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8 Luglio 2010

In festa per Maria Orsola e Chiara Badano

Comunicato stampa del 07/07/2010
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ARCIDIOCESI DI TORINO
UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI
Via Val della Torre 3, 10149 Torino
Tel. 011.5156315 – fax 011.8283110 – comunicazioni@diocesi.torino.it
 

A Vallo Torinese domenica 11 luglio celebrazione nel 40° anniversario della morte di Maria Orsola
aspettando la beatificazione di Chiara Luce, il 25 settembre a Roma

La Comunità parrocchiale di Vallo, insieme a tutta la Diocesi di Torino,
ricorderà domenica 11 luglio il 40° anniversario della morte di Maria Orsola
Bussone. Alle 17 monsignor Vincenzo Chiarle celebrerà la messa nella chiesa
parrocchiale, mentre alle 15, al Centro Maria Orsola, è previsto un incontro
con musica e testimonianze di “santità ordinaria”.

L’esperienza della Serva di Dio Maria Orsola Bussone, morta a soli 16 anni,
della quale è in corso in Processo di Beatificazione alla Congregazione per
le Cause dei Santi a Roma, è ormai conosciuta in tutto il mondo e sulla
tomba nella chiesa parrocchiale di Vallo continua il pellegrinaggio di
persone di ogni età e condizione, in particolare ragazzi e giovani. «La
maturazione cristiana di Maria Orsola – spiega il monsignor Chiarle – è
avvenuta nella comunità parrocchiale ed è stata plasmata dall’incontro con
la spiritualità dell’Unità propria del Movimento dei Focolari fondato da
Chiara Lubich. Il suo motto “ricominciare sempre” è diventato prezioso per
le migliaia di persone passate da Vallo dal 1967 a oggi». Affascina la sua
«corsa verso il Cielo», la vita passata ad «amare sempre, subito con gioia»
– come scriveva nel diario personale – interrotta per un banale incidente il
10 luglio 1970 mentre si trovava a Cà Savio di Venezia a un “campo-scuola”
parrocchiale.

Giovane realizzata, Maria Orsola. Proprio come Chiara Badano, di Sassello,
paese nell’entroterra di Savona, che il 25 settembre verrà beatificata a
Roma. Nata nel 1971, muore per una grave malattia nel 1990. Anche lei nella
Spiritualità dell’Unità aveva trovato la chiave per vivere il Vangelo ogni
istante. A Chiara Lubich, che le diede il soprannome “Luce”, scriveva: «I
giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro
la fiaccola come alle Olimpiadi. I giovani hanno una vita sola e vale la
pena di spenderla bene!». Proprio come Maria Orsola che tornando da un
incontro di giovani a Cafasse, confidò a don Chiarle, il suo parroco: «Sarei
disposta a dare la vita perché i giovani capiscano quanto è bello amare
Dio».

Due storie, anni diversi, stessi ideali. Vallo le ricorda, ma soprattutto
permette a tutti di scoprire la profondità delle loro vite, esempi di quella
santità giovanile che tanto piaceva a Papa Giovanni Paolo II. «Testimonianze
– riflette Daniela, parrocchiana di Vallo – che confermano la necessità
della Chiesa Comunione, vera famiglia, dove si è felici e ci si santifica».
Perché, come scriveva Chiara Lubich, «In questo tempo non è sufficiente una
santità solo individuale e nemmeno una comunitaria ma chiusa. Occorre
santificarci Chiesa».

Per informazioni:
Marco Bussone
bussonemarco@gmail.com
 


Il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali
Don Livio DEMARIE
+39 377 1168020