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Regina Mundi e S. Matteo educazione contro crisi

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Educare con spirito di accoglienza verso tutti, nonostante le difficoltà dovute alla crisi e ai «tagli». È questa la missione che accomuna le due scuole dell’Infanzia di ispirazione cattolica presenti sul territorio di Nichelino: «San Matteo» e «Regina Mundi», da diversi decenni, se non da oltre un secolo, punto di riferimento nel panorama educativo della cittadina alle porte di Torino.
 
«Stiamo per iniziare il nostro 147º anno scolastico con 145 bambini, 15 in meno di quanti ne potrebbe ospitare la scuola-sottolinea la coordinatrice del ‘San Matteo’, Cristina Turello – L’impatto della crisi si è fatto sentire sulla popolazione nichelinese e molti genitori non sono in grado di pagare la retta, soprattutto perché, nel giro di cinque anni, i contributi pubblici hanno subito un taglio di quasi il 50%».
 
Nonostante le difficoltà, la scuola continua a proporre diverse iniziative oltre a quelle «tradizionali»: «In collaborazione con la Città di Nichelino e la Coldiretti – proesegue la coordinatrice – stiamo portando avanti diversi progetti di educazione ambientale: un orto nel giardino scolastico, un rifornimento a ‘km 0’ per il cibo delle mense e – prima sperimentazione in Italia – un piatto alla settimana di ‘cibo sociale’, ovvero fornito da aziende che lavorano con persone affette da disabilità o disagio sociale».
 
Nato nel 1866 dalla collaborazione tra Comune e parrocchia della SS. Trinità, il San Matteo non è più un asilo parrocchiale, ma il parroco della Trinità siede nel consiglio di amministrazione e «l’impronta cristiana è molto forte nella nostra azione educativa, con la partecipazione ai vari momenti del calendario liturgico» – precisa la coordinatrice.
 
A qualche chilometro di distanza, si studia «all’ombra del campanile» nella materna parrocchiale «Regina Mundi». «La nostra scuola nasce quasi mezzo secolo fa, nel 1964, da un’intuizione del parroco dell’epoca, don Francesco Smeriglio, e delle religiose della congregazione delle Povere Figlie di San Gaetano, che vollero dare una chance educativa ai figli dei tanti immigrati che in quegli anni arrivavano a Torino per lavorare negli stabilimenti della Fiat» – racconta la coordinatrice Annamaria Gallino. L’asilo è cresciuto nel corso dei decenni, fino a contare circa 140 bambini tra Scuola dell’Infanzia e «micronido». Anche qui, però, le difficoltà si fanno sentire: per la prima volta non si sono registrate liste di attesa per i posti alla materna, in un territorio da sempre a carattere «popolare».
 
Neanche al «Regina Mundi», come al San Matteo, è però mai venuto meno l’imperativo di evitare ogni discriminazione di censo o di provenienza etnico-religiosa. «Insieme al ‘sistema-scuola’ di Nichelino, che raccoglie tutti gli istituti cittadini, siamo attivi nei Tavoli e nelle iniziative per l’integrazione della popolazione di origine straniera»-conclude la coordinatrice.
Francesco CISSELLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 20 settembre 2013