Spazio Kairos, l’ex fabbrica di via Mottalciata 7 a Torino trasformata in teatro dalla compagnia Onda Larsen, celebra la Giornata mondiale della sindrome di down, riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti, l’inclusione e il benessere delle persone con sindrome di down. Questa data non è casuale: il 21/3 richiama la caratteristica genetica della sindrome di down, ovvero la trisomia del cromosoma 21.
Domenica 22 marzo 2026 alle 17.30 verrà offerta la merenda alle famiglie per introdurre il pubblico di ogni età, a partire dagli 8 anni, in un’atmosfera di accoglienza e condivisione che rispecchia i valori portanti dell’iniziativa. Chi vuole può arrivare con calzini spaiati o colorati per sostenere con sindrome di down: i calzini spaiati, infatti, hanno una forma che richiama quella dei cromosomi, ricordano l’unicità, la diversità e l’inclusione.
Alle 18 lo spettacolo “Despresso”. La produzione, firmata dal Collettivo Clochart di Trento, nasce dalla penna e dalla regia di Michele Comite con le coreografie di Hillary Anghileri: vede protagoniste sul palco Giorgia Benassi e Stefania Favero, quest’ultima in alternanza con Viviana Pacchin.
Lo spettacolo si sviluppa attorno all’incontro tra due fragilità speculari: Viviana, una giovane donna prigioniera dell’apatia e del buio della depressione, e Giorgia, una ragazza con la sindrome di down che decide di mettere in campo ogni risorsa a sua disposizione per aiutarla. Attraverso il linguaggio universale e poetico del teatro-danza e della clownerie, la narrazione scardina i pregiudizi comuni e invita gli spettatori a ribaltare il punto di vista tradizionale su chi sia realmente “diverso”. Il titolo originale è “DEsPRESSO” con la maiuscola posta strategicamente sulla parola “Presso”: suggerisce una riflessione sulla prossimità e sul bisogno intrinseco di connessione che accomuna ogni essere umano, indipendentemente dalle proprie condizioni cognitive o emotive.
Il fulcro drammaturgico dello spettacolo risiede nel paradosso della normalità. Il pubblico è portato a interrogarsi se sia più “normale” l’approccio pessimistico e disincantato con cui spesso affrontiamo la quotidianità o lo slancio vitale e positivo di Giorgia, che non si stanca mai di celebrare l’esistenza. In questo scambio di ruoli, dove chi solitamente è considerato destinatario di assistenza diventa invece il motore del cambiamento e del supporto, la diversità cessa di essere percepita come un limite per rivelarsi una risorsa preziosa e rigenerante. L’opera non si limita però all’analisi del presente, ma apre uno squarcio necessario sul tema del “dopo di noi”, esplorando con delicatezza il destino delle persone con disabilità nel momento in cui viene meno il supporto genitoriale e sottolineando l’urgenza di costruire reti di solidarietà e legami significativi che garantiscano una vita piena e dignitosa.
L’impatto visivo e performativo di DEsPRESSO, capace di alternare momenti di leggerezza clownesca a sequenze coreografiche di grande potenza espressiva, permette di trattare temi complessi come la salute mentale e l’inclusione sociale. Il legame che si instaura tra le due protagoniste diventa così il simbolo di una società che sa guardarsi negli occhi, dimostrando che la comprensione reciproca è l’unico strumento efficace per superare la solitudine. In questa cornice, lo Spazio Kairos conferma la sua vocazione di luogo dedicato a un teatro che non è solo intrattenimento, ma uno spazio di crescita collettiva e di indagine profonda sull’umanità contemporanea.
Biglietto unico: 9 euro. È necessaria la tessera Arci. Pacchetto famiglia (acquisto di minimo di 4 biglietti per lo stesso evento): 28 euro.
