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«Bisogno di accoglienza, opportunità di rilancio personale», la Diocesi in campo per l’emergenza freddo

Martedì 20 novembre 2018 mons. Nosiglia ha illustrato le attività a sostegno di chi è in difficoltà
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Martedì 20 novembre 2018 l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, ha presentato l’intervento integrativo coordinato dall’Arcidiocesi per il secondo anno del protocollo di intesa denominato «Piano di intervento integrato per il contrasto alla grave emarginazione e alla condizione di senza dimora di persone con fragilità sociali e socio-sanitarie» siglato nel 2017 tra Città di Torino, Arcidiocesi di Torino, ASL unica Torino e Città della Salute e della Scienza.

Qui di seguito il testo integrale della presentazione di mons. Nosiglia.

«Sono lieto e ringrazio di quanto si sta operando nella nostra città grazie all’impegno congiunto di Comune, Diocesi, associazioni ecclesiali e civili e volontariato per offrire ogni anno con importanti novità sempre più confacenti alle necessità di tanti poveri e bisognosi di accoglienza. Anche qui, come in altro ambito che riguarda il sociale (ricordiamo per tutti il tavolo interistituzionale dell’ex Moi), abbiamo attivato percorsi condivisi che mettono al centro la persona in quanto tale nella sua soggettività e specifiche esigenze di umanità, di solidarietà e di giustizia.

Quest’anno abbiamo alcune novità significative: penso alla scelta di avviare in concreto la chiusura della Pellerina, che rappresentava un bel polo di riferimento per l’emergenza freddo ma collocato in un posto e secondo modalità che – ogni volta che mi ci recavo – mi suscitavano forte disagio, data la condizione di accoglienza ben poco dignitosa per le persone. Ringrazio per questo l’assessore Schellino per aver trovato una soluzione al problema.

L’altra novità riguarda l’apertura di uno spazio di accoglienza notturna per le donne senza dimora, in modo da superare la loro solitudine, i rischi che nascono dal sentirsi abbandonate, giudicate; l’accoglienza per le donne è adeguata al loro modo di essere e al loro bisogno di protezione e promozione. La sede è presso la RSA Carlo Aberto di corso Casale, in sinergia con il gestore Cooperativa Quadrifoglio. Questo centro ha preso avvio la sera di lunedì 19 novembre. La terza novità è che gli ospiti avranno anche la possibilità di un pasto caldo ogni sera.

Obiettivi

Utilizzare la necessità di integrare posti letto temporanei in occasione dell’aumento del freddo per ospitare persone senza dimora normalmente riluttanti ad utilizzare i servizi di dormitorio così da inserirle in piccoli percorsi personali di inclusione, ricercando un approccio complessivo alla persona e non solo centrato su uno dei bisogni. Si intende inoltre dare particolare attenzione ai bisogni sanitari e di cura a persone che presentano anche difficoltà in ambito delle dipendenze (e, per questo, difficilmente inseribili nella rete ordinaria dei dormitori). E ancora: far maturare ed evolvere le modalità di co-progettazione, collaborazione e cogestione delle proposte di accompagnamento personale; dare attuazione a forme progettuali di presa incarico delle persone. Dare assoluta centralità alla persona e, dunque, trasformare una soluzione di emergenza in una prospettiva di percorso che abiliti gli individui, li sostenga nel cammino di evoluzione dalla povertà all’inclusione, al lavoro, all’abitazione.

L’anno scorso le persone ospitate in via Arcivescovado hanno detto cosa era per loro l’esperienza del dormitorio: aver costruito una comunità, perché alla sera tornavano in un tessuto di relazioni non a un “posto letto”. Per questo proponevano di continuare in modo permanente, anche terminata l’emergenza freddo.

Dobbiamo ancora lottare per l’accoglienza diffusa, che sensibilizzi tutta la nostra Città e i Comuni dell’area metropolitana per creare non solo servizi ma occasioni di percorsi di promozione umana, filiere di azioni e sostegni coordinate tra loro.

Strumenti

La rete di coordinamento facente capo all’Arcidiocesi mette a disposizione oltre 115 posti letto, con previsione di ospitare nel periodo invernale oltre 150 persone in situazione di senza dimora, uomini e donne. I posti sono suddivisi in 6 punti di accoglienza per un minimo di 15 e un massimo di 25 posti ciascuno, così da rendere il servizio il più umanizzante possibile. Due sedi ospitano persone che, oltre a essere senza dimora sono anche dipendenti da sostanze, da alcool, da gioco patologico.

