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Auguri di mons. Nosiglia per la Santa Pasqua 2013: «Un raggio di sole, con papa Francesco»

Messaggio alla Città e alla diocesi. La Lettera «Ho ardentemente desiderato mangiare questa Pasqua con voi», scaricabile on line. Il testo dell'omelia della Messa festiva
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Di seguito gli auguri per la Santa Pasqua di mons. Cesare Nosiglia alla Città e alla diocesi.
 
«Questa Pasqua 2013 porta con sé una novità che stiamo vivendo con sorpresa e gioia grande: l’avvio del ministero petrino di Papa Francesco. La sua elezione è come un raggio di sole che ha squarciato le tenebre della sfiducia e dell’abbattimento che gravava in molti cuori e tutti dai più giovani ai più anziani, credenti o non, hanno colto i suoi primi gesti e parole con sorpresa, letizia e interesse. Sì, possiamo ben dire che Papa Francesco è un segno pasquale di risurrezione che il Signore Vivente nella sua Chiesa ha suscitato per ridare forza e coraggio di speranza al suo popolo e all’umanità intera.
 
Egli ha ricordato da subito la necessità di professare la nostra fede in Gesù Cristo, accogliendone la croce quale fonte di salvezza e di amore che dona se stesso, soprattutto per le persone più povere, sole e malate. E ha anche richiamato all’impegno di essere custodi dei doni gratuiti di Dio, dal creato ad ogni uomo nostro fratello e sorella che abbiamo accanto: custodi con la tenerezza e bontà che vince ogni diversità, crea comunione e spirito di umile accoglienza. I suoi gesti semplici e vicini alla gente, il suo chinarsi sui poveri e miseri, appare sorprendente forse perché abbiamo considerato l’autorità anche della Chiesa, un valore da ammirare più che da imitare e seguire.
 
Ma l’autorità ha precisato ancora Papa Francesco, è tale se esercita il suo potere con atteggiamento e impegno di servizio, altrimenti lo perde. Insieme all’insegnamento Papa Francesco, ha offerto una testimonianza di fatti, di scelte e di gesti che lo hanno accompagnato e autenticato, rendendolo così credibile esempio da imitare e perseguire da parte di ciascuno. Si tratta di gesti umili e semplici, ma ricchi di contenuto alternativo al mondo, dove domina l’orgoglio e la ricerca dell’applauso ad ogni costo, del potere e dell’avere sempre di più, dell’apparire più che essere se stessi con tutte le proprie virtù ma anche le inevitabili debolezze umane.
 
La Pasqua di quest’anno ha anche un’altra novità assoluta: l’ostensione televisiva della Sindone in Cattedrale. Un evento di forte impatto mediatico mondiale che abbiamo però voluto incastonare dentro una cornice di umiltà e debolezza, ma che è potenza di Dio per chiunque crede nell’amore che si dona fino al sacrificio di se stesso come Cristo. Sono presenti infatti in Chiesa molti malati e sofferenti, disabili e persone in difficoltà che portano nel proprio corpo i segni della passione del Signore, ma la vivono con fede e abbandono alla sua volontà, offrendo come Gesù sulla croce il proprio sacrificio nella testimonianza dell’amore che si dona. La Sindone ci ricorda infatti che amare significa anche soffrire e offrire al Signore per il bene di tutti la propria vita, credendo con certezza che il Dio della vita vince il male con il bene e trasforma anche il dolore in via di redenzione e di salvezza.
 
La Sindone icona del Sabato santo non ci rivela infatti solo il soffrire di Cristo, ma anche la sua fede nell’amore potente del Padre che lo fa risorgere da morte, non solo il buio del sepolcro ma anche la luce della risurrezione, non solo la disperazione di chi si sente solo con il proprio dramma ma anche la fiducia e speranza di vittoria che Dio assicura a chiunque si fida di Lui e della potenza della Pasqua del suo Figlio Gesù.
 
Se Cristo ha vinto la morte, l’ultimo nemico dell’uomo, allora tutto è possibile. È possibile ristabilire un rapporto di amore distrutto ed eroso dal tempo; è possibile sperare nel miracolo del perdono che vince l’odio e la vendetta; è possibile fare della vita un dono di preghiera e di amore a Dio rinunciando ai beni terreni, alla propria realizzazione personale, agli affetti più cari e scegliere le vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata per sempre; è possibile resistere alla tentazione del disimpegno e fondare il proprio amore di uomo e di donna su un patto stabile e responsabile quale è il matrimonio; è possibile lottare contro ogni forma di ingiustizia nel mondo del lavoro, mettendo al primo posto le persone prima che i beni economici, il profitto ad ogni costo, il consumismo sfrenato dell’avere; è possibile operare per un mondo di pace dove ogni persona sia accolta e riconosciuta figlio di Dio e sia amata e rispettata dal primo istante al suo naturale tramonto, aiutata a realizzare la sua vita, anche se disabile, malato incurabile, immigrato o emarginato.
 
Così l’augurio di una Buona Pasqua esprime la fede e alimenta la testimonianza dei credenti e l’impegno di ogni uomo e donna di buona volontà di poter immettere, nei solchi della storia, il germe di Cristo risorto speranza del mondo.
Mons. Cesare NOSIGLIA
Arcivescovo di Torino»
 
Nella sezione “Documenti” del sito è possibile leggere il testo dell’omelia di mons. Nosiglia per la Messa della Santa Pasqua 2013.
 
In allegato il messaggio pasquale 2013 dell’Arcivescovo dal titolo«Ho ardentemente desiderato mangiare questa Pasqua con voi»: un invito a vivere la Pasqua guardando a Gesù che vuole condividere l’ultima cena con i discepoli, nel segno della speranza.
 
E’ possibile prenotare e ritirare copie del libretto presso il centralino della Curia, in via Valdellatorre 3 – Torino, dal lun. al ven. ore 9-13 e 14-16; tel. 011.51.56.300. Offerta libera.