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Consiglio presbiterale e “fase 2”, al via confronto su nove ambiti

Nove punti nodali su cui intervenire e dialogare tramite un forum online
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La «fase 2» interroga la nostra pastorale. Abbiamo, in questo tempo, bisogno di visione. Per questo la segreteria del Consiglio presbiterale ha pensato di coinvolgere tutto il Consiglio in questa ricerca, a partire dal nostro vissuto di questo tempo. Sono tanti i «cantieri» da aprire e accompagnare. Ne abbiamo individuati nove (se necessario, altri se ne aggiungeranno).

Un primo cantiere riguarda la celebrazione della Messa: a quali condizioni? Con quali precauzioni? Ma anche: quali forme di preghiera comunitaria mettere in atto? Come affiancare modalità online agli incontri in presenza?

Un altro cantiere è quello della celebrazione dei Sacramenti e percorsi di preparazione: come riprendere gli itinerari che sono stati interrotti? Celebrare i sacramenti prima o dopo? Può essere un’opportunità per ripensare questo nodo?

La necessità del «distanziamento sociale» e la ripresa delle relazioni e della vita di comunità è un terzo capitolo. Come ricostruire le nostre comunità, superando la paura gli uni degli altri, la diffidenza e il sospetto che potranno insinuarsi?

Ci sono poi alcune situazioni specifiche che ci interpellano. L’estate e le sue iniziative; le scuole paritarie, parrocchiali e non, in evidente sofferenza, non solo per la questione economica ma anche riguardo al futuro.

E, a proposito di economia, la grave crisi colpisce anche le parrocchie, sia per le esigenze interne sia per l’azione caritativa. Come è possibile intervenire a supporto delle parrocchie? Quali buone pratiche mettere in atto per rispondere alle situazioni di povertà, in sinergia con gli interventi dell’amministrazione pubblica?

La settimana prossima ricominceremo a celebrare i funerali, pur con un numero ridotto di persone. Come farlo? E successivamente, come fare memoria di coloro che sono defunti in questo tempo?

Ci sono infine due importanti capitoli. L’esigenza di approfondire la spiritualità laicale, superando immagini di un Dio un po’ mago un po’ interventista. È in gioco una corretta idea dello spazio della fede nella vita della persona. E che cosa vuol dire, per tutti, vivere al tempo del coronavirus. Il sistema consumistico è stato messo pesantemente in discussione. Sanità, scuola, lavoro, trasporti, divertimento… in dialogo con ogni uomo, c’è da edificare un mondo nuovo. Economia circolare; comunità solidale e responsabile, possono essere alcune delle «parole chiave» che guidano questa riflessione.

Nove cantieri, sui quali dai prossimi giorni innanzitutto i membri del Consiglio presbiterale saranno invitati a intervenire e dialogare tramite un forum online, in attesa di poterci incontrare per provare a individuare alcune linee e attenzioni di azione come comunità ecclesiale. Contributi che, a partire dalle esperienze, dai tentativi, ma anche dalle sensazioni vissute, ci permettano di pensare e costruire il futuro.

don Geppe COHA e la segreteria del Consiglio Presbiterale