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I nuovi cristiani nella Veglia pasquale 2012

Hanno ricevuto il Battesimo in 69
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Nella diocesi di Torino ogni anno alcuni adulti portano a termine il percorso per diventare cristiani, accompagnati dalle comunità in cui la loro fede cresce attraverso l’ascolto della Parola di Dio, l’esperienza di un modo diverso di vivere segnato dal Vangelo, la gioia di cominciare a partecipare alla preghiera dei cristiani. Quest’anno sono in tutto 69 i catecumeni che hanno celebrato nella Veglia pasquale i sacramenti per diventare cristiani, cioè il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. Alcuni (27) hanno celebrato i sacramenti con il nostro Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia in Cattedrale, gli altri (42) nelle proprie comunità parrocchiali.
 
La conversione dei catecumeni avviene spesso attraverso storie particolari di incontri con cristiani significativi per la loro disponibilità; altre volte per un rapporto di amore che cresce fino a provocare anche la messa in comune di una fede convinta e condivisa; altre volte a causa di circostanze provvidenziali che permettono a ciascuno di toccare con mano l’azione dello Spirito Santo nelle pieghe dell’esistenza quotidiana.
 
Tra i 69 catecumeni di quest’anno 31 sono italiani, 15 albanesi, 11 provengono da diversi Paesi dell’Africa, altri 9 sono originari dell’America Latina e 3 dell’Europa dell’Est. Tra essi prevalgono le donne (43), mentre gli uomini sono 26. La maggior parte è in età giovanile e si è avvicinata alla chiesa cattolica con un cammino durato molti anni. È bello che la conversione avvenga da adulti perché consente alle persone di maturare una decisione ferma per una fede viva, consapevole ed operosa. Spesso il loro entusiasmo e la loro convinzione sono di esempio agli stessi cristiani che li accompagnano nel cammino di apprendistato cristiano.
 
Il Servizio diocesano per il catecumenato, organismo che coordina e supporta il servizio di accompagnamento che ogni parrocchia offre ai catecumeni, promuove anche ogni anno la formazione degli accompagnatori dei catecumeni per svolgere un compito, fino a poco tempo fa, ancora sconosciuto alle nostre chiese. Si tratta di un accompagnamento che oltre alla catechesi offre anche esperienze di vita, riti e celebrazioni, legami e relazioni fraterne con altri cristiani. È la maturazione graduale e progressiva di un nuovo modo di concepire la vita e di fare le proprie scelte quotidiane, spesso anticonformiste rispetto al materialismo e all’indifferenza religiosa tipica delle nostre società occidentali.
Don Andrea Fontana,
responsabile del Servizio diocesano per il catecumenato