Tra sabato 25 e domenica 26 aprile 2026 gli adolescenti degli Oratori ambrosiani hanno vissuto la Notte bianca della fede a Torino, compiendo un percorso alla scoperta della testimonianza dei santi torinesi, in particolare san Pier Giorgio Frassati e san Giovanni Bosco, ma anche gli altri “santi sociali”. All’inizio della serata, alle 19, nel cortile della basilica di Maria Ausiliatrice, c’è stato un momento di accoglienza e di benvenuto da parte della Chiesa di Torino nella persona del vescovo ausiliare e vicario generale, mons Alessandro Giraudo, che ha salutato i gruppi, guidato una breve preghiera e impartito la benedizione (TESTO DELLA PREGHIERA).
Ad accompagnare i ragazzi degli Oratori ambrosiani c’era il vescovo ausiliare di Milano mons. Luca Raimondi, che ha guidato il cammino serale e presieduto l’Eucaristia della domenica mattina (S. Messa alle ore 9.30 nella Basilica di Maria Ausiliatrice). La Notte bianca della fede si colloca nel contesto della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra domenica 26 aprile, IV domenica di Pasqua.
Il tema guida della Notte bianca torinese è una frase che Papa Leone XIV ha consegnato ai ragazzi durante il Giubileo dei giovani a Roma: «Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate». È un invito che interpella anche gli adolescenti: la santità non è qualcosa di lontano o straordinario, ma un modo concreto di vivere la propria vita.
Durante la Notte bianca della fede gli adolescenti hanno percorso le strade della città incontrando luoghi e figure che raccontano una vita vissuta nel Vangelo e sono stati provocati perché anche la loro vita sia una testimonianza di fede. I gruppi hanno potuto conoscere meglio l’esempio di san Pier Giorgio Frassati, giovane torinese canonizzato il 7 settembre 2025 insieme a san Carlo Acutis. La sua esistenza è stata segnata da una fede concreta e gioiosa, vissuta nell’amicizia, nella preghiera e soprattutto nel servizio ai poveri.
Papa Leone XIV, nel giorno della canonizzazione, ha ricordato come Pier Giorgio abbia incontrato il Signore a scuola e nei gruppi ecclesiali e lo abbia testimoniato con entusiasmo nella vita quotidiana. A forza di vederlo girare per Torino con carretti carichi di aiuti per i poveri, gli amici lo avevano soprannominato con affetto “Frassati Impresa Trasporti”. La sua convinzione era semplice e radicale: «La carità è il fondamento della nostra religione».
Il suo motto – «Verso l’Alto» – continua a indicare una direzione chiara anche per gli adolescenti di oggi: non sciupare la vita, ma viverla con entusiasmo, mettendosi al servizio degli altri.
Torino, del resto, è la città dei cosiddetti santi sociali. Qui hanno vissuto figure come san Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù, san Domenico Savio, adolescente cresciuto all’oratorio di Don Bosco, san Giuseppe Cafasso, padre dei carcerati, e san Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Provvidenza.
Durante il cammino della Notte gli adolescenti somno entrati nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, cuore della spiritualità salesiana e luogo profondamente legato alla vita degli Oratori, e hanno raggiunto anche il Duomo di Torino, dove è custodito il corpo di san Pier Giorgio Frassati.
(fonte: Pastorale Giovanile di Milano)

