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Commento mercoledì 2 aprile 2014

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Mercoledì 4ª settimana di Quaresima (Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30)

«I morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno» (Gv 5,25)

I morti di cui parla Gesù nel Vangelo secondo Giovanni sono i morti nello spirito, chi si è allontanato da Dio ed è separato da lui, coloro che sono morti davanti alla Parola che potrebbe farli rivivere. Tutti noi siamo esposti a questa morte, corriamo il pericolo di essere o diventare dei morti che camminano, è una morte che si insinua in modo sottile, che prendiamo a piccole dosi, molte volte senza accorgercene e che ci porta ad un appiattimento della vita dove andiamo avanti perché si deve, senza gusto, senza entusiasmo, senza luce. L’invito è a svegliarci dal sonno ( Rm 13,11 ) spalancando le orecchie del nostro corpo e del nostro cuore per ascoltare ogni giorno la Parola del Figlio, Parola efficace perché viene dal Padre che l’ha mandato.

Lasciamo spazio al terreno buono che c’è in noi, desideroso di accogliere l’acqua viva che, come la pioggia e la neve, non torna al cielo senza aver fecondato la terra ( Is 55,10-11 ), fatto marcire il seme che è stato seminato in lei affinché riveda la luce e porti frutto.

«Signore Gesù, tu sempre guardi al Padre e compi ciò che vedi fare da lui; attira il nostro sguardo verso di te: nella tua luce vedremo la luce, apprenderemo a vivere da figli di Dio. Da lui ti è concesso il potere di dare la vita e di renderla, nuova, a chi l’ha perduta, perché hai consegnato te stesso alla morte per tutti. Accresci la nostra fede; è in te la sorgente della vita, da te attingeremo con gioia la nostra salvezza.»

(Lectio divina, 3 ed. Queriniana)