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Commento martedì 25 marzo 2014

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Martedì 3ª settimana di Quaresima, Annunciazione del Signore (Is 7,10-14; 8,10c Sal 39 Eb 10,4-10 Lc 1,26-38)
 
«Come avverrà questo? Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,34.37)
Come ringrazio Maria per quella sua domanda! Non è per mettere in dubbio il messaggio di Dio, e tanto meno la sua possibilità di « operare ciò che desidera » (Is 55,11)! Ma è per chiedere lumi alla mia intelligenza, affinché io capisca. Ma Dio è netto e coerente. Da sempre mi chiede di fidarmi di lui, senza chiedere troppe spiegazioni. D’altronde, come sempre, Dio è paziente e mi dà il tempo di convertirmi. Infatti, a Maria spiega come avverrà il concepimento e la gravidanza. In più le offre un segno: Elisabetta, la « sterile », è al sesto mese! Com’è difficile trovare il giusto equilibrio tra l’utilizzo del dono dell’intelligenza ed il lasciare spazio a Dio!
 
Io credo che Maria, in quei pochi minuti, si sia sentita sconvolta. Non deve essere stato facile per lei, ragazzina, capire, valutare, accettare, scegliere. Certo la sua anima aveva una certa dimestichezza con la parola di Dio e sapeva cogliere i suoi segni. Credo, però, che abbia avuto ancora qualche attimo di ponderazione su quell’ultima affermazione: « Nulla è impossibile a Dio ». A quel punto ha scelto: diventare serva per il Regno di Dio, qui, in terra, dove lei avrebbe partorito Gesù. Forse non si rendeva completamente conto di che cosa comportasse quella scelta. Ma si è fidata di Dio e gli ha delegato il futuro, dando la sua disponibilità. Il che non è poco! Io cosa scelgo?