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Concorso “Tuttixtutti”: a Collegno informatica e arte per i migranti

Anche la parrocchia Santa Chiara propone un progetto per l’iniziativa della CEI
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Ci siamo spesso interrogati come comunità di Santa Chiara a Collegno su come dare origine e volto ad una associazione per l’accoglienza di stranieri, oltre che sugli immancabili e imprevedibili risvolti burocratici, sulle caratteristiche di una buona accoglienza e sulle vie per realizzarla. Il nome dell’associazione è per noi un programma «Papa Francesco»! In che modo lasciarci coinvolgere nella tenerezza e nella gentilezza che il nostro Santo Padre ha per tutti i piccoli e i deboli che bussano alle nostre porte?
 

Certo non pensavamo ci venisse delineato un nuovo itinerario, proposto dalla Conferenza Episcopale, con una presentazione delle finalità dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica, che ci permettesse non solo di conoscerle attraverso la presentazione in un incontro formativo in parrocchia, tenutosi lo scorso 18 maggio, ma anche di poterne individuare alcune con la presentazione di un progetto ad hoc! Da realizzare in parrocchia! Si tratta del progetto che è stato presentato al Concorso TuttixTutti di quest’anno – 7 edizione. Concretamente si prevede la realizzazione di un laboratorio informatico per favorire con le nuove tecnologie tra noi e gli immigrati dialogo, conoscenza reciproca, amicizia.

 

Tra gli obiettivi la ricerca e divulgazione di notizie, dati ambientali, informazioni fotografi che e documentazioni sui Paesi di provenienza, concernenti usi, costumi, esperienze umane, tradizioni religiose, artigianato, espressioni artistiche con radici culturali ed etniche diverse, stili di vita e valori, spazi architettonici, silenzi e musiche in cui essi si riconoscono. Questo per poter leggere nelle culture, con gli amici stranieri che si presenteranno, significati, differenze, possibilità di ulteriori sviluppi di condivisione e di collaborazione. Una seconda parte del progetto potrebbe poi essere orientata alla realizzazione di opere attraverso un laboratorio artigianale ed artistico.

 

«L’arte… anche al di là delle sue espressioni più tipicamente religiose, quando è autentica, ha una profonda affinità col mondo della fede, sicché, persino nelle condizioni di maggior distacco dalla chiesa, proprio l’arte continua a costituire una sorte di ponte gettato verso l’esperienza religiosa… Essa è, per natura, una sorte d’appello al mistero» Così si legge nella lettera agli artisti di Giovanni Paolo II. Ecco dunque che anche questo laboratorio attendiamo di poter incontrare insieme agli immigrati un comun denominatore, riconoscerci cercatori dell’altro, dell’amico, del vicino, di chi ci viene incontro, per poter, anche se con itinerari diversi cercare l’Altro, la fonte della Vita e della fraternità.

 

parrocchia Santa Chiara

(testo tratto da «La Voce E il Tempo» del 2 luglio 2017)