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Commento giovedì 3 aprile 2014

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Giovedì 4ª settimana di Quaresima (Es. 32,7 – 14; Sal 35; Gv. 3,31 – 47)

«Le scritture mi rendono testimonianza. Venite a me per avere la vita eterna»

Il discorso tra Gesù e i farisei diventa sempre più aspro. Gesù testimonia di se stesso per portare gli uditori a riconoscere in Lui l’inviato dal Padre, e lo fa citando: la parola di Giovanni il Battista, le opere di vita da lui stesso compiute per mandato di Dio, la voce del Padre, le Scritture…

Tutte queste cose i giudei le sanno, essi però prendono gloria gli uni dagli altri, anziché glorificare Dio.

Ger, 31-33 «Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò nel loro cuore, sarò il loro Dio ed essi il mio popolo»

Sal 18 «La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima, la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice»

Il Signore ha scritto la sua legge di vita nel cuore del popolo d’Israele, nel cuore di ognuno di noi. La legge di Dio è per la vita, ma come il popolo d’Israele spesso anche noi ne facciamo un percorso di morte. Essi si sono chiusi rifiutandosi di riconoscere in Gesù il Figlio di Dio, ma quante volte noi, cristiani, lo riconosciamo e lo testimoniamo nelle occasioni concrete della vita di tutti i giorni, soprattutto quando andare dietro a lui significa portare con Lui la croce?

  «E’ noto infatti fratelli che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani» (2Cor 3,3).