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Mappano. La parrocchia è unita, ma le frazioni sono 4

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Una parrocchia per quattro frazioni. La comunità parrocchiale di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù è anche questo. Unita dal lontano 1942, quando, con lungimiranza, l’allora Cardinal Maurilio Fossati, sentite le richieste e le esigenze dei mappanesi, decise di istituire la parrocchia di Mappano, nonostante fosse divisa da sempre, dal profilo territoriale ed amministrativo, in quattro frazioni: Caselle, che amministra ancora oggi la porzione più vasta e più densamente abitata, Borgaro, Leinì e Settimo. Una divisione anacronistica, che si è cercata più volte, in questo ultimo quarto di secolo, con petizioni popolari, ricorsi, referendum, di eliminare. Senza successo.
 
L’ultimo tentativo, in ordine di tempo, risale a poco più di un anno fa, quando, sembrava di essere ad un passo dalla soluzione della questione mappanese. La Regione Piemonte aveva approvato il dispositivo giuridico per la nascita della municipalità, un referendum popolare aveva sancito, seppur con numeri inferiori alle aspettative, la volontà dei mappanesi di costituirsi in comune autonomo, giunse anche un commissario prefettizio, il cui compito era appunto quello di istituire l’anagrafe unica mappanese, tassello fondamentale per la costituzione delle liste elettorali che avrebbero portato alla prima consultazione popolare per l’elezione diretta del sindaco di Mappano e del consiglio comunale, prevista nella primavera dello stesso anno.
 
Ma un ricorso del comune di Settimo, vanificò anche questa volta ogni tentativo. Da allora tutto si è fermato, nell’attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla validità o meno della costituzione della municipalità mappanese. Decisione che dovrebbe essere presa il 10 maggio. «Dopo il grande entusiasmo della primavera dello scorso anno – spiega il parroco della comunità mappanese don Antonio Appendino – dove sembrava ormai tutto ad un passo dalla realizzazione, è subentrato lo sconforto e l’amarezza. Attendiamo però fiduciosi il pronunciamento della Corte costituzionale». «Come parrocchia – continua don Appendino – indubbiamente pesa questa suddivisione amministrativa che se forse aveva un senso nel lontano passato, oggi non ne ha più motivo d’essere».
 
Un esempio, fra gli altri, dovuto a questa divisione è la difficoltà dei rapporti con enti ed istituzioni «Con il Cim, il Consorzio intercomunale di Mappano il rapporto è buono – sottolinea il parroco – ma non dobbiamo dimenticare che esistono sempre gli altri comuni di riferimento, a cui non possiamo sottrarci per qualsiasi tipo di richiesta o pratica». E se per il comune di Leinì, il collegamento è garantito con una linea della Gtt, non altrettanto si può dire con gli uffici comunali di Caselle e Borgaro. Per non parlare del progressivo impoverimento dei servizi presenti sul territorio. Fra parrocchiani non esiste certo la divisione «tu sei di Mappano di Caselle» oppure «tu sei di Mappano di Borgaro». Tutti si sentono di appartenere ad un’unica comunità di riferimento.
 
Molto è stato fatto anche dalla Nip, la «Nuova immagine parrocchia» che da anni, con le sue iniziative ed i suoi progetti capillari, ha contribuito a smussare le differenze, le anacronistiche divisioni, attraverso la suddivisione in zone, raggiunte dai messaggeri e dal lavoro incessante delle equipe zonali. Sul piano religioso, da sempre i mappanesi si sentono uniti attorno alle proposte della parrocchia, in cui si riconoscono, e la individuano come unico punto di riferimento che supera di fatto l’incerta e complessa a divisione amministrativa. Ma ancora molto resta da fare, soprattutto sul piano aggregativo e oratoriano. «Molte famiglie di recente insediamento sono giovani – osserva don Antonio – come tale i figli sono in età scolare ed adolescenziale.
 
Questo ha comportato da diversi anni, un ulteriore potenziamento della Pastorale giovanile. I ragazzi dell’Oratorio lavorano con impegno». Le strutture oratoriane necessitano però di un significativo incremento. L’associazione il «Sogno di Samuele» dopo aver realizzato una scuola elementare in Ciad, si sta adoperando per una raccolta fondi destinata alla realizzazione del nuovo Centro oratoriano mappanese, che dovrà sorgere nell’area adiacente al vecchio asilo san Michele. Un’opera importante, attesa da tempo che, una volta realizzata darà un nuovo impulso a tutta l’area che si affaccia su via Parrocchia, dove già si trovano il nuovo asilo San Michele ed il Santuario dedicato a Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, in via di conclusione dei restauri. Un polo religioso, scolastico ed aggregativo molto atteso da tutta la comunità.
 
Davide AIMONETTO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 23 marzo 2014