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“Questa visita rende onore all’accoglienza del sistema Torino”

Il saluto di mons. Nosiglia al Presidente della Repubblica in pellegrinaggio alla Sindone
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Giornata di festa per l’ostensione della Sindone: giovedì 14 maggio 2015 ha fatto visita al Sacro Telo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Torino per l’inaugurazione del Salone del Libro. Accolto dall’Arcivescovo mons. Nosiglia a Palazzo Reale, Mattarella si è intrattenuto con l’Arcivescovo e ha firmato il registro dei pellegrini. Ha poi assistito alla proiezione del filmato di prelettura. Il Capo dello Stato ha quindi compiuto l’ultimo tratto del percorso verso il Duomo con i gruppi di pellegrini che si trovavano sul cammino.

Davanti alla Sindone mons. Nosiglia gli ha brevemente illustrato le caratteristiche della Sindone e, dopo l’ascolto della preghiera, Presidente e Arcivescovo sono usciti dalla porta centrale del Duomo, accolti dalla folla che aveva atteso il passaggio di Mattarella.

In seguito alla visita del Capo dello Stato l’arcivescovo di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«La visita del Capo dello Stato alla Sindone segna un momento di gioia per la Chiesa di Torino. I pellegrini italiani rappresentano oltre il 90% dei visitatori dell’Ostensione; il passaggio del Presidente è un incoraggiamento importante, e un riconoscimento di come la devozione alla Sindone sia radicata e diffusa nel nostro Paese.

Ma questa visita rende onore a tutta la città e al territorio piemontese, al “sistema Torino” che ha organizzato e sta realizzando l’Ostensione. Un sistema che coinvolge, insieme con le realtà ecclesiali, istituzioni pubbliche e della cultura, aziende private, fondazioni bancarie. Intorno al gruppo dei promotori si è formato un ampio e variegato “movimento” di collaborazione, sostegno, attività culturali, iniziative commerciali e di servizio. La Torino che sta costruendo la propria rinascita ha trovato anche nell’Ostensione un “catalizzatore” di risorse ed energie che ci permette di ben sperare. Anche perché la rinascita della città non può essere solamente economica: abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo sociale e culturale, di una nuova capacità di relazioni solidali fra cittadini.

Soprattutto l’Ostensione della Sindone valorizza una qualità, quella dell’accoglienza, così importante per superare le tante divisioni che oggi attraversano gli Stati, i popoli, le religioni. Cristiani di varie confessioni, credenti di altre religioni e non credenti sono venuti alla Sindone attirati da quell’immagine di sofferenza e di speranza, ma anche per testimoniare una comune volontà di pace, di rifiuto della violenza, e di speranza».