Dal 2025, grazie a 15 mila euro dei fondi dell’8xmille, la parrocchia San Paolo Apostolo di Torino possiede un nuovo campo da calcio che permette ai bimbi e ai ragazzi dell’oratorio di allenarsi in questo sport e di partecipare a partite e tornei.
Ad oggi si tratta di un’iniziativa ormai rodata, ma non è sempre stato così: «Io sono nata e cresciuta all’oratorio di San Paolo Apostolo che, quando ero piccola, rimaneva sempre aperto ed era ricco di attività e giochi per i ragazzi», racconta Giulia De Biasi, volontaria che si occupa dell’organizzazione e della gestione degli allenamenti e dei campi. «Nel tempo, però, l’oratorio è stato sempre meno frequentato, fino a quando, circa otto anni fa, un nostro parrocchiano ha deciso di farlo rivivere organizzando, nel vecchio campo da calcio, un laboratorio calcistico due volte a settimana, rivolto ai bimbi e ai ragazzi della zona», ha proseguito. Nel giro di qualche mese, con l’aumento dell’interesse e delle iscrizioni da parte dei giovani calciatori, l’iniziativa è diventata un’attività sempre più strutturata, fino ad accogliere ogni anno circa 60 bambini, dai 5 ai 14-15 anni, che si allenano in parrocchia quattro volte a settimana divisi per categorie. A quel punto, il vecchio campo da calcio dell’oratorio non era più sufficiente per accogliere tutti gli allenamenti, così si è resa necessaria la realizzazione di un secondo campo, che ha permesso, già nel primo anno del suo utilizzo, di ospitare partite, campionati e tornei, e che è stato sfruttato anche per le attività dell’Estate Ragazzi e del catechismo.
«Ad esempio, quest’anno abbiamo ospitato un torneo con 16 squadre, arrivate non solo dalle vicinanze, ma anche da Asti e da Casale Monferrato. E poi abbiamo partecipato a un campionato contro circa altre 50 squadre, di cui 5 di natura oratoriana come la nostra e le altre provenienti da società calcistiche. Ciò ha permesso di portare fuori dal quartiere la nostra realtà e di farla conoscere e ha rappresentato anche un’opportunità per confrontarsi con le altre squadre di oratori», prosegue De Biasi.
L’iniziativa, sostenuta dal parroco don Enrico Griffa, è portata avanti da un gruppo di volontari e da alcuni genitori che si prestano a seguire le attività: il Direttivo è composto da Giulia De Biasi, organizzatrice, Marco Montisanti e Luca Pier Paolo Aragno, allenatori, e Giuseppe Rumè e Caren di Fronso, che aiutano nella gestione delle attività. Il progetto è nato e continua a svilupparsi per «creare comunità e aggregazione, attirando giovani e famiglie. Tra tutti gli sport, il calcio è la migliore calamita per giovani e meno giovani: di recente, infatti, abbiamo creato anche una squadra di mamme che si allenano dopo i più piccoli», spiega De Biasi.
«Ormai qui si è creata una grande famiglia, più che un classico centro sportivo. E non puntiamo sulla competizione esasperata: il nostro è uno spirito inclusivo e non agonistico; non facciamo alcuna selezione e accogliamo tutti i bambini che hanno voglia di praticare questo sport, anche se hanno difficoltà economiche, hanno problemi motori o vivono in situazioni di svantaggio organizzativo. Sul campo azzeriamo le differenze: offriamo a tutti i bambini la possibilità di far parte di una squadra e di un gruppo e di sentirsi parte dello stesso mondo di quei ragazzini che frequentano le società sportive. Per noi il calcio è una vera scuola di vita», conclude.
Irene MASSERANO su «La Voce E il Tempo» del 5 luglio 2026
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