Giovedì 29 gennaio 2026 alle ore 17, presso la Sala Mostre Temporanee del Polo Culturale “Cultures And Mission” (CAM) in via Cialdini 4 a Torino, in occasione del 125 anniversario di fondazione dell’Istituto Missioni Consolata, si inaugura l’esposizione “Kirinyaga. Radici sacre, identità viva”. Interverranno: Elisabetta Gatto, antropologa e curatrice dell’esposizione, lo storico Giovanni Giorgio Demaria e il missionario padre Alex Njenga Watene.
Si tratta della prima mostra originale organizzata dal Comitato Scientifico del CAM. Inaugurato nel 2023, il Polo nasce per valorizzare il grande patrimonio etnografico, naturalistico, fotografico dell’Istituto Missioni Consolata, che dagli anni Dieci del 900 organizza in collezioni scientifiche gli oggetti giunti da tutto il mondo a Torino coi missionari. E si ricollega alla tradizione e all’esperienza del Centro di Animazione Missionaria che, nella stessa sede, per quasi mezzo secolo, ha proposto attività di formazione e spiritualità missionaria.
Kirinyaga è la montagna sacra conosciuta come Monte Kenya. Così la chiamano i Kikuyu, il gruppo etnico più numeroso del Kenya, noto soprattutto grazie a Wangari Maathai (1940 – 2011), attivista per i diritti umani, ambientalista, scienziata, accademica, politica, vincitrice del Nobel per la Pace (2004) per «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace» e autrice dell’autobiografia “Solo il vento mi piegherà”.
Nel percorso della mostra si intrecciano oltre un centinaio di oggetti d’uso quotidiano, utensili di lavoro, tabacchiere, “scaccia-spiriti”, armi, strumenti per la divinazione e per le cure della medicina tradizionale. Ma anche testimonianze dei missionari che negli anni hanno documentato usi e tradizioni del popolo Kikuyu.
La mostra «Kirinyaga» si propone infatti di ricostruire pratiche di vita quotidiana, racconti, storie orali, genealogie che hanno definito l’identità Kikuyu attraverso le diverse generazioni.
Il reperto più raro esposto in mostra è il Gicandi, un sonaglio di zucca, riempito di semi o piccole pietre, ornato di conchiglie e istoriato con segni simbolici, di cui al mondo esistono pochi esemplari. Questo oggetto serviva ai cantori per ricordare a memoria l’omonimo antico poema di enigmi in versi. Il cantastorie, nei mercati dei villaggi, sfidava un avversario per vedere non solo chi conosceva più strofe, ma chi sapeva spiegarne meglio al popolo il significato. Lo sfidante partiva con un enigma, che l’interlocutore doveva risolvere rilanciandone un altro, finché uno dei due restava “senza parole”.
La mostra esplora queste identità anche attraverso immagini storiche e testimonianze che narrano la relazione profonda con la terra e con gli antenati. Nella cosmologia kikuyu, Kirinyaga è infatti la dimora di Ngai, il Dio creatore, e rappresenta il richiamo delle origini e il riferimento costante per la vita comunitaria e la spiritualità. Vivere sotto lo sguardo del monte significa abitare un paesaggio impregnato di sacralità, dove ogni gesto quotidiano è memoria, in un dialogo costante tra esseri umani, natura e spiritualità.
La mostra è arricchita da un video di Diego Diaz Morales che, attraverso un dialogo tra missionari e missionarie italiani e africani, compone un arazzo sui legami e l’eredità della cultura tradizionale kikuyu nella contemporaneità.
La mostra è stata curata da Mediacor, la società di comunicazione torinese che da tempo affianca il CAM – Cultures And Mission per l’elaborazione culturale e l’organizzazione di eventi.
Nel periodo dell’esposizione, che resterà aperta fino a novembre 2026, sono previsti numerosi eventi per approfondire la cultura kikuyu: dal ruolo delle donne (marzo) alla medicina tradizionale (aprile), dalla letteratura (maggio) alle arti (novembre). Mentre in ottobre è previsto un evento sul cinema e la fotografia missionaria, a partire dai materiali dell’Archivio Fotografico e Audiovisivo dei Missionari della Consolata restaurati dall’Archivio Nazionale del Cinema di Impresa di Ivrea.
È previsto anche un evento dedicato ai bambini e alle bambine dai 3 ai 9 anni: un “Family CAM” con la lettura animata delle fiabe kikuyu e un laboratorio musicale “Nel grembo di Kirinyaga” che si svolgerà sabato 31 maggio dalle 10 alle 11.30 (evento gratuito con prenotazione obbligatoria).
Saranno anche organizzati laboratori per le scuole e visite speciali guidate dalla curatrice in orario serale.
L’ingresso è gratuito. Prenotazione obbligatoria al numero 353 479 7232 o scrivendo a prenotazioni@cam.consolata.eu.
Per informazioni ulteriori: https://cam.consolata.eu/
