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17 Dicembre 2012

Colletta nelle parrocchie per pagare l’affitto a chi è in difficoltà

La «Giornata per la casa» promossa da mons. Nosiglia in collaborazione con Caritas diocesana. Invito a enti proprietari di case perché mettano gli alloggi a disposizione
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La crisi si combatte, oltre che con gli strumenti economici e sociali, con una più precisa consapevolezza dell’impegno di «cittadinanza» cui tutti siamo chiamati. Nell’omelia con cui ha aperto il 2013, alla mezzanotte del 1° gennaio in Cattedrale, mons. Nosiglia ha lanciato una nuova proposta di vicinanza e solidarietà con chi è più colpito dalla crisi, illustrando però anche le ragioni profonde che, per i credenti, motivano tale impegno.
 
Nelle prossime settimane la Chiesa di Torino proporrà a tutte le comunità cristiane delle parrocchie un impegno comune per affrontare una nuova «emergenza di povertà» che la crisi sta portando allo scoperto: quella delle famiglie che, per mancanza di reddito, non riescono più a pagare l’affitto. È un altro anello della catena di impoverimento: la perdita del lavoro comporta non solo rinunce ai consumi, revisioni dei progetti di vita ma tocca ormai anche dimensioni essenziali come l’abitare. L’idea, allora, è di proporre un impegno comune di tutte le parrocchie affinché si raccolgano aiuti economici per il pagamento degli affitti almeno per 6 mesi, per evitare un’ondata di sfratti per morosità incolpevole che avrebbe effetti devastanti.
 
Le parrocchie
Sono le parrocchie a conoscere queste situazioni; e in molti casi interventi di sostegno in questo senso sono già in atto. Ma un impegno corale dell’intera diocesi renderà più visibile questo sforzo, e forse aiuterà anche a trovare strumenti normativi che allevino le situazioni più delicate. La Caritas diocesana, ha annunciato mons. Nosiglia, sarà presente con un proprio sostegno economico diretto dove più necessario, e per offrire alle parrocchie ogni consulenza tecnica utile.
La «Giornata per la casa» viene preparata e sarà lanciata nelle prossime settimane. All’iniziativa mons. Nosiglia ha accompagnato, sempre nell’omelia di Capodanno, un appello agli Enti pubblici e privati «proprietari di appartamenti a venire incontro alle esigenze di queste famiglie commisurando l’affitto alle concrete possibilità di ciascuna. È un obbligo morale che ogni componente della nostra società si faccia carico per la sua parte, di un supplemento di impegno per affrontare insieme uno dei problemi più spinosi che assilla migliaia di famiglie nella nostra città e territorio».
 
La figura di Maria
Questa nuova iniziativa contro la crisi si inserisce, ha spiegato mons. Nosiglia, propriamente nel contesto della giornata di Capodanno, dove la Chiesa invoca la Vergine Maria come Madre di Dio, e celebra, dal 1968, la Giornata mondiale della pace – che significa, come ha ricordato nel suo messaggio papa Benedetto, un’attenzione specifica alla famiglia e agli operatori di pace. Maria, che «custodisce queste cose meditandole nel suo cuore», richiama ciascuno di noi al valore della «coscienza», della consapevolezza del nostro essere cristiani e cittadini. «Oggi in molti cristiani e anche uomini e donne di buona volontà la coscienza è come addormentata. Da qui nascono tanti compromessi con le culture dominanti che conducono alla separatezza tra ciò che si crede e ciò che si vive ogni giorno (…) Una coscienza assopita conduce all’impotenza e alla rassegnazione: realtà che impediscono di credere nella forza dirompente della verità e del bene e di lottare con impegno contro ogni forma di ingiustizia e di malaffare pagando se necessario il prezzo dell’emarginazione».
 
Mons. Nosiglia, guardando alla situazione del territorio torinese in questo inizio d’anno, ha voluto anche citare le ragioni di speranza collegate con la possibilità di una ripresa delle attività produttive nello stabilimento Fiat di Mirafiori: «Ho apprezzato la volontà di assicurare il suo futuro produttivo e mi auguro che nei prossimi mesi del 2013 vi siano dei segnali concreti per un ritorno alla normalità del lavoro, anche per dare respiro al vasto indotto che da esso dipende, insieme alle speranze di tante famiglie.
 
Le elezioni
Sempre nell’omelia di Capodanno l’arcivescovo ha ricordato le prossime scadenze elettorali in Italia, augurandosi che «le forze politiche impegnate in questo tempo di campagna elettorale» evitino di «creare una situazione di disaffezione dalla partecipazione all’esercizio attivo della cittadinanza. È necessario che i messaggi offerti siano costruttivi e chiari, senza slogan fatti di promesse troppo spesso disattese, indicando con realismo, ma anche con speranza, programmi e passi concreti da compiere sulla via della corresponsabilità nella faticosa ricerca del bene comune. L’esempio di onestà, equità, giustizia e solidarietà deve venire dall’alto se vuole essere autorevole e capace di suscitare adesione e imitazione da parte delle giovani generazioni che scelgono di prepararsi a svolgere un servizio all’interno delle istituzioni».
 

 

(sintesi dell’omelia di Capodanno a cura di Marco Bonatti)