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Gli anziani? Da noi sono indispensabili…

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«È grazie a un parrocchiano di 85 anni che il nostro oratorio riesce a rimanere aperto ogni giorno» – commenta don Roberto Populin, parroco di Santa Croce, mentre guarda i ragazzi del quartiere rincorrersi sul campetto da calcio parrocchiale. In un territorio, come quello dell’Unità pastorale 16, dove l’invecchiamento della popolazione è una realtà con cui parrocchie e amministratori devono confrontarsi da tempo, la «sorpresa» è che molte delle normali attività pastorali, senza gli ultrasessantenni, non sarebbero possibili.
 
«Diamo agli anziani tutti gli strumenti per essere protagonisti attivi in parrocchia»- rimarca don Populin- «Ci sono gli incontri del mercoledì, con attività conviviali e chiacchierate con esperti in diversi settori; poi i gruppi di preghiera e i numerosi momenti aggregativi, come la castagnata autunnale organizzata dagli anziani per tutti i parrocchiani».
 
La storia di Vanchiglietta e della sua gente è simile a quella di tanti altri quartieri torinesi (un tempo) «periferici». «Qualche decennio fa il quartiere era chiamato il «Borgo del fumo», non solo per le nebbie tra la Dora e il Po, ma anche per la presenza di numerose industrie che rendevano la zona molto vivace»- racconta il parroco di Santa Croce. Poi le industrie hanno chiuso, i giovani hanno cambiato quartiere e l’invecchiamento della popolazione, qui come altrove, è stato frenato solo dall’immigrazione africana ed est-europea.
 
Sull’altra sponda della Dora, nel più popolare Borgo Regio Parco, è simile la realtà in cui deve operare la parrocchia di San Gaetano da Thiene. «Siamo una comunità di circa 8.500 persone, che celebra un centinaio di funerali all’anno contro appena 30-35 Battesimi»- sottolinea il parroco, don Secondo Tenderini, che elenca i diversi momenti che la parrocchia mette a disposizione degli anziani del Borgo: gli incontri settimanali per fasce d’età e l’impegno del Gruppo degli «Amici dei Malati», che si occupa di non lasciare sole le persone più in difficoltà del quartiere. «Ma anche qui-sottolinea don Tenderini- le attività parrocchiali, come la fondamentale opera del Gruppo vincenziano, non potrebbero esistere senza l’impegno di chi è già in pensione».
 
L’invecchiamento della popolazione, se costituisce una riserva preziosa di affidabilità ed esperienza per le comunità e le famiglie, pone però delle sfide impegnative, in termini di vicinanza, di sostegno ai soggetti più deboli, a tutto il tessuto sociale. È per questo che, insieme alle parrocchie e alle istituzioni locali (presenti, ad esempio, con il Centro aggregativo della circoscrizione 7 in corso Belgio), anche diverse associazioni del territorio sono attive da anni sul tema anziani. Come «Volontario per un Borgo solidale» e la «Compagnia di San Rocco», che collaborano con Santa Croce e San Giulio d’Orta per organizzare gite e pellegrinaggi, dare un aiuto a sbrigare le faccende burocratiche, fornire intrattenimento per gli ospiti delle Case di riposo. I servizi assistenziali per anziani presenti nell’Unità pastorale sono infatti in deciso aumento: alla Casa di riposo ultimata da pochi mesi in via Andezeno (Bertolla), si aggiungerà a breve anche l’Rsa «Il Trifoglio» di via Mongrando (Vanchiglietta). «Si tratterà di una struttura con circa duecento posti letto gestita dalla cooperativa Bios di Alessandria, che, d’accordo con le istituzioni, si è impegnata a fornire anche un servizio di assistenza domiciliare alla popolazione del quartiere»- spiega Cesare Barbini, vicepresidente di «Anziani e Comunità locale», altra realtà di Vanchiglietta impegnata sul fronte della Terza Età.
Francesco CISSELLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 17 novembre 2013