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6 Aprile 2010

CEP: Lettera aperta agli eletti nel nuovo Consiglio Regionale

Comunicato stampa del 06/04/2010
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ARCIDIOCESI DI TORINO
UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI
Via Val della Torre 3, 10149 Torino
Tel. 011.5156315 – fax 011.8283110 – comunicazioni@diocesi.torino.it
 

Dalla recente consultazione elettorale siete stati chiamati al compito di amministrare la nostra regione nei prossimi cinque anni. Il vostro è un servizio politico di alto livello, che nel corso degli anni ha visto aumentare le proprie competenze e responsabilità. Ai molti auguri che avete ricevuto in questi giorni vogliamo aggiungere anche i nostri.

 
Ci rivolgiamo a voi ora, all’inizio del vostro mandato, mentre abbiamo preferito non intervenire prima delle elezioni, per non correre il rischio di essere strumentalizzati o equivocati nei confronti della scelta dei candidati e delle scelte degli elettori. Ai Pastori spetta il compito di aiutare le coscienze a formarsi alla luce del messaggio cristiano e in particolare della Dottrina Sociale della Chiesa, che pone al centro il valore intangibile della vita umana e la dignità della persona come condizioni fondamentali per un autentico sviluppo della società. Come Vescovi del Piemonte desideriamo poi ricordare che il servizio politico può diventare la forma più alta della carità quando è svolto nella ricerca del vero bene comune, a servizio di ogni uomo e di tutto l’uomo, ed è arricchito dalla testimonianza di una vita trasparente e sobria.
All’inizio del vostro mandato sentiamo il dovere di farci interpreti di molte attese della nostra gente, alcune delle quali non sempre trovano attenzione e spazio adeguati nelle agende legislative e amministrative.
 
A – Richiamiamo la vostra attenzione, in primo luogo, sul valore fondamentale della famiglia, quella considerata tale dalla nostra Costituzione, fondata cioè sul matrimonio tra un uomo e una donna. Ci sono gli aspetti etici, fondamentali per una società che voglia crescere e non condannarsi all’invecchiamento e alla scomparsa, ma non vanno trascurati i risvolti di tipo sociale ed economico. La famiglia resta il primo dei soggetti vitali e generativi per un Paese che voglia crescere: prima ancora che oggetto di attenzioni, la famiglia è protagonista diretta e indiretta di vigilanza e di rinnovamento umano e sociale e come tale va mantenuta, senza confonderla con qualsiasi altra forma di convivenza.
 
B – Come tutti, anche noi siamo preoccupati per le situazioni di crisi dell’occupazione: la mancanza di un lavoro sicuro crea ansia diffusa, porta sofferenza e povertà in molte famiglie, generando insicurezza e impossibilità di scelte durature e costruttive. Preoccupa in modo particolare su questo versante la scarsità di prospettive offerte ai giovani che rende loro difficile progettare un futuro personale e familiare. La vostra preoccupazione va certo finalizzata anzitutto a promuovere interventi immediati, che permettano a famiglie ed imprese di superare il momento critico che stanno attraversando. Nello stesso tempo è indispensabile creare le condizioni per nuovi investimenti, per una ripresa ed un nuovo sviluppo, autentico ed integrale.
Pensiamo alle grandi potenzialità lavorative che finora ha offerto la nostra regione, alle competenze acquisite e consolidate che non devono essere disperse. Ricordiamo la responsabilità sociale delle imprese e la necessità di investire nella formazione professionale sia dei giovani come di quanti si trovano a dover cercare un nuovo lavoro.
 
C – Ricordiamo soprattutto la necessità di un attenzione privilegiata alla centralità della persona e al valore intangibile della vita umana e questo richiede una rivisitazione delle strutture sanitarie per renderle sempre più efficaci e tempestive a tutela della salute dei cittadini. Richiamiamo pertanto il grave dovere di avere in primo luogo assoluto rispetto della vita umana dal suo inizio alla sua conclusione naturale.
 
D – Non possiamo inoltre ignorare i problemi legati a sprechi, mancanza di trasparenza, episodi inquietanti di illegalità, senza dimenticare la sofferenza di non pochi presìdi sanitari e altre strutture nate e sostenute dalla comunità cristiana, che spesso non vedono adeguatamente riconosciuto il valore sociale e la qualità del loro servizio e incontrano ritardi e difficoltà burocratiche inaccettabili per il loro funzionamento e per le giuste esigenze economiche.
 
E – In questa prospettiva si inserisce anche il problema della effettiva libertà di scelte educative e scolastiche per le famiglie, continuando con coraggio sulla strada di un’autentica parità non solo giuridica ma anche economica delle scuole cattoliche, non statali ma paritarie, cioè con pari dignità perché svolgono un effettivo servizio pubblico.
 
F – Questo nostro intervento è ispirato da un sincero desiderio di dialogo per la ricerca del bene comune che riguarda tutti, un dialogo che da lungo tempo fa parte della tradizione delle nostre Chiese e del nostro ministero, senza rinunciare ad essere voce critica, sempre rispettosa delle persone ma sempre chiara, quando fossero in gioco valori che toccano la natura stessa dell’uomo ed i suoi beni più preziosi. Ci sentiamo animati da grande amore per la nostra Regione, per i valori che nel passato antico e recente l’ hanno fatta crescere, valori che ci permettiamo di ricordare anche perché fanno parte delle attese e delle esigenze legittime di molta gente, non solo dei cattolici.
 
G – Questi stessi valori desideriamo condividere con i fratelli e le sorelle immigrati di recente nella nostra terra, ai quali abbiamo il dovere, legato alla nostra cultura e civiltà, di offrire condizioni di vita veramente umane, nel pieno rispetto della legalità, promovendo una mentalità aperta all’accoglienza, compreso in primo luogo il delicato problema delle vite nascenti, e disponibile a favorire l’ integrazione, com’è nella tradizione antica e recente della nostra terra.
 
In conclusione vi confermiamo la nostra sincera volontà di assicurare a tutti voi la nostra collaborazione cordiale e soprattutto la nostra preghiera, perché possiate offrire un servizio appassionato e competente al bene comune, con uno stile di trasparenza, onestà ed essenzialità, sia nelle strutture che nelle persone, come è nelle attese nostre e, ne siamo certi, di tutta la gente che vive in questa nostra amata, bella e complessa regione.
 
 
Torino, 6 Aprile 2010
 
I Vescovi della Conferenza Episcopale Piemontese
 
 

Il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali
Don Livio DEMARIE
+39 377 1168020