Ogni sede è gestita da un ente operativo identificato dall’Arcidiocesi di Torino (il Sermig e il Centro Torinese di Solidarietà) sotto il coordinamento generale di Caritas diocesana.

Altre concrete possibilità di accoglienza notturna per es. al Sermig, al Cottolengo e diverse parrocchie, aggiungono oltre 100 posti.

Le attività sono iniziate giovedì 15 novembre e si protrarranno per circa cinque mesi.

Risorse

La rete dell’Arcidiocesi di Torino mette a disposizione spazi straordinari e intensifica contestualmente i servizi dei due centri diurni usualmente gestiti (“La Sosta… con gli amici di Gabriele” di via Giolitti e “Il Balsamo di Filomena” per senza dimora ammalati, trasferito da settembre in via Arcivescovado 12 C).

Inoltre mette a disposizione il sistema informativo chiamato “R.Os.Po.” in uso presso i centri di ascolto e di accoglienza per la registrazione e gestione degli accessi delle persone.

La Compagnia di San Paolo, su indicazione della Città di Torino, contribuisce finanziando parte del progetto e aiutando il monitoraggio delle azioni, curato dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse di Caritas Torino.

Concretizzazione della collaborazione con la Città

La collaborazione si sostenta operativamente nel fatto che le segnalazioni degli ospiti da accogliere viene fatta, dopo adeguato screening, da parte dell’Ufficio Comunale Adulti in Difficoltà con sede in via Bruino 4. Pertanto le 6 sedi coordinate dalla Diocesi si definiscono come accoglienze di “secondo livello”, non ad accesso diretto. Per tale motivo, almeno tendenzialmente, gli ospiti resteranno abbastanza stabili per tutto il periodo invernale, consentendo così di provare a predisporre progetti personalizzati agevolati dai gestori e dal centro di ascolto diocesano le Due Tuniche.

Le sedi

Le sedi operative sono le seguenti sei:

  1. Casa Betania presso la sede dell’Arcivescovado – via Arcivescovado 12 C: 25 posti letto per uomini – gestione operativa CTS
  2. “Accoglienza di Abramo” presso la sede del Seminario Metropolitano di via XX Settembre 81: 20 posti letto per uomini – gestione operativa Sermig
  3. “Accoglienza Tre Angeli” presso la sede del Seminario Metropolitano di via Cappel Verde 6, primo piano: 20 posti letto per uomini – gestione operativa Sermig
  4. “Comunità del Corso” presso la sede di Villa Pellizzari in corso Casale 396: 20 posti letto per uomini con problemi di dipendenza (questa sede svolge la sua opera fino al 31 agosto) – gestione operativa CTS
  5. “Comunità Superga” presso la sede di Villa Pellizzari in corso Casale 396 bis: 8 posti per uomini con problemi di dipendenza – gestione operativa CTS
  6. “Protagonista donna” presso la sede di RSA Carlo Alberto in corso Casale 56: 15 posti per donne – gestione operativa CTS

In Episcopio, nella casa del Vescovo, vengono ospitate altre cinque persone –gestione operativa CTS.

I due centri diurni

  • La Sosta … con gli amici di Gabriele” per accoglienza pomeridiana quotidiana fino a settanta persone in contemporanea; mette a disposizione anche la possibilità di un laboratorio di bricolage allo scopo di mantenere le abilità delle persone e produce piccoli oggetti soprattutto in legno e metalli (laboratorio “Daccapo”, via San Massimo 30/31). Sabato 24 novembre p.v., dalle 10 alle 19, organizza un open day in vista del Natale aperto ai cittadini per visionare i prodotti preparati ed in preparazione (tavolinetti, librerie pensili, quadri tridimensionali, oggettistica di abbellimento natalizio, miele prodotto nel progetto “Agrisister” di Caritas Diocesana), che si possono acquistare ad offerta
  •  “Il Balsamo di Filomena” per accoglienza diurna non festiva di persone senza dimora ammalate; intensifica la disponibilità di accoglienza grazie al suo recente trasferimento in via Arcivescovado 12 C, piano ammezzato.

Nel corso dell’anno confidiamo di poter estendere ancora le possibilità di accoglienza in altre strutture che necessitano di adeguate ristrutturazioni, in modo da rispondere alle crescenti domande che ci pervengono».