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Mons. Nosiglia: sintesi messa di mezzanotte

Comunicato stampa del 31/12/2010
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ARCIDIOCESI DI TORINO
UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI
Via Val della Torre 3, 10149 Torino
Tel. 011.5156315 – fax 011.8283110 – comunicazioni@diocesi.torino.it
 

MONS. NOSIGLIA: SINTESI OMELIA MESSA DI MEZZANOTTE 
 
Nella solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio, che si celebra il primo giorno di ogni anno, mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, ha presieduto la Messa di Mezzanotte in Cattedrale. Nell’omelia, ha posto sotto la protezione della Madonna “il tempo che sta davanti a noi” e in particolare, il ruolo della donna, la tutela della maternità, le difficoltà socio-economiche e la pace.
 
In Maria, “madre di Cristo e dell’umanità nuova, la Chiesa ha contemplato se stessa” e in Lei si scorge anche la missione di ogni donna, che “ha il compito di custodire i grandi valori dell’umanità intera. La maternità fisica e spirituale di cui si è fatta carico Maria è propria di ogni donna chiamata a donare vita e amore attorno a sé, ai figli quando esercita il suo compito insostituibile di madre, all’uomo quando ne esalta l’amore nella comunione di vita matrimoniale, alla comunità cristiana quando vergine consacrata e ministra della carità offre il suo servizio (…). Anche nel mondo del lavoro e in quello sociale, dove spesso alla donna non è permesso di valorizzare pienamente le sue capacità professionali, la sua presenza è pur sempre fonte di valori positivi nell’ambiente e nei rapporti con gli altri”.
 
In questo contesto, per l’Arcivescovo occorre “denunciare le discriminazioni e le violenze di cui sono ancora oggi vittima tante donne italiane e straniere”, e tra queste lo sfruttamento sessuale e l’isolamento in cui spesso è lasciata la donna che decide di non abortire. E si chiede: “È possibile che una realtà economica e sociale avanzata come la nostra non riesca a sostenere adeguatamente la maternità delle donne che lavorano perché si sentano protette in
questa scelta e possano liberamente farla senza condizionamenti e pressioni indebite circa il futuro della loro vita?”. Ha aggiunto: “Di fatto, vediamo che spesso a pagare lo scotto della crisi di un’azienda sono proprio le donne, considerate l’anello debole e meno garantito del mondo del lavoro. Le preoccupazioni e le necessità connesse al lavoro sono una delle cause della denatalità”. Inoltre, un’efficace politica familiare “non è ancora stata attuata, anche se a parole la famiglia è esaltata da tutti come cellula fondamentale e prioritaria
della società”.
 
Nell’attuale difficile situazione economica, questi problemi si aggravano e “a farne le spese sono le componenti meno garantite del mondo del lavoro, come le donne, i giovani e gli immigrati, e in ultima analisi le famiglie, gli anziani soli e i poveri. Le minori risorse economiche, infatti, comportano una diminuzione anche sensibile dei finanziamenti al sistema dei servizi sociali, per cui la schiera dei poveri che stanno aumentando in modo preoccupante nel
nostro Paese, si aggrava sempre di più. Una economia che non mette al centro l’uomo, la sua famiglia, la salvaguardia del territorio, la
solidarietà, alla fine implode e conduce tutti alla rovina”.
 
Per mons. Nosiglia si può uscire dalla crisi “se metteremo insieme le risorse umane, spirituali e civili del nostro popolo, per sostenere la
piena promozione e dignità di ogni persona, della sua vita e della famiglia; per ridare slancio e vigore alla intraprendenza economica
del sistema imprenditoriale, senso di responsabilità e di solidarietà alle varie componenti del mondo del lavoro, impegno per il bene comune
delle forze politiche e culturali”. Tutto questo va accompagnato, ovviamente, dalla preghiera.
 
Ultimo, ma non meno importante tema esaminato dall’Arcivescovo, è quello della pace. Da 44 anni, infatti, a inizio anno si celebra la Giornata mondiale della pace, e per il 2011 il tema proposto dal Papa è “Libertà religiosa, via per la pace”. Se da un lato “anche tra noi siamo molto sensibili alle libertà individuali e sociali, per cui si propugnano con forza i diritti di ogni persona”, dall’altra, talora, “si chiede ai credenti di sopprimere una parte della propria fede e
morale per essere cittadini attivi e addirittura di mettere da parte Dio per poter godere dei propri diritti civili o religiosi”. L’Europa “sembra rinunciare alle sue radici cristiane in nome di un relativismo assoluto e ad un uso della laicità in senso ideologico e politico” . Mons. Nosiglia ha invitato a pregare Maria Madre di Dio e madre dei giovani perché “soltanto una forte ripresa di evangelizzazione e di santificazione delle persone, potrà garantire la forza per affrontare
uniti, ogni difficoltà, anche spirituale e morale, economico e sociale, ed avviare così un rinnovamento delle coscienze e della vita di ognuno di noi e quindi, anche del mondo in cui viviamo e operiamo ogni giorno”.
 

 


Il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali
Don Livio DEMARIE
+39 377 1168020