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Diocesi in festa per l’ordinazione di 5 nuovi diaconi

La cerimonia domenica 15 febbraio 2015 al Santo Volto
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Pubblichiamo di seguito il testo di don Ferruccio Ceragioli, rettore del Seminario Maggiore, pubblicato su «La Voce del Popolo» del 15 febbraio 2015.
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Domenica 15 febbraio alle 15.30 al Santo Volto cinque seminaristi saranno ordinati diaconi dall’Arcivescovo Cesare Nosiglia in vista della successiva ordinazione presbiterale. Si tratta sempre di un momento importante per la vita della nostra Diocesi, ma in questa occasione ci sono anche alcuni fattori che rendono l’evento particolarmente singolare. I cinque candidati sono uomini adulti, tra i 37 e i 50 anni, uomini che portano con sé una ricca e variegata esperienza di vita nel mondo della scuola, del lavoro, del volontariato, delle esperienze ecclesiali. Li presento brevemente uno per uno, in ordine di età.

Il primo, Riccardo Florio, viene da San Severo in provincia di Foggia in Puglia. Ha lavorato per molti anni nel settore informatico e proprio per ragioni di lavoro si è poi trasferito a Torino, dove ha iniziato il suo percorso di discernimento vocazionale. Nei primi anni di formazione è vissuto presso la parrocchia della Divina Provvidenza in Torino accompagnato da don Sergio Baravalle, incaricato dal cardinale Poletto di seguire le vocazioni adulte, successivamente e fino ad oggi ha prestato servizio presso la parrocchia di San Paolo Apostolo sempre a Torino.

Il secondo, Giorgio Allegri, è un monaco. Originario di Domodossola, Giorgio si è laureato in medicina e dal 1985 appartiene alla Fraternità Monastica di Montecroce, nella quale ha fatto nel 2001 la professione perpetua. È una piccola comunità situata in località San Valeriano a Cumiana, che svolge un preziosissimo servizio per molte persone che trovano lì occasioni di ascolto della Parola, di preghiera e di confronto sulla loro vita.

Gli altri tre che ora presenteremo appartengono invece alla Fraternità della Speranza del Sermig. Lo Statuto della Fraternità recentemente approvato dall’Arcivescovo prevede la possibilità che membri della Fraternità stessa possano diventare preti e venire incardinati nella Diocesi di Torino per essere poi destinati, di norma, al servizio del Sermig. I primi tre che diventeranno diaconi e poi, a Dio piacendo, preti, sono appunto Lorenzo Nacheli, Simone Bernardi e Andrea Bisacchi. All’interno della Fraternità della Speranza e nel confronto con Ernesto Olivero e con altre figure, tra le quali è importante ricordare in particolare dom Luciano Mendes de Almeida, vescovo di Mariana e presidente della Conferenza episcopale del Brasile, prematuramente scomparso, tutti e tre hanno maturato la vocazione anche al ministero presbiterale e ad esso si sono preparati attraverso gli studi teologici e i percorsi formativi.

Lorenzo viene da Milano e dopo molte esperienze con la sua parrocchia è entrato nel Sermig fin dal 1996. Tre anni dopo, nel 1999, è stato mandato all’Arsenale della Speranza di San Paolo del Brasile e lì è rimasto fino a ottobre dell’anno scorso, quando è ritornato in Italia per intraprendere l’ultima parte del cammino di formazione in vista del presbiterato. Simone è invece originario della nostra Diocesi e precisamente di Cumiana. Anche lui attraverso il cammino parrocchiale ha incontrato il Sermig dove ha trovato la sua casa. Dal 2005 si è trasferito in Brasile e lì, insieme a Lorenzo, ha gestito l’Arsenale della Speranza di San Paolo, per poi rientrare in Italia nell’ottobre scorso. Simone e Lorenzo prestano servizio parrocchiale presso la parrocchia di Maria Speranza Nostra a Torino. Infine il più giovane: Andrea. Andrea viene da Savignano sul Rubicone in provincia di Forlì-Cesena. Ha frequentato la parrocchia e poi gli scout dell’Agesci e dal 1998 ha iniziato il suo percorso nel Sermig, restando a Torino all’Arsenale della Pace e diventando responsabile del ramo maschile dei consacrati della Fraternità della Speranza. Andrea svolge il suo servizio parrocchiale a san Gioacchino, la parrocchia nel cui territorio ha sede il Sermig.

Cinque uomini con cinque storie diverse, tutte ricche e belle, tutte segnate dall’accoglienza della visita di Dio e dalla disponibilità a rispondere alla sua chiamata. Un bel segno di speranza per la nostra Chiesa e un invito per i giovani a non aver paura di lasciarsi raggiungere dal Signore e dal suo amore.

don Ferruccio CERAGIOLI
rettore del Seminario Maggiore
 
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 15 febbraio 2015.

Sul profilo Facebook del Sermig ampia fotogallery dell’ordinazione.