Alla Casa di Accoglienza «La Madonnina» di Candiolo 190 mila pernottamenti grazie anche all’8×1000

Una storia lunga 27 anni a fianco dei malati oncologici e le loro famiglie. Grazie all'impegno di centinaia di volontari

Pubblichiamo di seguito il contributo di don Carlo Chiomento, parroco di Candiolo, sulla storia e l’attività della Casa di Accoglienza «La Madonnina», resa possibile anche grazie ai fondi dell’8×1000 alla Chiesa cattolica.

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Dio, da che mondo è mondo, manda i suoi messaggi. È Dio l’inventore della messaggistica. Ovviamente non usa i fastidiosi sms o WhatsApp; lo fa attraverso circostanze imprevedibili. Ad oggi la Casa di Accoglienza «La Madonnina» di Candiolo ha avuto circa 190 mila pernottamenti. La Casa offre ai malati in cura all’Irccs di Candiolo, che arrivano da ogni parte d’Italia e del mondo, un sostegno abitativo per sé e per i propri familiari.

COME È NATA «LA MADONNINA»

Grazie ad uno di quei messaggi è nata la Casa di accoglienza. Nel settembre 1999 ho scoperto che i parenti di un malato di cancro ricoverato all’ospedale di Candiolo dormivano in macchina. Questo mi è sembrato un messaggio del Signore. Questa famiglia non aveva evidentemente i soldi per dormire in albergo. Dapprima ho coinvolto famiglie disponibili all’accoglienza, poi abbiamo utilizzato alcuni alloggi presi in affitto. Da subito è stato chiaro che dovevamo uscire dall’emergenza. È nato così il progetto di costruire una casa per accogliere in modo decoroso sia i malati di cancro che i loro familiari. Individuato il terreno e superate mille difficoltà burocratiche, con il convinto sostegno del cardinale Poletto, abbiamo strutturato il progetto. Confidando nella Divina provvidenza, siamo riusciti nell’impresa. Ora disponiamo di 45 camere da due letti sistemate su tre piani. Mons. Nosiglia ha approvato il progetto di raddoppio delle camere (erano 27), ha inserito la Caritas Diocesana nella gestione della casa ed ottenuto 450.000 euro dall’8 per mille. Abbiamo un locale lavanderia, due sale per incontrarsi, un salone multimediale, la cappella. Per tenere bassi i costi: caldaia a cippato, fotovoltaico, pannelli solari, caldaia a gas.

LA FORZA DEL VOLONTARIATO

Non bastano però i muri. C’è bisogno soprattutto di persone. Nella casa abitano tre suore (prima dall’India, ora dal Congo). Fin dall’inizio ho cercato volontari che fossero disponibili ad essere accanto alle persone che ospitiamo. Attualmente abbiamo 180 volontari divisi in gruppi di servizio: autisti che portano malati e familiari all’ospedale e li riportano alla Madonnina; “tappari” che raccolgono e smistano i tappi che vengono poi rilevati da una ditta. Finora abbiamo utilizzato i soldi ricavati per acquistare un pulmino, per le zanzariere, per i tappeti…

Un gruppo di volontari è impegnato nella reception: accolgono i nuovi arrivati, rispondono al telefono, sono a disposizione per aiutare le persone a risolvere le loro difficoltà. C’è anche il gruppo di volontari della notte: chiudono la casa, dormono nella stanza loro assegnata, risolvono problemi che possono nascere nella notte: tante volte hanno chiamato l’ambulanza e assistito i malati. Un gruppo di volontari è incaricato della manutenzione. Lo fanno in modo preventivo: riparano i guasti, sostituiscono ciò che si rompe, tolgono la cenere della caldaia a cippato. Tante volte hanno dato il bianco alle camere. Un altro gruppo è impegnato nella cura del prato, delle piante e dei fiori; un altro nelle pulizie dei locali comuni. Esiste, inoltre, un gruppo che cura l’aspetto economico: fatture da pagare, offerte che arrivano, rapporti con la banca e con le ditte, rapporti con gli enti pubblici. Inviano lettere di ringraziamento a quanti mandano offerte.

Quando una famiglia lascia la casa, le lenzuola, le federe e gli asciugamani vengono lavati ed igienizzati. Un gruppo di donne è impegnato a stirare tutto e a disporlo negli armadi per un nuovo utilizzo. Il gruppo feste prepara bomboniere e va nei paesi vicini con una bancarella per raccogliere fondi per la casa. Ultimamente hanno creato una boutique di vestiti usati. Ogni gruppo è coordinato da un responsabile. Cerchiamo di risolvere eventuali conflitti tra un gruppo e l’altro. Ovviamente stiamo cercando altri volontari.

UN ASCENSORE PER LE BARELLE

Diverse volte abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza per improvvise emergenze che hanno coinvolto un malato oppure un parente. È nata così la necessità di costruire un ascensore per le barelle. I lavori per realizzare questo ascensore esterno sono terminati proprio in questi giorni. La casa ha quindi due ascensori: uno per le barelle e l’altro per il trasporto delle persone.

don Carlo Chiomento su “La Voce E il Tempo” del 14 giugno 2026

COME FIRMARE

L’8xmille non è una tassa e non costa nulla. Con la firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica si può offrire formazione scolastica ai bambini, dare assistenza ad anziani e disabili, assicurare accoglienza ai più deboli, sostenere progetti di reinserimento lavorativo, e molto altro ancora. Firmare è molto semplice. Per informazioni su come firmare: www.8xmille.it/come-firmare

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