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1 Ottobre 2012

«Casa di nonno Mario»: parte la fase operativa

Un aiuto concreto della Caritas per i padri separati. Inaugurazione il 3 ottobre con l’Arcivescovo
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Il 4 ottobre un papà e i suoi figli hanno inaugurato la «Casa di Nonno Mario». Sono i primi ospiti del nuovo servizio che la Caritas diocesana in collaborazione con le cooperative Synergica, Di Vittorio e Lavoro e Solidarietà ha messo in campo per sostenere i papà separati che si trovano in difficoltà anche economiche. Il 3 ottobre, ad un anno esatto dall’apertura nei nuovi locali di corso Mortara 46/c del centro d’ascolto diocesano della Caritas «Le due tuniche» (mentre andavamo in stampa) l’Arcivescovo ha benedetto l’alloggio «di Nonno Mario», sempre in corso Mortara, ma al civico 42, che accoglierà genitore e figli nell’ambito del progetto «Àncòra papà». «Due tappe significative – spiega Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana – che testimoniano il nostro modo di procedere. Prima l’ascolto, l’accoglienza, la ricezione del problema, poi il progetto, la rete sul territorio e l’avvio della fase operativa».
 
«Tra quanti, sempre più nume rosi, si rivolgono al centro d’ascolto – prosegue Dovis – abbiamo verificato la presenza di tanti papà separati che manifestano non solo difficoltà economiche legate alla perdita del lavoro, ma anche problemi di autostima e di rapporto con i figli. Spesso in seguito alla separazione si tratta di papà che sono tornati a vivere con i propri genitori non potendosi più permettere un affitto, papà che quindi non hanno più spazi adatti a trascorrere del tempo insieme ai figli senza ingerenze di altri familiari e spesso ricorrono ad incontri al bar o ai giardini d’estate, e si sentono frustrati da questa provvisorietà, quasi sminuiti nel proprio ruolo di genitori. Vorrebbero garantire ai figli una vita serena e autonoma e si trovano ad avere loro stessi ancora bisogno dei genitori…».
 
Così tre mesi fa è nato il progetto «Àncòra papà», dove entrambi gli accenti sulla parola «ancora» richiamano proprio il desiderio di favorire la continuità del cammino genitoriale e al tempo stesso il sostegno concreto offerto ai papà. Il progetto prevede la messa a disposizione dei padri separati della «casa di Nonno Mario»: 120 metri quadrati al civico 42 di corso Mortara 42 (torre Antonino Monaco – 18° piano) offerti in comodato d’uso gratuito dalla Cooperativa Di Vittorio. Qui, attraverso la gestione della Cooperativa Synergica (la Cooperativa Lavoro e Solidarietà ha contribuito con un sostegno economico alle spese d’avvio: arredamento dell’alloggio, l’allacciamento delle utenze ecc.) possono essere ospitati papà separati (con l’autorizzazione del tribunale ad incontrare i figli) con bambini da un minimo di un paio d’ore ad un massimo di 4 giorni.
 
Si tratta di un alloggio con una cucina per preparare un pasto da mangiare insieme, una camera per il papà e una per i bambini con giochi un po’ per tutte le età. Una casa accogliente e familiare intitolata al diacono Mario Devito, scomparso nei mesi scorsi che ha testimoniato per tutta la sua vita i valori dell’accoglienza, della famiglia dell’ascolto verso chi fa più fatica.
 
I papà interessati potranno far richiesta attraverso una prenotazione telefonica (011.2072276-011.2073730 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18) o attraverso una mail appositamente creata (casanonnomario@yahoo.it) ma anche i servizi del volontariato, del privato sociale e del pubblico, tribunali, avvocati potranno segnalare casi che necessitano di accoglienza. Effettuata la prenotazione è previsto un colloquio conoscitivo in seguito al quale si concordano le modalità di accesso alla struttura (già una decina i papà che avendo saputo del progetto sono in lista). «Non esigiamo una pigione – prosegue Dovis – ma ai papà che ne hanno la possibilità è richiesto un simbolico contributo per le spese di pulizia, luce e gas che non supera i 16 euro per 4 giorni interi».
 
Il servizio è rivolto anche a padri (anche non separati) che hanno i figli inseriti insieme alla madre in comunità residenziali (per via di sfratti o altre problematiche) e padri separati «fuori sede»: ossia tutti quei padri che per vari motivi si trovano ad abitare lontano dai propri figli e non hanno la possibilità di vederli con frequenza per via dei costi che devono sostenere per risiedere temporaneamente in città.
Federica BELLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 7 ottobre 2012