Fondazione Donat Cattin, doppia presentazione di libri con gli autori

mercoledì 25 Febbraio

La Fondazione Carlo Donat Cattin propone una doppia presentazione di libri.

Giovedì 19 febbraio 2026 – ore 18:15
Polo del ’900 – Sala lettura, Palazzo San Daniele (Piazzetta Antonicelli)
Presentazione del libro
«Inventare la memoria: giovinezza e antifascismo: Lalla Romano, Mario Soldati, Carlo Levi» di Elisa Donzelli (Marsilio, 2026)

«Una giovinezza inventata, che diventa verità nella vecchiaia» è la frase di Elias Canetti con la quale Lalla Romano apre il romanzo «Una giovinezza inventata» (1979), in cui l’autrice ha raccontato la propria vita di ragazza nella Torino degli anni Venti. Una vicenda simile riguarda lo scrittore, sceneggiatore e regista torinese Mario Soldati, suo coetaneo e amico, anch’egli diventato adulto in quella città dove, negli anni «misteriosi e ruggenti», operarono Antonio Gramsci e Piero Gobetti. Anche Carlo Levi, nato a Torino nel 1902, si forma e cresce nella particolarissima temperie culturale della città subalpina.

Il libro, frutto di un intenso scavo archivistico, intreccia alcune tappe decisive del percorso autobiografico dei tre scrittori piemontesi alla ricerca di affinità e differenze sul piano individuale e su quello della ricostruzione e della testimonianza storica. Con l’utilizzo di materiali inediti, l’autrice indaga la dialettica tra memoria e invenzione, intesa come dinamica solo in apparenza impossibile della scrittura narrativa di matrice autobiografica. Questo libro è anche l’occasione per una riflessione trasversale sulla storia della cultura novecentesca e sui confini tra diversi linguaggi; là dove letteratura, arte, storia, antropologia, psicoanalisi interagiscono nella formazione di una consapevolezza individuale e collettiva che getta le basi per una “relazione amorosa” con il mondo e la politica.

Con l’autrice dialogano Clara Allasia e Laura Nay.

In collaborazione con: Marsilio Editori, Scuola Normale Superiore di Pisa, Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti, Centro Studi Interuniversitario “Guido Gozzano-Cesare Pavese”.

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Mercoledì 25 febbraio 2026 – ore 18:00
Polo del ’900 – Sala Conferenze, Palazzo San Celso (Piazzetta Antonicelli)
Presentazione del libro
«L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica» di Niccolò Zancan (Einaudi, 2026)

Niccolò Zancan è dovuto andare via da Torino per mettere a fuoco le cose. Ed è dovuto tornare per trovare l’ultimo operaio e ascoltare la sua storia unica e fiera, prima che tutto questo mondo novecentesco svanisse dietro la curva del secolo. Anche in questo libro Zancan riesce a raccontare la cronaca urticante del nostro presente attraverso il suo stile poetico, senza venir meno alla critica sociale e civile.

«Lo senti questo silenzio? È la fabbrica che sta morendo». L’ultimo operaio di Mirafiori sta per andare in pensione. L’ultimo che ha indossato la tuta blu, l’ultimo che ha visto l’avvocato Agnelli e che ha tifato Juventus per riconoscenza. Non è più Cipputi, perché è un operaio ancora più disilluso e solo, ormai uscito persino dalle parole del mondo. Se ne va in dissolvenza, testimone di un passaggio storico. Mirafiori era la più grande fabbrica d’Europa. Oggi restano 4.080 operai addetti alla produzione, ma sono quasi sempre in cassa integrazione. Fissano il vuoto dai palazzi costruiti per loro, che si stanno spopolando come la città che li aveva accolti.

Con l’autore dialogano Franco Aloia, già segretario generale FIM-CISL Torino e Canavese, ed Ettore Boffano, già caporedattore di «Repubblica» e vicedirettore del «Fatto Quotidiano».

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Per ulteriori informazioni: http://www.fondazionedonatcattin.it

25/02/2026 00:00
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