Fede e studio!

La parrocchia come luogo dove arricchire, formare, maturare l’esperienza di fede, ma anche dove cogliere l’importanza dello studio e della formazione intellettuale per valorizzare i propri talenti e metterli a frutto nella Chiesa e nella società. Era la sfida di don Antonio Nicola, pievano di Corio dal 1962, che negli anni ‘70 portò i giovani a studiare insieme in parrocchia e instancabilmente invitò i giovani a impegnarsi nella formazione e nell’esposizione del pensiero. Una sfida che ha portato tanti giovani del paese a frequentare l’Università e tra loro anche don Claudio Baima- Rughet, oggi parroco successore di don Nicola. Successore che ha raccolto questa preziosa eredità e che fa sì che ancora oggi le comunità di Corio siano attive con chi si cimenta nello studio. In particolare si seguono i piccoli di elementari e medie sostenendoli nei compiti, compiendo un lavoro di rete con i dirigenti scolastici e favorendo l’integrazione scolastica degli stranieri che possono avere più difficoltà in particolare con la lingua italiana.

«I giovani ci sono – spiega don Claudio – non siamo una zona di anziani, ma la sfida oggi è riuscire ad entusiasmarli. Si percepisce anche guardando alle associazioni di volontariato, ancora molto numerose nelle nostre valli, ma spesso con un’età media avanzata, con poco ricambio». Ed ecco che una delle vie per coinvolgerli è rappresentata dallo sport: così sia nelle comunità dell’Unità pastorale, sia a Corio, dove in parrocchia si è costituita un’associazione, vengono proposte varie attività sportive. Espressione di questa attenzione sono stati anche i vari giornalini parrocchiali, che dal 2008 sono confluiti nella pubblicazione del trimestrale «Terraterra! » che sta per uscire con il numero 20. Curato da una redazione inter-generazionale, in prevalenza di giovani, è diventato una occasione di confronto e di collegamento per le comunità di Corio e Benne. Si può trovare l’edizione on-line su www.terraterracorio.com e seguire i vari aggiornamenti sulla pagina fb terraterracorio.

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 28 dicembre 2014

 

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