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9 Maggio 2021

Auguri di mons. Nosiglia alla comunità musulmana per la festa Eid e-fitr alla fine del digiuno

Mercoledì 12 maggio 2021 termina il Ramadan. Per l’occasione i parroci porteranno in moschea la lettera del Vescovo
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Nei giorni scorsi il Centro Peirone ha inviato ai parroci, nel cui territorio esistono una o più moschee, la lettera augurale dell’Arcivescovo ai musulmani per la festa Eid e-fitr alla fine del digiuno, che quest’anno cade mercoledì 12 maggio 2021.

Come in passato, l’Arcivescovo li invita a portare la lettera (in allegato a fondo pagina) alla/e moschea/e del loro territorio.

Spiega don Tino Negri, direttore del Centro Peirone: «È una buona opportunità di “dialogo interreligioso”, conoscersi, scambiare due parole, magari darsi un appuntamento attorno ad una tavola… Il dialogo cristiano-islamico, come il dialogo interreligioso in genere, non ha come scopo quello di confrontare dottrine ma di istituire rapporti di pace, giustizia, libertà, facendo cadere la diffidenza reciproca e collaborando nel campo dei grandi valori umani. Il cammino sarà lungo, ma comincia da piccoli gesti possibili».

E aggiunge: «A tale scopo, oltre alla lettera dell’Arcivescovo, abbiamo inviato [sempre in allegato a fondo pagina, ndr] il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” (2019), firmato congiuntamente da Papa Francesco e dal Grande Imam dell’Università di al-Azhar del Cairo, Che rappresenta certamente una conquista personale del Papa e della diplomazia Vaticana in direzione del dialogo con i musulmani Sunniti. E della volontà di costruire pace fra due religioni che per secoli si sono combattute mentre adesso cercano la convivenza».

E aggiunge: «Ricordiamo che nel suo recente viaggio in Irak il Papa, per la prima volta, ha incontrato il Grande ayatollah sciita al-Sistani, colloquiando della pace in questa regione martoriata da anni di guerra, e del diritto di tutti i popoli e nazioni, senza distinzioni di nessun genere, tantomeno religiose, di essere considerati cittadini da secoli residenti in queste terre e tutelati. Possiamo facilitare la “grande” pace se coltiviamo piccoli gesti di pace quotidiana».

«Sarebbe bello», conclude don Tino Negri, «che si recasse in moschea il parroco accompagnato da qualche persona; in ogni caso, qualcuno che si presenta a nome della parrocchia». È sufficiente presentarsi 15 minuti prima delle preghiere, parlare con l’imàm, e chiedere di leggere la lettera augurale dell’Arcivescovo alla fine della loro preghiera. Il momento più opportuno per fare questo è la preghiera di venerdì a mezzogiorno, il giorno del culto comunitario dell’islam. Altro tempo utile è la preghiera della sera.