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Chiusura celebrazioni bicentenario della nascita di san Giuseppe Cafasso

Con il card. Piacenza il 15 gennaio al santuario della Consolata
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Il cardinale Mauro Piacenza, prefetto della Congregazione per il Clero, è stato a Torino domenica 15 gennaio per presenziare alla chiusura delle celebrazioni del bicentenario della nascita di san Giuseppe Cafasso. Il card. Piacenza ha celebrato una Messa solenne alle 11.30 presso il santuario della Consolata, dove sono conservate le reliquie del Santo.
 
Cafasso nacque a Castelnuovo d’Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco) il 15 gennaio 1811. Fu rettore della chiesa torinese di San Francesco, patrono dei carcerati – come ricorda il monumento di corso Valdocco – formatore e ispiratore di altri santi sociali torinesi, «vera luce sacerdotale nella storia della Chiesa» secondo un’espressione di Benedetto XVI. Nei suoi 24 anni di insegnamento al convitto ecclesiastico di Torino il Cafasso formò generazioni di sacerdoti, si dedicò all’aiuto dei poveri, al sostegno morale e spirituale dei carcerati e dei condannati a morte.
 
La Chiesa torinese ha celebrato il bicentenario del Cafasso lungo tutto il 2011, anche attraverso un’apprezzata mostra, allestita dall’associazione Amici della Consolata, che il prossimo 15 gennaio chiuderà i battenti.
 
L’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, che l’anno scorso aprì le celebrazioni con una Messa solenne alla Consolata, ricorda che: «S. Giuseppe Cafasso era una guida sapiente e amorevole di ogni persona, anche di chi era considerato da tutti ormai perduto e irrecuperabile come i condannati a morte, che accompagnava con amore all’incontro con il Dio ricco di misericordia e di perdono». E aggiunge: «Il Cafasso, come il suo discepolo don Bosco, ci dicono che l’educazione è questione di cuore e che Dio solo ne è il padrone e noi non potremo riuscire a cosa alcuna se Dio non ce ne insegna l’arte e non ce ne mette in mano la chiave. Il nostro Santo è stato un grande educatore di anime e di persone, dai giovani, alle famiglie, agli anziani, ai malati e poveri. A tutti ha dato ragioni di speranza, perché possedeva in se stesso tali ragioni profonde radicate nella fede in Cristo e nel vangelo dell’amore».
 
Ricordiamo che a Castelnuovo Don Bosco, città natale del Cafasso, le celebrazioni del bicentenario furono aperte con una Messa presieduta dal cardinale Severino Poletto. Dal 4 al 6 febbraio 2011 le reliquie del Santo furono trasferite a Castelnuovo per celebrarne la memoria con mons. Nosiglia, il rettore della Consolata don Marino Basso, i parroci e i fedeli dell’Unità pastorale 60, i salesiani, i missionari della Consolata.
 
 È possibile ascoltare l’intervista rilasciata da mons. Nosiglia sulle celebrazioni di San Giuseppe Cafasso sul sito di Radio Vaticana.