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Croce Rossa un piccolo esercito

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Sono 250 i volontari del soccorso della Croce Rossa di Carmagnola che con 8 autoambulanze, 2 furgoni attrezzati e due autovetture, nel periodo gennaio/settembre 2012 hanno effettuato 850 servizi dalla base, 750 servizi 118, 2500 trasporti per ospedali, privati e presenze nelle manifestazioni.
 
Un piccolo esercito di volontari, sempre pronti ad intervenire, che da 15 anni sta aspettando la nuova sede. Era infatti il 1997 quando l’amministrazione comunale di Carmagnola chiese ai responsabili della Croce Rossa di cercare una nuova sede in quanto i locali occupati dal sodalizio, nella ex tettoia della canapa, sotto gli uffici comunali, dovevano essere utilizzati per l’ampliamento degli uffici stessi. L’interesse dei volontari si dirottò subito verso un fabbricato dell’Enel, ex cabina di trasformazione, situato in adiacenza con locali Asl, vicino all’ospedale e prospiciente una vasta area che nel frattempo è diventata piazza Primo Maggio.
 
Ci vollero alcuni anni per arrivare all’acquisto che si concretizzo solo nel gennaio del 2002 con l’esborso di 400 milioni di lire. Seguì l’iter con l’amministrazione comunale e fra rinvii e intoppi si arrivò al 2004 quando i volontari minacciarono di scendere in sciopero e di non prestare più i preziosi servizi se non si arrivava ad una definizione in tempi brevi . Fortunatamente il servizio continuò ad essere prestato perché i tempi erano destinati ad allungarsi.
 
Nel 2007 i vertici romani della Cri autorizzarono la costruzione e nel 2009 venne sottoscritta la convenzione con la Provincia di Torino incaricata all’emissione dell’appalto di gara per la costruzione. Ulteriori intoppi burocratici non hanno dato modo di procedere alla gara d’appalto e nel frattempo i costi sono lievitati con il rischio che i fondi accumulati negli anni a tale scopo, non fossero più sufficienti.
 
Per trovare una soluzione definitiva al problema della sede i responsabili del sodalizio, insieme ai professionisti che fino a quel punto avevano seguito la vicenda e con l’approvazione dell’amministrazione comunale, hanno pensato di abbandonare il progetto precedente, che prevedeva un unico corpo su due piani con un’autorimessa per tredici posti ambulanza e altri mezzi, uffici, centralino, alloggiamenti per i volontari, sala per la formazione, senza utilizzare la struttura esistente, la ex cabina Enel.
 
La nuova ipotesi infatti prevede la costruzione esclusivamente di una autorimessa per ambulanze e altri mezzi mentre i locali per i volontari, il centralino, le sale riunioni e i servizi saranno ricavati nella struttura esistente; questa ipotesi risulta meno onerosa e di più rapida esecuzione: il lavoro è stato diviso in due lotti: attualmente è in fase di preparazione da parte degli uffici della Provincia dell’appalto per la costruzione dell’autorimessa; con il nuovo anno si darà corso all’appalto per i lavori di adeguamento della struttura esistente.
 
 
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 28 ottobre 2012