«Tra luce e voci», programma dell’Accademia Corale Stefano Tempia

lunedì 9 Febbraio

Con la programmazione dei primi sei mesi del 2026, tra il 9 febbraio e il 28 giugno 2026, l’Accademia Corale Stefano Tempia costruisce un percorso che dal cuore dell’inverno conduce alla piena luce della primavera, mettendo al centro la coralità, il dialogo tra generazioni e la varietà delle forme musicali.

PROGRAMMA

I primi tre concerti sono dedicati alla «Luce d’inverno». Nel primo appuntamento Fabiola Tedesco, giovane talento torinese oggi Concertmaster della North Netherlands Symphony Orchestra di Groningen (Olanda), torna a Torino nel duplice ruolo di violino solista e direttore alla guida dell’Orchestra APM di Saluzzo in un programma interamente dedicato a Mozart tra eleganza formale e tensione espressiva (Eleganza e invenzione, lunedì 9 febbraio, Conservatorio di Torino).

Segue un appuntamento dedicato alla grande tradizione della musica da camera ottocentesca, in coproduzione con il Conservatorio di Alessandria, con protagonisti Nicola Bignami (violino), Claudio Andriani (viola), Claudio Merlo (violoncello), Penelope Mitsikopoulos (contrabbasso), Francesco Pasqualotto (pianoforte). A brani virtuosistici di Giovanni Bottesini – leggendario contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra, detto il “Paganini del contrabbasso” – si affianca l’esecuzione del celebre quintetto Die forelle (la trota) di Franz Schubert (Il sorriso del romanticismo, lunedì 23 febbraio, Teatro Vittoria di Torino).

Il primo trittico si chiude con la monumentale intensità del Requiem in re minore K. 626 di Mozart, affidato al coro e all’orchestra dell’Accademia Stefano Tempia, con la collaborazione del Coro Eufoné e dei solisti Francesca Idini, Elisa Barbero, Bekir Serbest e Andrea Goglio. Il Requiem è l’ultima, enigmatica soglia creativa di Mozart: una messa da morto nata nel 1791. Mozart lavorò alla partitura fino agli ultimi mesi di vita; dopo la sua morte (5 dicembre 1791), la vedova Constanze fece terminare l’opera da diversi musicisti, tra cui Franz Xaver Süssmayr a cui si deve il completamento decisivo (Amadeus, l’ultimo canto, lunedì 16 marzo, Conservatorio di Torino).

Da aprile, la stagione entra nel vivo con «Voci di primavera», sezione dedicata alla coralità, che fin dalle origini costituisce il cuore pulsante della Tempia. Il percorso si apre con il giovane Ensemble vocale Novi Cantores Torino guidato da Matteo Gentile e dalla direttrice polacca Marta Dziubińska che attraversa cinque secoli di musica corale, da Palestrina al Novecento, restituendo la voce come strumento di spiritualità, racconto e poesia (Voci nel tempo, domenica 19 aprile, Chiesa di San Dalmazzo a Torino).

Nell’ambito delle celebrazioni per il 50esimo anniversario del Metodo Suzuki in Italia, la Stefano Tempia ospita un concerto che, in omaggio a Gabriella Bosio, arpista e docente di riferimento del metodo Suzuki, vede ottanta arpe insieme sul palco per un grande affresco sonoro collettivo, simbolo di un’eredità che continua a crescere. Il programma si sviluppa come un viaggio musicale fluido e variegato: dalle danze e fantasie che hanno accompagnato generazioni di allievi, ai canti della tradizione irlandese, gallese, sudamericana e italiana, fino a celebri pagine del repertorio operistico e brillante (Ottanta arpe, una voce, sabato 2 maggio, Auditorium Santo Volto di Torino).

Segue un intenso itinerario nella musica sacra corale contemporanea con pagine di Ešenvalds, Pärt e Gjeilo eseguite da Coro e Orchestra della Società Corale Città di Cuneo, una delle realtà corali storiche più prestigiose del territorio. In programma tre autori che, pur con linguaggi diversi, condividono una profonda tensione spirituale e una scrittura di forte impatto emotivo (Il canto dell’invisibile, domenica 17 maggio, Chiesa di San Dalmazzo a Torino).

Tra i grandi appuntamenti sinfonico-corali, spicca l’esecuzione della grandiosa Fantasia Corale op. 80 di Beethoven affidata al Coro dell’Accademia Stefano Tempia, all’Orchestra Sinfonica Amatoriale Italiana e alla pianista di formazione internazionale Marina Scalafiotti, accostata alla Sinfonia n. 1 op. 11 di Felix Mendelssohn Bartholdy, composta a soli 15 anni (Il sogno di Beethoven, domenica 7 giugno, Chiesa di San Dalmazzo a Torino).

Nel segno dell’apertura a nuovi interpreti e nuove forme si colloca il debutto torinese dell’Open Sax Quartet che propone un viaggio coinvolgente tra le più celebri colonne sonore del cinema, dove la musica diventa racconto, memoria e immaginazione. Il programma attraversa universi sonori diversi, dal jazz allo swing, dal tango contemporaneo alla musica per il grande schermo con pagine iconiche di Ennio Morricone, Lalo Schifrin e Henry Mancini, accanto allo swing americano di Glenn Miller e alle atmosfere di Astor Piazzolla (Soundtrack Memories, domenica 14 giugno, Chiesa di San Dalmazzo a Torino).

La stagione si conclude al Castello Ducale di Agliè, Residenza Reale Sabauda Patrimonio Unesco, con il Festino nella sera del giovedì grasso avanti cena di Adriano Banchieri. Una commedia madrigalesca brillante e irriverente affidata al Coro da camera e dall’Ensemble di musica antica dell’Accademia Stefano Tempia, che chiude la stagione nel segno del gioco, della teatralità e della festa (Il festino delle follie, domenica 28 giugno, Castello di Agliè).

Per informazioni: www.stefanotempia.itinfo@stefanotempia.it

PROGRAMMA IN ALLEGATO

09/02/2026 00:00
09/02/2026 00:00
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