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Commento giovedì 20 marzo 2014

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Giovedì della 2 ª settimana di Quaresima (Ger 17,5-10 Sal 1, Lc 16,19-31)
 
«Beato chi confida nel Signore»
Ciò in cui l’uomo pone fiducia è come il terreno da cui l’albero trae nutrimento!
Così l’uomo che si fida di Dio da Lui avrà il sostentamento per crescere rigoglioso. L’uomo che confida solo in se stesso è come un tamerisco nella steppa, non avrà vita lunga, si seccherà presto.
Fiducia! Fiducia in Dio o nelle proprie capacità e competenze? Sembra facile fidarsi di Dio, ma nel concreto non lo è affatto. Il vangelo ci viene in aiuto con la parabola di Lazzaro e del ricco epulone.
 
Lazzaro = Dio aiuta. Il testo ci riporta il suo nome, omettendo quello del ricco.
Lazzaro ha fiducia, attende di sfamarsi con le briciole che cadono dalla tavola del ricco, ma questi non ha capito il senso della fraternità, della condivisione, l’importanza di usare le ricchezze con distacco e attenzione agli altri.
Ciò che caratterizza Lazzaro è il silenzio. Provato dalla vita e trascurato da coloro dai quali attenderebbe aiuto non ha parole di ribellione contro Dio o contro gli uomini. Ha fiducia, attende, ed inizia il suo destino di VITA!