Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Seguici su
facebooktwitterrssyoutubemail

Giovani, insieme è meglio

La pastorale giovanile è uno degli ambiti in cui emerge fortemente il carattere comunitario dell’Up 51
facebooktwittergoogle_pluspinterestmail
La pastorale giovanile è uno degli ambiti in cui maggiormente si rispecchia il carattere comunitario dell’Unità pastorale 51. All’organizzazione delle attività di oratorio e dei gruppi delle cinque parrocchie cittadine si affiancano numerosi momenti di condivisione e di aggregazione. Gli oratori cittadini (che riuniscono bambini e ragazzi dalla prima elementare alla terza media) da tempo organizzano insieme alcuni momenti comuni lungo l’anno. Ad esempio le feste di inizio e conclusione delle attività piuttosto che momenti più ludici come le feste di carnevale o di riflessione come i ritiri spirituali.

 
 
L’Estate ragazzi riunisce ogni anno centinaia di ragazzi e giovani saviglianesi. Per cementare la conoscenza e l’amicizia tra i diversi ambienti parrocchiali da alcuni anni è in atto un reciproco prestito di aiuto animatori. Le parrocchie si scambiano i giovani animatori (ragazzi che frequentano almeno la seconda superiore) per condividere insieme esperienze e contenuti educativi. Mentre in ogni parrocchia gli animatori fanno capo ad un coordinatore, questi ultimi si incontrano spesso a livello interparrocchiale per momenti di formazione, verifica e programmazione. Accanto agli oratori in ogni parrocchia sono presenti numerosi gruppi giovanili suddivisi a seconda dell’età dei partecipanti.
 
Con il dopo cresima all’inizio della terza media i ragazzi che continuano a frequentare la parrocchia partecipano alle attività di gruppo seguiti dai loro ex vice catechisti. I giovani che scelgono di dedicarsi all’animazione svolgono inizialmente un periodo come vice catechista affiancando i catechisti nell’animazione dei cresimandi. Dopo questo periodo di conoscenza reciproca l’animazione dei gruppi di neocresimati viene affidata proprio ai loro ex vice catechisti.
 
Ciascun gruppo giovanile si incontra generalmente una sera durante la settimana. A seconda dell’età dei partecipanti i temi scelti per gli incontri vanno dall’accoglienza all’aggregazione alla comunicazione, alla scelta del servizio. Ogni mese è invece prevista una serata di formazione per gli animatori. «Durante l’avvento e durante la quaresima – spiega don Marco Di Matteo, moderatore dell’Unità pastorale – organizziamo quindi dei momenti comuni come i ritiri spirituali. Durante l’anno cerchiamo quindi di coinvolgere i giovani delle superiori nella liturgia domenicale ed in altre esperienze organizzate in collaborazioni con realtà presenti in Savigliano, ad esempio la Comunità Cenacolo o l’Associazione Papa Giovanni XXIII°».
 
«In questi anni i giovani hanno dimostrato di avere ancora voglia di trovarsi insieme e di essere capaci di ricercare valori forti. Indubbiamente si riscontra a volte fatica nel passaggio dall’aggregazione all’evangelizzazione, come d’altronde si riscontra ovunque. Il nostro obiettivo è di trasmettere ai nostri giovani gli strumenti per potere leggere la realtà che li circonda in modo diverso, critico e non passivo».
 
I giovani universitari si ritrovano mensilmente in un gruppo interparrocchiale per condividere insieme alcuni momenti di servizio e di conoscenza di altre realtà di fede. «Mentre un mese fa – continua don Marco – ci siamo incontrati con i francescani di Fossano, nel mese prossimo visiteremo la comunità delle suore di Madre Teresa di Calcutta a Torino. Nella scorsa estate molti giovani hanno partecipato ad un campo di servizio in Albania. Queste esperienze forti rappresentano le tappe di un cammino di crescita per far maturare il senso di vita cristiana.
 
Come Unità pastorale abbiamo infatti basato la nostra azione, soprattutto tra i giovani, su tre punti cardine: il cammino di fede, una formazione personale alla vita cristiana ed un senso di appartenenza alla comunità parrocchiale da parte di ogni credente. Per questo puntiamo ad una forte collaborazione tra tutte le forze presenti nelle diverse parrocchie della nostra città, superando ogni ostacolo alla nostra reciproca conoscenza ed interazione».
Giovanni COSTANTINO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 27/11/2011