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Da “Farina nel sacco” il panettone dietro le sbarre

Disponibile nella panetteria di via Massena a Torino
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Il panettone per le feste natalizie di quest’anno viene dai forni del carcere delle Vallette: il dolce tradizionale prodotto artigianalmente e per la prima volta nelle carceri di Torino con lievito madre e ingredienti naturali, in versione classica o con gocce di cioccolato è l’ultimo dei tanti prodotti che si possono acquistare nella panetteria «Farina nel Sacco» in via Massena 11/c. Il punto vendita gestito dalla Cooperativa Sociale Ecosol, che aderisce a Confcooperative, da anni lavora nelle carceri torinesi per l’inserimento al lavoro dei detenuti. L’iniziativa, presentata a Torino nei giorni scorsi e il progetto «Farina nel sacco» sono nate dalla volontà di unire qualità di prodotto e un concreto impegno sociale.
 
Tutti i prodotti vengono realizzati nel forno della casa circondariale Lorusso e Cutugno dove i detenuti affiancati da panettieri professionisti lavorano regolarmente assunti e vengono inseriti in un percorso di formazione professionale finalizzato a garantire un alto livello di preparazione e uno sbocco occupazionale una volta scontata la pena. «La qualità delle materie prime, la ricerca, la formazione, l’occupazione sono la caratteristica principale di questo progetto – spiega Emilia Luisolo, responsabile della panetteria − Siamo presenti con il nostro negozio dal gennaio scorso ma da novembre abbiamo iniziato la collaborazione ufficiale con «Qui da Noi», il marchio che identifica i punti vendita e gli spacci aziendali di numerose cooperative aderenti a Confcooperative».
 
«Farina nel sacco» utilizza farine selezionate e macinate a pietra, segale e farro integrale, farro monococco, grano duro e grano saraceno provenienti dal Mulino della Riviera di Dronero della famiglia Cavanna. In questi mesi i risultati raggiunti sono stati più che soddisfacenti, sia dal punto di vista dell’organizzazione della produzione che delle vendite. «Anche se siamo consapevoli che si può fare molto di più – conclude Emilia Luisolo – oltre al panettone, tra le novità più recenti, si è aggiunta la produzione dello zafferano proveniente dal vivaio del carcere, gestito dalla cooperativa in cui lavorano i detenuti. I proventi della panetteria servono per pagare gli stipendi degli addetti e vengono costantemente reinvestiti nella produzione e nella ricerca».
 
Per infomazioni: info@farinanelsacco.it – tel. 011.0768749.
 

(testo tratto da «La Voce del Popolo» del 6 dicembre 2015 a cura di Consolata Morbelli)