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21 Novembre 2012

Essere informati. Da chi, e perché

Domenica 25 novembre la Giornata dei settimanali diocesani: il messaggio dell'Arcivescovo
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Carissimi,
quando mi capita di parlare del giornale diocesano « La Voce del Popolo» e del settimanale «Il nostro tempo», di solito assisto a due reazioni diverse. Le persone che in genere si definiscono laiche e gli operatori dei media danno spesso una valutazione positiva sui contenuti e talora anche sull’autonomia dei nostri periodici, tanto da riprenderne qualche articolo o dibattito. Per contro, proprio in ambienti ecclesiali, si dice che sono giornali che non incuriosiscono, con argomenti moraleggianti e all’insegna del «va tutto bene»; infine, che la gente legge sempre meno (è un dato negativo sotto tanti aspetti) e, a causa della crisi, non spende soldi per il giornale.
 
Alcune osservazioni talvolta possono essere vere e stimolano per rinnovarsi, ma non credo che anche i grandi giornali nazionali o locali che vanno per la maggiore siano esenti da critiche anche severe. Bisognerebbe chiedersi, allora, come mai per tanti altri giornali i soldi si trovano e se non siamo tutti un po’ prevenuti sulla stampa cattolica e in particolare sui settimanali diocesani.
 
Come ho detto più volte, tutti dovremmo avvertire come impegno, non come optional, l’essere informati e documentati sui fatti di «casa nostra», si tratti degli interventi del Papa e della Cei, o degli avvenimenti e iniziative della nostra Diocesi, senza lasciarci influenzare dalle emozioni di un fatto di cronaca o da chi grida più forte, specie se alla televisione. Nella città di Torino la pluralità delle voci e dell’informazione non è tra le più alte; pensate che cosa accadrebbe se sparissero anche i nostri due settimanali!
 
Per questi motivi, proprio nell’Anno della fede da poco iniziato, invito tutti a diffondere «La Voce del Popolo» e «Il nostro tempo». Sicuramente nelle nostre parrocchie, nei Consigli parrocchiali, nelle équipe di Unità Pastorale, nelle scuole, nelle associazioni di volontariato, ci sono persone che sarebbero liete di leggerli. Vi chiedo con semplicità ma con serietà di farvene promotori e di abbonarvi o di rinnovare l’adesione.
 
Un «grazie» di tutto cuore, infine, ai direttori, redattori e collaboratori impegnati, anche in silenzio, a migliorare e diffondere «La Voce del Popolo» e «il nostro tempo». Affido tutti loro e tutti voi alla Vergine Consolata e Consolatrice, Patrona della Diocesi.
Mons. Cesare NOSIGLIA
Arcivescovo
Torino, domenica 25 novembre 2012 Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo