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12 Marzo 2014

Commento giovedì 13 marzo 2014

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Giovedì della 1ª settimana di Quaresima (Est 14, 1 3-5 12-14; Sal 137; Mt 7, 7-12)
 
«Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» dice Gesù.
«Tu sei giusto, Signore: salvaci con la tua mano e soccorri me che sono sola e non ho altro aiuto fuori di Te», dice Ester, giovane ebrea sposa del re persiano, che intende esporsi al pericolo per intercedere a favore del suo popolo, Israele. Ester chiede, Gesù ci invita a chiedere.
 
Sembra facile: basta domandare, ma in realtà questo richiede un atteggiamento interiore di fiducia in Dio che ci ama e ci darà ciò che chiediamo, se questo è buono per noi. Forse siamo così abituati a dire e sentir dire che Dio ci ama, da non prestare neanche più attenzione a questa realtà sconvolgente.
 
Spesso mi ritrovo, ci ritroviamo a chiedere in modo distratto e la nostra fede è ben lontana da quella della vedova del vangelo di Luca che chiede al giudice di farle giustizia, sicura che sarà esaudita, quantomeno per la sua insistenza.
Spesso ci portiamo dietro l’immagine di un Dio simile a quella di un “distributore automatico”: basta mettere la monetina, accendere la candelina per essere esauditi. No! Il Dio che Gesù Cristo ci ha rivelato ci dice di chiedere, di aver fiducia di essere esauditi, ma ci chiede di fare questo con il cuore, con tutto noi stessi, con la fede umile e cocciuta della vedova.
 
Chiediamo il dono dello Spirito per diventarne capaci.