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Commento mercoledì 26 marzo 2014

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Mercoledì della 3ª settimana di Quaresima (Dt 4,1.5-9; Sal 147; Mt 5,17-19
 
«Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17b )
L’evangelista Matteo che come sappiamo si rivolge ad una comunità giudeo-cristiana, presenta Gesù come il nuovo Mosè, che dal monte insegna la nuova legge, quella dell’amore( Mt 5,1 ). Questa, molto più esigente di quella antica che ha guidato e accompagnato il popolo eletto, chiede di essere perfetti e misericordiosi come lo è il Padre celeste ( Mt 5,48 ) ( Lc 6,36 ).
 
Gesù è la pienezza dell’amore di Dio per noi, egli non ci lascia nell’illusione poco nutriente di sentirci “a posto” osservando una serie di comandamenti e pratiche, ma vuole che tutta la nostra vita sia coinvolta dal rapporto di amore con lui, ciò di cui è assetato il nostro cuore ( Gv 4,14 ) e per cui siamo fatti ( S. Agostino “Le Confessioni” I,1a ). Quindi non precetti da osservare ma una persona da seguire passo passo: Gesù Parola del Padre, da ascoltare e incontrare ogni giorno nella libertà e creatività dell’amore vero che sempre cerca e trova nuove modalità per donarsi. Per dirla con S. Agostino «Ama e fai ciò che vuoi» ( dai trattati sulla 1^ lettera di Gv Tr 7,8 ) cioè, tutto ciò che fai fallo con amore e non ti sentirai mai “a posto” perché di amore non ce ne mai abbastanza.
 
Signore nella tua grande bontà ci hai mostrato la via da percorre per giungere alla mèta dell’eterna comunione con te. Spesso però abbiamo preferito seguire altre voci, diverse dalla tua, abbiamo aderito a norme più conformi al nostro gusto, abbiamo voluto aprirci scorciatoie alternative per trovare una felicità illusoria
Perdonaci Signore! Aiutaci a ricominciare, a ripartire dall’ascolto umile e fedele della tua Parola.
(Lectio divina 3 ed. Queriniana)