corsa nel corpo della Chiesa, chiamata a diventare una lettera di Cristo, scritta non con inchiostro, su tavole di pietra, ma con lo Spirito di Dio, sulle tavole di carne dei cuori (2 Cor 3,3).
don Paolo Tomatis