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«Il lavoro è una priorità cristiana», mons. Nosiglia ai cancelli dell’Embraco

Martedì 9 gennaio 2018 assieme ai parroci delle parrocchie del Chierese
Gesù bambino nella bottega di san Giuseppe, opera di Gerrit Van Honthorst, 1620. S. Pietroburgo, Hermitage
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Martedì 9 gennaio 2018, a partire dalle 10.30, l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha incontrato i lavoratori della Embraco di Riva presso Chieri, di fronte ai cancelli della fabbrica (in allegato il testo del suo intervento).

Mons. Nosiglia ha aderito alla richiesta della rappresentanza sindacale unitaria per esprimere concretamente e visibilmente la solidarietà sua e la vicinanza di tutta la Chiesa torinese ai lavoratori e alle loro famiglie, esposti al rischio del licenziamento senza nemmeno poter accedere ai meccanismi di sicurezza sociale previsti da normative e contratti.

Secondo le informazioni a disposizione, infatti, l’azienda (proprietà dell’americana Whirlpool) non ha ancora presentato alcun piano industriale: se non lo farà nei prossimi 60 giorni, rimarrà solamente la strada dei licenziamenti collettivi, senza possibilità di ricorso né alla cassa integrazione straordinaria né ai contratti di solidarietà. Le ragioni del disimpegno da parte della proprietà sarebbero da ricercarsi nel minor costo del lavoro che Whirlpool potrebbe spuntare in nuovi stabilimenti in Brasile, Cina, Europa dell’Est. Ma è proprio questo tipo di globalizzazione senza regole – osservano i sindacati – a determinare l’impoverimento progressivo dell’apparato industriale italiano.

L’arcivescovo di Torino ha incontra i lavoratori di fronte ai cancelli della fabbrica, in via Buttigliera di Riva presso Chieri, dove è stato installato il presidio dei dipendenti. Erano presenti anche i parroci delle parrocchie del Chierese.