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«C’è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l’enigma della sofferenza», mostra alla Piazza dei Mestieri

Dal 23 febbraio al 3 marzo 2019 esposizione sul "senso" del male. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 22
I tormentatori di Giobbe, illustrazione di William Blake, 1785-1790 (British Museum, Londra)
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Presentata lo scorso agosto al Meeting di Rimini, promossa da Comunione e Liberazione, la mostra «C’è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l’enigma della sofferenza» approda a Torino, dal 23 febbraio al 3 marzo 2019, alla Piazza dei Mestieri (via Jacopo Durandi 13). Il problema del male e della sofferenza innocente ha sempre interrogato l’essere umano. Negli ultimi tre secoli, invece, questo problema è diventato domanda sulla bontà e l’esistenza stessa di Dio («come mai un Dio buono può permettere questo?»), soprattutto di fronte ad avvenimenti che vanno dal terremoto di Lisbona nel 1755 ai più recenti attentati terroristici, senza dimenticare i campi di concentramento del XX secolo, i grandi incidenti aerei, i disastri naturali o la sofferenza dei bambini nelle guerre.

Il libro biblico di Giobbe ripropone il problema della sofferenza in un modo molto efficace e attuale, come si vede dal fatto che è una delle opere più riprese dalla letteratura contemporanea. La mostra, di conseguenza, ripropone il grido di Giobbe in dialogo col grido dei nostri coetanei fino ad arrivare a quel litigio che l’uomo di Us (e l’uomo moderno) presenta a Dio. La risposta divina non è stata una spiegazione, ma una presenza buona. Quando, verso la fine del libro, compare Dio, non fornisce nessuna risposta alle domande di Giobbe. Lo mette davanti allo spettacolo della creazione, che rimanda a una presenza creatrice che lui aveva dato per scontata. «Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto», conclude Giobbe. Adesso ha un Tu a cui rivolgere le sue domande sul dolore. Con Gesù, volto concreto della misericordia del Padre, è entrata nella storia una Presenza buona che ci permette di guardare in faccia le nostre sofferenze nell’orizzonte delle sofferenze assunte dal Figlio di Dio. Al di fuori di questa storia particolare, la ragione dell’uomo, davanti all’enigma del dolore, è abbandonata a una solitudine spaventosa.

L’ingresso alla mostra «C’è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l’enigma della sofferenza» è gratuito. Questi gli orari: dal lunedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 22. Possibilità di visite guidate. Info e prenotazioni: 346.7017039; giobbeatorino2019@gmail.com.

(testo tratto da «La Voce E il Tempo» del 24 febbraio 2019)