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Estate Ragazzi negli oratori: si parte

Da lunedì 13 giugno 2016 fino a luglio in 57 centri torinesi, diocesani e salesiani
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Lunedì 13 giugno 2016, subito dopo la fine delle scuole, prende il via una nuova Estate Ragazzi per 57 oratori torinesi, 45 diocesani e 12 salesiani. I diversi centri estivi saranno aperti da lunedì a venerdì dalle 8 alle 17 con servizio mensa, alcuni fino a metà luglio, la maggior parte saranno in attività fino a fine luglio.
 

Le esperienze estive delle diverse parrocchie e oratori si basano sul servizio gratuito degli animatori, la maggior parte giovani delle scuole superiori e universitari, formatisi attraverso i cammini dei gruppi parrocchiali, degli oratori salesiani e delle associazioni del mondo ecclesiale e attraverso i diversi percorsi formativi nell’ambito del progetto «Per chi vuole starci» proposti dall’associazione oratori «Noi Torino» e dall’Ufficio di Pastorale giovanile della diocesi. Gli oratori accoglieranno bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni per un servizio sempre più richiesto dalle famiglie torinesi, con un incremento esponenziale di quelle di origine straniera, che rimangono in città durante l’estate.

 

L’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, attraverso una convenzione stipulata con la Noi Torino e l’Ags (associazione giovanile salesiana), ha stanziato 200 mila euro che saranno suddivisi tra 57 oratori torinesi, attraverso il progetto «Cogli l’estate 2016», in base ad alcuni parametri fra cui il numero di iscritti, servizio di mezza giornata o giornata intera, con o senza mensa. In particolare la Compagnia coprirà le spese totali di due settimane di centro estivo a 160 minori di famiglie indigenti assistite dall’Ufficio Pio. Oltre ad essi, per i quali tuttavia la copertura delle spese rimane solo parziale (due settimane), nelle parrocchie continuano ad aumentare le famiglie che si trovano in difficoltà a saldare la quota d’iscrizione per l’Estate Ragazzi, una quota già molto contenuta rispetto ai centri estivi comunali, che le parrocchie chiedono per la copertura parziale delle spese organizzative. «I sussidi pubblici – spiegano parroci e responsabili -– non sono sufficienti per coprire le spese di iscrizione di chi non riesce a pagare l’intera quota».

 

Ed ecco dunque la nascita di progetti di solidarietà (parrocchia Sant’Anna, Santa Giulia, Santa Rita per citarne alcune) che le singole parrocchie da alcuni anni attivano per farsi carico delle famiglie che fanno più fatica.

 

Il Comune di Torino agli oratori che hanno aderito a «Cogli l’estate» mette, inoltre, a disposizione le piscine comunali e alcune attività di laboratorio in musei e associazioni. Per bambini e ragazzi sarà «un’estate da campione!». È il titolo del sussidio «Una vita da campione, per uno scatto da beato », edizioni Elledici, realizzato da «Animagiovane», in collaborazione con la Pastorale giovanile diocesana e la Noi Torino, che, nel pieno del Giubileo della Misericordia, guiderà le giornate dei centri estivi. «Olympia Cup» è il torneo fra polisportive alla base della storia che rappresenta il filo rosso dei diversi momenti di animazione, dalle preghiere, alle attività formative, ai giochi, ai laboratori, alla festa finale. I protagonisti, sei atleti della «Compagnia del Bracciale», ognuno alter ego dei partecipanti ai centri estivi, attraverso sfide sportive, saranno alle prese con la ricerca della felicità per diventare «campioni di Vita». Qual è la vera felicità? Esiste una felicità valida per tutti? Sono le domande a cui i protagonisti tenteranno di dare risposta.

 

Pian piano i personaggi, e dunque i ragazzi dei centri estivi, scopriranno la risposta «controcorrente» che ha dato Gesù utilizzando otto frasi che iniziano con la parola «Beato», le «beatitudini » (Mt 5, 1-12), al centro dell’Anno Santo ed in particolare della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

 

Ed ecco dunque due testimoni offerti ai ragazzi: due giovani beati che hanno amato e vissuto lo sport con passione, il beato Pier Giorgio Frassati, il giovane torinese delle otto beatitudini, e il beato Alberto Marvelli, l’ingegnere della carità, giovane ferrarese che operò a Torino negli anni ‘40. Entrambi hanno confermato come lo sport e la carità siano strettamente legati.

 

(testo tratto da «La Voce del Popolo» del 12 giugno 2016 a cura di Stefano DI LULLO)