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«Notte dei Santi» 2011: riflessioni, preghiere e canti

Successo per l'appuntamento del 31 ottobre. Mons. Nosiglia sulla festa di Halloween
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Rispetto alle passate edizioni, la Notte dei Santi 2011 promossa dall’Ufficio Giovani della diocesi (con la collaborazione delle Sentinelle del Mattino, il Tlc, il Centro diocesano vocazioni, il Movimento dei Focolari, l’associazione Pier Giorgio Frassati, la Noi Torino, Hope e l’Agesci)  è iniziata già alle 18 con un momento di riflessione. Presso il Centro incontri della Regione Piemonte (corso Stati Uniti 23) si è parlato di «Camminare insieme: uniti per il bene comune del nostro Paese». Sono intervenuti l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, il segretario della Cisl-Torino Nanni Tosco, il priore della Comunità di Bose Enzo Bianchi, e il fondatore del Sermig Ernesto Olivero.
 
La «Notte dei Santi» è proseguita poi alla chiesa dell’Annunziata (via Po 45) con la Messa alle 21 presieduta dall’Arcivescovo. Alle 22 sono seguiti, in piazza Vittorio, spettacoli e musica con Francesco Sportelli e i Cometha e le incursioni di Gianpiero Perone e Gigi Cotichella. Sempre dalle 22 si è aperta la chiesa di San Francesco da Paolo (via Po 16) per momenti di preghiera.
 
Domenica 30 ottobre, al termine della Messa a Santa Giulia (in piazza Santa Giulia 4), dove aveva amministrato il sacramento della Cresima, l’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha espresso a tutti i presenti il suo parere sulla festa di Halloween:

 
«So che nella vostra parrocchia ci sono molti giovani», ha detto l’Arcivescovo, «e desidero rivolgermi a loro, oltre che a voi ragazzi, ma anche alle famiglie per richiamare una testimonianza alternativa che in questi giorni abbiamo occasione di esercitare. Mi riferisco al fatto che la prossima Festa dei Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti, tanto care alla tradizione anche familiare del popolo cristiano, da anni sono contaminate da Halloween.
 
Tale festa non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte; e il fatto che si tenga in prossimità delle feste dei Santi e del suffragio ai defunti rischia, sul piano educativo, di snaturarne il messaggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé.
 
Mi auguro che i genitori e gli educatori rigettino l’illusione che Halloween sia, tutto sommato, una carnevalata allegra e innocua, che non lascia traccia. E comprendano, invece, il rischio che comporta l’assecondare una festa che fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore.
 
Questa ricorrenza, poi, è divenuta popolare nel “calendario consumistico” che impone l’immagine di un mondo di plastica, senza valori né riferimenti alla vita autentica delle persone. È il segno di un “colonialismo culturale” più subdolo, ma altrettanto grave, di quello economico e sociale. Un mondo in cui ogni occasione è buona per divertirsi a comando, secondo regole e tempi che altri hanno stabilito per noi. Questa ossessione della festa di Halloween a tutti i costi rischia anche di diventare un modo per non affrontare mai seriamente le questioni più profonde della vita personale e della società.
 
Ma la comunità cristiana ha il dovere di farsi presente là dove sono le persone, dove vanno i giovani, con proprie proposte precise e coerenti. Per questo volevo dirvi che il Servizio di Pastorale giovanile ha promosso una festa alternativa per la notte del 31 ottobre».
 
Per ulteriori informazioni: Ufficio Giovani, tel. 011.51.56.342; email: giovani@diocesi.torino.it.