«Il diavolo in noi» sul nuovo numero di Donne Chiesa Mondo

Disponibili online gli articoli del numero di luglio del mensile de "L'Osservatore Romano"

Che volto ha oggi il diavolo? E quali sono i “demoni” che limitano la libertà delle donne? A questi temi è dedicato il numero di luglio 2026 di «Donne Chiesa Mondo», il mensile femminile de «L’Osservatore Romano» curato da Rita Pinci. Titolo di copertina «Il diavolo in noi», l’immagine è un’opera di Matteo Basilé.

Per rispondere, la rivista vaticana sceglie innanzitutto di smontare uno degli stereotipi più antichi: l’associazione tra donna e diavolo.

«Le donne – scrivono Lucia Capuzzi e Rita Pinci nell’apertura – intanto non sono il diavolo, anche se per secoli la cultura occidentale le ha spesso raccontate come sue alleate. Eva è stata letta come la responsabile della Caduta, la donna che induce Adamo alla disobbedienza; Dalila è diventata il modello della seduttrice manipolatrice destinato ad attraversare i secoli: è la donna che tradisce Sansone, rivelandone il segreto e facendogli recidere con l’inganno le sette trecce in cui risiedeva la sua forza prodigiosa. Lo stesso pregiudizio emerge nelle parole di Tertulliano, che nel II secolo d.C. definisce la donna “porta del diavolo”, contribuendo a consolidare una lunga tradizione di sospetto verso il femminile. Perfino le leggende popolari raccontano questa associazione». Si parte dalla domanda: chi è oggi il “diavolo delle donne”? La forza che, nella tradizione cristiana, divide l’essere umano da Dio, dagli altri e da se stesso assume ancora i tratti del vecchio pregiudizio che identifica il femminile con la tentazione oppure si manifesta in forme nuove, più sottili e quotidiane?

La lettura storica e simbolica lascia spazio all’indagine sui “demoni” contemporanei.

Per la scrittrice Rosa Matteucci, il daimon che insidia da sempre la figura femminile è l’ossessione per modelli di bellezza e perfezione del corpo imposti. «Il muliebre sembiante non va mai bene, non è andato mai bene, il corpo di una femmina deve essere per statuto sadico-demenziale modificato, umiliato, esaltato secondo i diktat del meretricio, trasformato in ossequio a canoni fuori da ogni logica, per le stesse donne inconcepibili ma supinamente accolti e perseguiti con impegno e dedizione».

Per la scrittrice Dacia Maraini, intervistata da Gloria Satta, il nemico invisibile è la mancanza di fiducia in se stesse: «Per colpa dell’educazione patriarcale e misogina si sono convinte di non valere abbastanza, di non possedere la capacità di giudizio e, ancora peggio, che la loro parola non è prestigiosa o affidabile come quella degli uomini». Per la regista Cristina Comencini, invece, il vero ostacolo è la paura di osare, di mettersi in gioco e di seguire le proprie aspirazioni, diventando ciò che si è davvero e non ciò che la società si aspetta.

Simonetta Sciandivasci ribalta la prospettiva: e se l’essere umano non fosse solo un essere desiderante, come spesso racconta la modernità, ma anche contemplativo? Se il diavolo era la metafora di un mondo in cui tentazione e trasgressione avevano ancora un ruolo centrale, «ora che non c’è più quel diavolo lì (e come potrebbe, se ogni desiderio è un ordine su Amazon e ogni tentazione è un bene di consumo alla portata di tutti?)» e ora che siamo in “piena regressione del sesso”, ciò che davvero ci tenta oggi è il benessere, il relax – anche digitale –, l’elisir di lunga vita e la forma fisica.

La biblista Marinella Perroni ricorda che, nella Genesi, Satana non compare: nell’Eden ci sono solo Adamo, Eva e il frutto. La storica Adriana Valerio affronta il tema dei sette demoni della Maddalena e dell’antico equivoco che ancora pesa sulle donne; la teologa Miriam Francesca Bianchi riflette sull’immaginario del male; Federica Re David ripercorre la caccia alle streghe e le radici storiche di una persecuzione durata secoli; Francesca Nunberg racconta la figura di Lilith, madre di tutti i demoni nella tradizione ebraica.

Sandra Petrignani ripercorre diavoli e streghe nella letteratura e segnala inoltre due recenti libri: «Via delle streghe» di Marilù Oliva, che racconta una banda di tre donne di età diverse, “streghe” contemporanee che si muovono per vendicare i femminicidi rimasti senza giustizia, e «La ragazzina» di Valeria Parrella, dedicato alla figura di Giovanna d’Arco.

La consueta rubrica «5 domande a…» di Carmen Vogani questo mese ospita la psicoterapeuta familiare Giulia Mazzoni.

Tutti gli articoli sino disponibili gratuitamente online: https://www.osservatoreromano.va/it/donne-chiesa-mondo.html

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