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Don Carlo Carlevaris è tornato al Padre

Funerali mercoledì 4 luglio 2018 alle 10 presieduti da mons. Nosiglia (TESTO DELL'OMELIA on line)
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All’alba di lunedì 2 luglio 2018, all’ospedale Cottolengo di Torino, don Carlo Carlevaris è tornato al Padre. Don Carlo era nato a Cardè (CN) il 12 aprile 1926 ed era stato ordinato il 29 giugno 1950 (breve biografia in calce).

Santo Rosario martedì 3 luglio alle 18 nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo Apostoli in via Saluzzo 25 bis a Torino.

Funerali mercoledì 4 luglio alle 10 nella chiesa grande della Piccola Casa della Divina Provvidenza (via Cottolengo 14 a Torino); ha presieduto l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia (testo dell’omelia in allegato). La salma verrà tumulata al Cimitero monumentale di Torino nella tomba dei sacerdoti.

La comunità cristiana è invitata a unirsi nella preghiera di fraterno suffragio.

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Don Carlo Carlevaris nacque a Cardé, diocesi di Saluzzo e provincia di Cuneo, il 12 aprile 1926. Iniziò la formazione nel seminario dei «Tommasini» al Cottolengo e venne ordinato prete per la diocesi di Torino il 29 giugno 1950. Destinato come vicario parrocchiale a San Giacomo Apostolo alla Barca in Torino vi rimase fino al 31 dicembre 1953.

Al seguito di don Esterino Bosco don Carlo si coinvolse sempre più profondamente nei problemi del mondo del lavoro, trascorrendo anche periodi di ministero a Parigi, dove conobbe le esperienze francesi delle parrocchie di banlieue, dei preti operai e della pastorale del lavoro.

La svolta nella sua esperienza umana e sacerdotale venne con la scelta di condividere fino in fondo la condizione operaia lavorando direttamente in fabbrica. Fu tra i primi preti operai italiani, e rimase a lungo un riferimento per tutti gli altri sacerdoti che condivisero questa esperienza. Lungo tutto il tempo del ministero don Carlo fu tra i più attenti ai problemi della condizione operaia in una società in rapido cambiamento, senza perdere mai di vista la dimensione pastorale del suo lavoro. In questo la vicinanza di don Esterino Bosco e il confronto con i preti della Pastorale del Lavoro rimasero per lui un riferimento fondamentale.

Come operaio don Carlo venne assunto alla Lamet e lavorò poi in diversi stabilimenti Fiat, Lancia e Michelin dell’area torinese. Si caricò anche di importanti impegni nel sindacato. Sono questi gli anni centrali della vita di don Carlo, che esercita il ministero rimanendo sempre a stretto contatto con la realtà della fabbrica, in un periodo particolarmente duro di scontro sindacale.

Negli anni immediatamente successivi al Concilio Vaticano II don Carlo è impegnato, a fianco dell’arcivescovo card. Michele Pellegrino, nel portare l’esperienza del mondo del lavoro al centro della riflessione e coscientizzazione dell’intera comunità diocesana. La «scelta preferenziale per i poveri» che il cardinale Pellegrino indica come priorità della Chiesa particolare, matura soprattutto nel contesto e nelle modalità con cui si prepara la Lettera pastorale «Camminare insieme», pubblicata l’8 dicembre 1971. Nella «Camminare insieme» si ritrovano molte delle sensibilità, delle intuizioni, dell’esperienza che il mondo del lavoro torinese, con don Carlo come con don Esterino Bosco e gli altri sacerdoti impegnati in questo servizio, hanno saputo trasfondere e condividere con tutta la diocesi. In questi stessi anni don Carlo è impegnato in prima persona negli organismi consultivi diocesani, quei Consigli pastorale e Presbiterale che il cardinale Pellegrino ha voluto far nascere e promuovere come concreta attuazione delle indicazioni del Concilio Vaticano II. Anche in queste sedi don Carlo porta, con passione e convinzione, tutto il peso della sua esperienza di prete operaio, uomo del sindacato e della fabbrica.

Conclusa questa lunga stagione don Carlo, dalla sua abitazione di via Belfiore a San Salvario, rimane a servizio della diocesi e delle comunità che continua a seguire. I lunghi anni di una malattia che gli ha tolto progressivamente la memoria sono stati anche anni vissuti nella fedeltà e nell’amicizia delle persone che gli sono state vicine.

È morto alla Piccola Casa del Cottolengo, là dove aveva cominciato il suo cammino di formazione sacerdotale, all’alba di lunedì 2 luglio. La salma sarà tumulata al Cimitero monumentale di Torino nella tomba dei sacerdoti.